“L’America crea il caos in tutto il mondo e lo chiama ordine basato sulle regole. Più capisci, meno perdoni” Così scriveva su twiter Gonzalo Lira il giornalista americano che seguiva la guerra e i cui reportage non piacevano affatto all’illuminato  regime di Kiev che tanto piace alla feccia europea. A un certo punto i suoi reportage così diversi da quelli con l’imprimatur dei servizi segreti occidentali non arrivarono più e si suppose che fosse stato catturato o addirittura che fosse morto. In realtà è finito in un carcere ucraino dove è stato torturato e non curato così che è morto ufficialmente per polmonite e non per mano dei suoi aguzzini. Come Assange, sia pure in modi diversi, Lira è stato un martire della verità la cui morte non è stata determinata solo dalla follia nazista in Ucraina, ma anche dagli Usa che di fatto sono i veri padroni  del Paese e che con un solo cenno del capo avrebbe potuto farlo liberare e poi magari farlo arrivare al confine con qualche Paese non del complice, come l’Ungheria per esempio. 

Purtroppo però Gonzalo Lira oltre a scrivere cose che non dovevano essere lette, era anche  un critico feroce di Joe Biden e dei pazzi neo-conservatori che popolano la sua squadra di sicurezza nazionale e dunque non è stato fatto nulla, anzi si è contribuito ad ucciderlo. La cosa scandalosa che unisce un Paese nazificato come l’Ucraina ai suoi burattinai di morte è il silenzio della stampa occidentale che praticamente non ha mai dato notizia su tutto questo, quella che del resto è rimasta muta e silenziosa anche su Assange. Sono proprio questi punti sensibili a rivelare il livello di libertà o di asservimento dell’informazione. che è zero quanto alla prima e cento quanto alla seconda tanto per riprendere la scala Celsius. Se ci fosse stata una forte campagna per la liberazione dell’uno o dell’altro probabilmente essi si sarebbero salvati dalla morte e dalla detenzione.  In realtà però Lira era un giornalista mentre coloro che tacciono sono soltanto dei portavoce a cui il potere dà la mancia come ai posteggiatori. Gente da nulla.