Come la Polverini anche Formigoni dice che sarà lui a fare pulizia in Lo ‘nbardia mentre il povero Alfano ricuce il patto di potere con la Lega dei corrotti e fa sentire il suo sdegno per il commissariamento di Reggio Calabria infiltrata dai poteri criminali. Se poi ci aggiungiamo che lo stesso consiglio regionale lombardo è di fatto illegale a causa delle firme false della lista Formigoni, possiamo misurare le dimensioni della cloaca che si spalanca con i suoi fetori.

E tuttavia di fronte a questo ribollire di acque putride non sentiamo nemmeno un centesimo dei vibranti e sdegnati appelli istituzionali e costituzionali che abbiamo ascoltato quando si trattava di difendere inesistenti prerogative per evitare “informative”, né abbiamo avuto il privilegio di udire  dalla viva voce di Hal 9000, alias Monti o dalle sue periferiche, alias ministri, nemmeno una parola in merito, come se il governo esistesse solo come ufficio contabile addetto alle macellerie sociali. Eppure la cosa li riguarderebbe da vicino, visto che proprio la corruzione  è la principale fonte di accumulo di debito pubblico, qualcosa che coniuga lo spreco, l’evasione e la cattiva politica che cresce su questo terreno di coltura e lo alimenta.

L’ unione europea calcola che il costo della corruzione in tutto il continente sia di 120 miliardi l’anno di cui la metà, 60 miliardi sono secondo la Corte dei Conti concentrati in Italia. Insomma non si tratta affatto di un problema aggiuntivo a quello del debito pubblico, ma il problema. Quello che poi a sua volta genera le varie inefficienze del Paese, la scarsa produttività, la mancanza di investimenti sia interni che esteri. Così quando Hal 9000, nella sua forma di notebook con programmi finanziari, va in giro a chiedere ai vari amici di questo o quel club di investire in Italia, è solo patetico. E mi chiedo se pensi davvero che aver bastonato i pensionati, aver creato il problema degli esodati, aggredito i diritti del lavoro e iniziato lo smantellamento del welfare  renda l’Italia più attraente di prima. Se essersi impegnato in una riduzione onerosa al limite del fallimento del debito pubblico, senza aggredirne le cause, ci renda più credibili. No, ci rende solo più poveri, sempre di più: la Grecia insegna.

Così le vicende di Formigoni che ancora sculetta su You tube in quelle deliranti auto promozioni che figurerebbero meglio su un sito di incontri, potrebbero almeno servire a capire che il problema italiano è tutto politico, che la “tecnica” serve solo a nascondere il tentativo di una classe dirigente mediocre di conservare il potere, usando vecchi e nuovi marpioni per il solito gioco. Senza un nuovo e rinnovato patto sociale, capace di operare anche a livello europeo non andremo da nessuna parte se non a remengo, in balia di tecnici che esprimono con evidenza i deleteri criteri selettivi della società italiana. E se i partiti si sono squagliati e si affidano a una tecnica che è poi solo la politica della finanza, l’unica strada è quella di darli per persi, di rimboccarsi le maniche (honny soit qui mal y pense) per farne sorgere di nuovi. Parlo della sinistra, visto che la destra è già abbondantemente coperta dalle politiche europee, dall’agenda Monti e dai personaggi variamente foraggiati dai vecchi poteri per cambiare la faccia, il pelo ma non i vizi.

Occorre passare dall’indignazione all’impegno, altrimenti dovremo accorgerci a nostre spese  che lo scandalo maggiore di questo Paese  è lo scandalo dell’inazione.