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Le scie del capitale

scie-chimiche-3Così se vi pare. La questione delle fake news ovvero delle notizie false per parlare con chiarezza evangelica e senza le deprivazioni semantiche che creano oggetti a se stanti e maneggiabili come pongo dall’informazione, sarebbe davvero ridicola se non fosse un pretesto per infliggere un’altra stilettata alla libertà di espressione. E fa il paio con la “teoria della cospirazione” che costituisce l’altra faccia della medaglia delle singole teorie della cospirazione, ovvero l’idea che non accettare le spiegazioni ufficiali sia di per sé sintomo di disagio mentale a prescindere  dalla consistenza o meno delle asserzioni. E badate bene questo è importante perché finisce per mettere sullo stesso piano gli anti vaccinisti come quelli che cercano, magari prove in mano, di vederci chiaro dentro gli arcana imperii, le sue stragi e le sue rapine.

Ma ogni fantasia è superata dalla realtà perché straordinariamente una delle tesi complottiste più celebri e ritenute prive di qualsiasi sostanza, rischia di diventare invece una realtà proprio su suggerimento di quel milieu tecno – capital – scientifico, che ne ridicolizzava le tesi. Ricordate le scie chimiche, ovvero l’idea che le strie lasciate in cielo dai reattori degli aerei non siano formate solo da vapore acqueo che si condensa, ma da sostanze chimiche e agenti biologici scientemente diffusi in atmosfera per controllare e alterare il clima terrestre? Bene adesso un gruppo di ricerca di Harvard ( qui un video esplicativo) propone di spruzzare in cielo tramite palloni e aerei composti chimici, solfati o ancor meglio  un particolato di ossidi di alluminio (destinati poi ad essere respirati dagli esseri viventi) in grado di riflettere i raggi solari e dunque di far diminuire l’irraggiamento solare così da compensare la gigantesca produzione di gas serra derivante dalla combustione di idrocarburi e dalle attività industriali. Il nobile scopo sarebbe quello di arrestare in qualche modo il riscaldamento globale, senza toccare gli interessi costituiti o ,lo stile di vita consumistico.

Naturalmente gli effetti di una simile follia sull’ambiente, sulla vegetazione, sui mari, sulla stessa dinamica delle precipitazioni e sulla salute umana sono del tutto ignoti e ci vorrebbero comunque decenni per capirne davvero qualcosa, ma questo importa davvero poco visto che è calcolabile  grosso modo la quantità di denaro che verrebbe persa da alcuni tra i più potenti soggetti globali se si attuassero le misure fin qui immaginate per contenere il cambiamento climatico. Insomma ciò che veniva contestato e messo in ridicolo come una fantasia ora viene imitato, dimostrando senza possibilità di dubbio non certo le tesi originarie, ma l’esistenza reale del cinismo del potere intrinsecamente ipotizzato dai sostenitori di queste teorie. Che peraltro inserendo tale realtà in un universo di fantasia hanno fatto più male che bene: in effetti gli scarichi degli aerei non è che siano solo vapore acqueo come quello che sale dall’acqua dei maccheroni: contengono  vari inquinanti come anidride solforosa e ossidi di azoto che scendono sotto forma di particolato fine e a dirlo è una ricerca del Mit,  risalente a 7 anni fa, nella quale si calcolava che se mille persone all’anno perdono la vita in indenti aerei, quelle che muoiono a causa dell’inquinamento da jet sono 10 mila. Ma di questo si è saputo pochissimo, perché occorrono 3 centesmi al litro per sottrarre al carburante avio lo zolfo che è il maggiore responsabile di questa strage. Non scherziamo, la competizione e il delirante modello di turismo, non lo consente.

Comunque questa singolare ipotesi per fermare il riscaldamento del pianeta, formulata dall’ Harvard’s Solar Geoengineering Research Program, non è nuova né originale , se ne parla e se ne discute da molti anni, fin da quando sono partiti i test per l’inseminazione delle nubi, ma solo adesso trova una sua ufficialità, una sua eco mediatica, un appoggio politico e anche 20 milioni di fondi concessi da alcune ong per cominciare la sperimentazione effettiva. Il fatto è che ormai l’origine antropica del riscaldamento planetario è difficilmente negabile, non bastano più singoli ricercatori indotti a dire il contrario per simulare una sorta di dibattito e dunque di profonda incertezza sul tema, ma si deve trovare un rimedio che salvi i folli livelli di consumo e dunque i profitti dell’ 1% della popolazione. Perciò si fa apertamente ciò per cui i complottisti venivano derisi in qualità di Cassandre.

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