Prima era un vero mistero. Come americani e israeliani potessero davvero credere di poter ottenere un cambio di regime uccidendo Khamenei e tentando di distruggere le capacità di risposta iraniana, non stava in piedi da nessuna parte. Chiunque avrebbe capito che proprio la guerra e i bombardamenti avrebbero allontanato questa prospettiva, ma non la camarilla di idioti e di stragisti, insieme agli scialbi valletti che offrono loro una copertura politica internazionale. Sì, parlo proprio di noi, dei morituri europei che si immolano per le peggiori cause e pretendono di essere i migliori. Ma adesso sappiamo che americani e israeliani avevano comunque un buon motivo per pensare che l’operazione di decapitazione dell’Iran avrebbe potuto avere successo: il Mossad aveva comprato il generale Esmail Qaani, che nel gennaio del 2020 aveva sostituito il grande Qasem Soleimani, ucciso da droni statunitensi vicino a Baghdad. Alla luce di questi fatti si può anche pensare che quell’omicidio fosse in qualche modo pensato proprio in questa prospettiva e che abbia visto proprio Qaani come informatore.

Costui era stato per anni nella Forza Quds, l’unità responsabile delle operazioni segrete e all’estero dell’Iran ed è probabilmente in questo periodo che è stato reclutato dal Mossad. Poi subentrando a Soleimani come capo del servizio aveva avuto accesso alle più alte gerarchie del Paese e sapeva perfettamente dove si trovavano sia Khamenei che i comandanti di alto rango colpiti nella prima giornata, più precisamente nella prima ora di assalto. Ma le operazioni di contrattacco sono immediatamente cominciate grazie a una struttura militare decentralizzata che conferisce un’ampia autonomia di azione e di scelta degli obiettivi ai comandanti regionali. Anzi la notizia stessa della morte di Khamenei ha fatto perdere ogni esitazione nel colpire il nemico. Il fatto che è da anni il generale Qaad ha venduto il proprio Paese permettendo operazioni di ogni tipo ed è probabilmente responsabile del successo di molti colpi mirati, compreso quello nel quale è stato ucciso Hassan Nasrallah, il capo di Hezbollah.

Nel video qui sotto si può apprendere parecchio della folgorante carriera di questo inquietante personaggio

Tuttavia proprio il fatto che fosse tra i pochissimi a sapere dove si trovasse la guida suprema e molte delle massime autorità militari, ha reso piuttosto semplice la sua individuazione come fonte della fuga di notizie che avrebbero dovuto essere segretissime e che invece hanno guidato i missili del primo attacco. Così in una settimana è stato arrestato e giustiziato. Tuttavia il suo tradimento non ha portato di certo fortuna agli sciagurati attaccanti che hanno di gran lunga sottovalutato l’arsenale iraniano di missili balistici, anche perché non si trattava di informazioni di cui Qaani avesse una precisa conoscenza. Ora Israele e le forze americane si trovano a doversela vedere con tre o quattro ondate di missili e droni al giorno, per contrastare i quali bisogna raschiare il fondo del barile delle forze di difesa. Il quartiere industriale di Tel Aviv viene bombardato da due giorni, Teheran risponde colpo su colpo, Netanyahu è morto o in fuga e Trump è in pre agonia politica Si direbbe che Qaani ha fatto più danni agli avversari che a quelli che ha tradito.