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Governo-truffa: il raggiro dei voucher

fsteggianoAlle volte ho la sensazione che quando si parla di oligarchia le persone prendano la parola come se fosse una metafora o comunque un’esagerazione retorica. Molti non riescono a convincersi che la perdita della democrazia sostanziale non stia davvero accadendo attorno a loro perché queste cose capitano sempre altrove, altri fanno di questa sensazione di incredulità un alibi per non dover agire o magari per tenersi stretto il loro spicciolo di privilegio che molto spesso è solo un lavoro nel settore pubblico o un galleggiamento dell’economia parassitaria. Eppure cosa significhi in concreto il governo dei pochi e spesso dei peggiori ( vedi nota) lo abbiamo sotto gli occhi  tutti i giorni e qualche volta in maniera clamorosa come è accaduto per la vicenda dei voucher che riduce il parlamento a un covo di piccoli truffatori e di golpisti costituzionali da camarilla.

Tuti sanno quello che è accaduto: l’utilizzo improprio dei buoni lavoro da strumento per il lavoro occasionale a vero e proprio status contrattuale dedicato per la sotto occupazione e il lavoro nero, aveva indotto persino la Cgil delle rese a proporre un referendum per abolirli. Sono state raccolte tre milioni di firme a riprova di come fosse sentita la questione ed era quasi scontato che la consultazione popolare li avrebbe spazzati via, questi voucher. Così il governo sostenuto da un parlamento illegittimo è ricorso a un trucco ignobile più volte tentato, tuttavia mai attuato in maniera così palesemente truffaldina: ha eliminato i buoni lavoro  per far venir meno il referendum ( si sarebbe dovuto votare domenica scorsa) ma una volta ottenuto lo scopo li ha reintrodotti e per giunta con peggiorativi  che li rendono ancora più adatti al lavoro schiavista come del resto suggerito dall’Europa. La sola cosa che è cambiata è il nome, ma qualsiasi cosa pur di evitare che i cittadini mettano becco nelle questioni che li riguardano direttamente e possano decidere qualcosa.

I tre grassatori di libertà Renzi, Berlusconi e Salvini, ovvero i rappresentanti della feccia italiana nelle sue varie articolazioni, non si sono nemmeno accorti di aver calpestato la Costituzione che  è il loro vero babau: infatti se si cancella una legge per evitare un referendum la sua reintroduzione  dovrebbe essere vietata per un congruo numero di anni e invece questi hanno fatto passare solo qualche settimana prima di ritirare fuori i buoni lavoro con una rapidità che sa di volgare scherno ai cittadini  e adesso bisognerà probabilmente agire attraverso la Corte Costituzionale per cercare di eliminare questo strumento di truffa e di schiavismo. Ecco dunque cos’è nel concreto l’oligarchia, come lavora per annichilire ogni dialettica democratica e decidere tutto in favore di interessi privati che niente hanno a che vedere con quelli del Paese e della collettività. Anzi sono in netto contrasto con essi, favorendo la crescita di un’economia stenta, malsana e marginale, tutta fondata  sullo sfruttamento dei più deboli.

In realtà non abbiamo più a che vedere con un ceto politico propriamente detto, ma con una sorta di  loggia massonica che cura interessi altrui. E tali interessi rischiano di diventare letali nel momento in cui tutto sta cambiando a livello globale: gli Usa fra strazianti doglie stanno partorendo una dolorosa rinuncia al dominio globale assoluto e questa parziale devoluzione di responsabilità invece di far rinsavire il continente sta scatenando in Europa la battaglia per la primazia così che  l’Italia sarà presumibilmente la prima vittima del mini sotto impero germanico o ben che vada (ma non credo) carolingio. Non c’è scampo fino che con trucchi e illusionismi il Paese sarà tenuto fermo e legato da un vecchio vizioso e ormai rimbambito, da un ex liceale con in testa solo la xenofobia da avanspettacolo  e da un Calandrino di provincia. Ma l’oligarchia è così, finisce sempre per degenerare in xeirocrazia, ovvero nel governo dei peggiori. Come si vede siamo già arrivati a questa meta e la puzza è ormai insopportabile: mi chiedo come non facciano a sentirla quei milioni che ancora credono che le socialdemocrazie di oggi possano essere utili a battaglie di democrazia sociale e non si accorgano che sono divenute protagoniste di un gioco al massacro.

Nota Oligarchia deriva dal greco oligos che significa poco o pochi e da archia che sta per supremazia: dunque nulla a che vedere con il governo dei migliori come talvolta vorrebbero far credere gli oligarchi stessi. Etimologicamente parlando è ancora peggio perché oligos deriva da una radice sancrita che sta per diminuire o per mutilare, mentre arché si riferisce al potere e alla preminenza, ma anche all’antico. Quindi il significato del vocabolo potrebbe essere definito con esattezza come mutilazione della democrazia da parte di pochi rappresentanti dei poteri arcaici.


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