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Sanders contro il venditore di polli

074748419-59b4c34f-7b61-4919-9b90-4a29941aff76Adesso possiamo dire con ragionevole approssimazione che Trump sarà rieletto per altri quattro anni: lo si capisce bene dagli inediti casini che sono sorti in Iowa dove una app per il voto del candidato democratico ha penalizzato Bernie Sanders e fatto vincere lo sconosciuto Pete Buttigieg  dando così un primo colpo alla credibilità dell’unico candidato democratico che finora ha qualche probabilità di vincere. Degli altri non c’è nemmeno da parlare visto che si tratta di Joe Biden protagonista, tramite il figlio, di una storiaccia di tangenti e ricatti in Ucraina, di una tenue signora ex repubblicana, Elizabeth Warren il cui unico atout è una remota ascendenza indiana oltre che l’amicizia dei Clinton e infine il magnate dei media Michael Bloomberg. Chiaramente una affermazione debole e contrastata di Sanders darebbe molta meno forza al candidato ed è per questo che lo si sta lavorando ai fianchi fin dai primi atti per impedire ad ogni costo l’elezione di un presidente che osa chiamarsi socialista e che dietro di sé ha un forte seguito di militanti. Questo è riconosciuto  dallo stesso io Tarzan tu Jane della Casa Bianca il quale ha detto: “Francamente preferirei correre contro Bloomberg piuttosto che contro  Bernie Sanders, perché Sanders ha dei veri seguaci.”

Per questo si cerca in ogni modo di mettergli bastoni fra le ruote e lo fanno in primo luogo i poteri ombra  che sono dentro lo stesso partito democratico. Benché come al solito si sia insensatamente tentato di accusare i russi di aver sabotato il primo scontro fra democratici. l’applicazione che ha causato i così opportuni problemi in Iowa è stata sviluppata dalla Shadow Inc. (ombra appunto) società gestita da veterani della campagna di Hillary Clinton (presente in Iowa tanto per ribadire) e Barack Obama mentre il suo uso è stato appoggiato da un gruppo no profit democratico finanziato da miliardari di hedge fund tra cui Seth Klarman, un prolifico finanziatore di di lobby israeliane conservatrici ed editore del quotidiano Times of Israel ferocemente antipalestinese. Egli ha anche direttamente contribuito in solido alla campagna di Pete Buttigieg. Un concorrente a sorpresa che promette la fine delle guerre infinite, ma che è stato un agente della Cia in Afganistan. Del resto lui, sindaco sconosciuto della quarta città dell’Indiana che da noi è come dire la quarta città del Molise, è stato portato alla ribalta a livello nazionale, grazie a ricchi assegni da parte di benefattori miliardari e calamitando contributi  da parte dei membri del personale del Dipartimento della Sicurezza nazionale, del Dipartimento di Stato e del Dipartimento di Giustizia. Del resto finora, a campagna appena iniziata,  ha pagato ben 2 milioni di dollari ad appaltatori militari in stile Blackwater per gestire la propria sicurezza. Insomma Buttigieg sembra essere l’ennesimo candidato completamente costruito dal sistema fra i tanti che abbiamo visto e che portano  i nomi (ma sono solo quelli più conosciuti) di Macron e Renzi.

Ma in questo c’è un problema che non può essere arginato semplicemente convogliando valanghe di soldi su un candidato. Trump sembra un bruto, ma ha colto l’essenza del problema: la forza di Sanders sta proprio nell’avere una base politica permanente e sempre mobilitata e non solo episodicamente coagulata per le elezioni, cosa che negli Usa è quasi una rivoluzione sociale perché la gente comune, solitamente distante dalla politica, sta  trovando nuove sedi per registrare il disaccordo e la disapprovazione rispetto al sistema e comincia a riconoscersi come classe lavoratrice se non altro per la mancanza di privilegi. Questo fa paura ai miliardari e all’informazione mainstream che ne è il megafono la quale ha sempre preteso di avere il monopolio delle valutazioni senza essere a sua volta valutata. Non a caso da qualche tempo i cannoni informatici del sistema hanno preso a battere non tanto sull’aspirante candidato Bernie, quanto sull’ambiente che lo sostiene. Diversamente dalla base di fan di Obama nel 2008, i “sanderiani” hanno e interiorizzato l’idea che dovranno organizzarsi e lottare per l’assistenza sanitaria, l’alloggio, l’istruzione, un pensionamento sicuro, un pianeta sostenibile, la giustizia sociale: insomma non stanno soltanto sostenendo un candidato, ma  stanno cercando di trasformare la società. È una dinamica diversa da quella di qualsiasi altra campagna politica ed è  più difficile da battere.

Può darsi, anzi è quasi certo come detto in apertura, che questo non sia sufficiente per andare alla Casa Bianca, soprattutto perché i più acerrimi nemici, come si vede dall’ “incidente” dello Iowa, stato nel quale tradizionalmente atterranno gli alieni, sono nello stesso campo e possono agire a tradimento come  è già avvenuto quattro anni fa quando Bernie Sanders fu vittima delle manovre sottobanco della Clinton. Del resto al contrario di quanto la stampa nostrana, già allertata in proposito, comincia a sostenere, meglio Trump del soldato Buttigieg, ovvero il padrone dei polli visto che il suo cognome di origine maltese deriva dall’arabo siciliano Abu-d-dajā e ha già dato all’isolotto un presidente. Ma a quanto pare non ha nulla a che fare con il padre Joseph noto negli ambienti accademici per aver tradotto in inglese i Quaderni dal carcere di Gramsci. Anzi se il figlio potesse, lo rimetterebbe in galera come pericoloso sovversivo.


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