Anna Lombroso per il Simplicissimus

Non c ‘è una lira, la manovra è rinviata a quando avrà un copertura, politica si immagina, quindi affidata al post Berlusconi.. e si arrangino loro. In questo quadro il presidente del Consiglio si è fatto consigliare da gente di mondo, quelli che sanno di globalizzazione, e si è piegato alla scelta di Bini Smaghi. Perfetto governatore per un governo che ha a cuore solo il profitto del sistema finanziario, la sua solidità, il suo rafforzamento plenipotenziario.

Rivestito in questo caso dalla divisa d’ordinanza della fedeltà al contesto europeo e alle sue leggi. A suo tempo il Bini Smaghi si era pronunciato: «Non è un caso che i banchieri centrali abbiano adottato come loro protettore San Tommaso Moro, che con la sua indipendenza di giudizio e la ferma convinzione nella supremazia dell’interesse pubblico riuscì a resistere alle pressioni del Re Enrico VIII, del quale era stato il più stretto consigliere (…) fino ad essere costretto alle dimissioni, incarcerato e condannato a morte». Tommaso Moro volle servire Dio piuttosto che il re cui prima sottostava. Secondo lui l’interesse pubblico sarebbe quello – superiore agli Stati – dell’Unione. Ma sappiamo bene che è un’indole di banchieri e bancari (che non c’è poi grande differenza) un istinto che li da servire un dio, il dio denaro però.

Ma Berlusconi è il leader dello Strapaese, uno statista a una dimensione quella provinciale anzi di quartiere satellite della Milano da bere, alla fine subisce l’egemonia prestigiosa del cognome doppio, di chi ha imparato il francese in un collegio svizzero e non mediante canzonette e l’inglese nella city e non su una nave crociera. E non conta granchè se dice sciocchezze o iniquità con traduzione simultanea incorporata, l’importante è che abbia quelle tre o quattro iniziali ricamate sullo sparato e magari anche una coroncina. E che sia gradito agli schizzinosi signori delle cancellerie, che a differenza di Tremonti chiosi con penna sicura bilanci e relazioni, che abbia anche una fisicità di regime sovranazionale, giustamente scialba, anodina, impersonale come si addice al maggiordomo di un casato. Si meglio lui di Amato, espressione della continuità con quella vecchia politica odiosa e ingombrante più che attento e ubbidiente interprete e esecutore della elegante criminalità economica della finanza mondiale.

Oggi sentivo definire er Pelliccia un “ragazzo di buona famiglia” che ha dichiarato di aver scagliato l’estintore per spegnere l’inopportuno falò. Insomma voleva rendersi utile nell’interesse generale. Mi ha fatto venire in mente altri ragazzi di buona famiglia, che vogliono farci uscire dall’emergenza salvando le banche, attribuendo alla moneta il potere di governance secondo le leggi del liberismo selvaggio, assecondando un progetto politico che consegna gli stati alla finanza più rapace e iniqua e ottusa, indifferente a diritti, bisogni, aspettative e conquiste, risarcimenti e prospettive, facendo di noi gli ostaggi disarmati di un sistema mondiale di strozzini in doppiopetto.