Da circa due anni il ministro La Russa che ha tutte le qualità indispensabili per un ministro del governo Berlusconi, tenta di non spendere soldi per avviare un serio programma di revisione del blindato Lince che ha molti difetti, come dimostrano le vittime italiane in Afganistan. L’unico intervento fatto, il rafforzamento della ralla per il mitragliere, ha reso il mezzo, già abbastanza instabile di suo, facile al ribaltamento. Cosa che il 25 settembre scorso ha provocato la morte di un soldato, mentre non si contano i feriti e i contusi a causa della scarsa adattabilità del mezzo al teatro afghano e la scarsa qualità costruttiva generale. Sorprendente, trattandosi di un prodotto Fiat. E d’altronde i blindati più pesanti, promessi da due anni non sono mai stati inviati.

Ma se le risorse vengono centellinate ai soldati, che spesso sono costretti a comprare in proprio materiale efficiente, non è così per il ministero della Difesa che invece ha acquistato la bellezza di 19 maserati blindate, in maniera che panciuti generali scorazzino con auto sportive e costosissime in tutta sicurezza. E’ ben noto che i taliban  agiscono in piena Roma con imboscate letali e  sistemino i loro ordigni per far saltare in aria i mezzi dell’esercito. Anzi il povero Alemanno non riesce più a riparare le buche, che si aprono sul piano stradale dopo ogni agguato.

Il ministro si è difeso dicendo che le Maserati sono italiane e costano meno delle Lancia e delle Audi utilizzate finora, anche se, come si conviene a un onest’uomo come lui, non ha fatto cifre. Oddio le Audi per questi speciali utilizzi nascono già blindate quindi non necessitano di lavoro in più per trasformarle oltre ad essere probabilmente più funzionali. Ma in ogni caso dal momento che una normale Maserati quattroporte costa di suo 120 mila euro di prezzo base, è presumibile che lo scherzetto sia costato alcuni milioni di euro.

Ma nessuno licenzia il ministro per sopravvenute difficoltà dell’Azienda Italia. A lui si applica rigidamente lo statuto dei non lavoratori.