Non si può dire che gli manchi la parola per essere un uomo, anzi parla fin troppo. Ciò che gli manca è il fisico: con quell’aspetto da insulso ragazzino invecchiato lo si immagina con le dita nella marmellata, non sembra certo uno dal quale attendersi anche un’acerba maturità da ventenne, figuriamoci ministro. Pensateci un attimo: in quale cornice ideale si può immaginare Tajani? Io lo vedo in livrea, al servizio di una famiglia della nobiltà nera, però non come cocchiere o stalliere o garzone di cucina, insomma in un ruolo attivo, ma nel modesto compito del vecchio servitore che spegne le candele quando è notte e il padrone è andato a dormire. Tuttavia non c’è bisogno di andare così indietro nel tempo, moccoli da spegnere e nobiltà nere ci sono sempre e lui è comunque al loro servizio, fedele fino alle rughe. Così, afferrato il suo smorzacandela contro cui ogni fiammella di speranza è impotente, si è fatto intervistare da una lobby israeliana per dire che l’Italia è contraria ad ogni proposta di uno Stato palestinese e che anzi la Palestina nemmeno esiste, nonostante il nostro Paese sia storicamente e ufficialmente impegnato nella soluzione a due Stati.

Però forse Tajani non lo sa, il maggiordomo si è scordato di dirglielo. Non è certo una novità visto che lui ha saputo portare la sua incompetenza e la sua totale nullità in qualsiasi carica abbia ricoperto, ma in questo caso ha saputo magistralmente trasferire il suo servilismo ontologico da Berlusconi a Netanyahu, dopotutto un padre padrone vale l’altro per un’orfano dell’intelligenza. Ho cominciato da Tajani perché il suo irresistibile aspetto lo pone alla ribalta dei pagliacci. Ma che dire di Salvini e della sua intervista in ginocchio di fronte a una giornalista israeliana che pareva una domatrice di scoiattoli mentre questo assurdo personaggio si arrampicava sui tronchi alla difesa della sua riserva di noci, ripetendo ubbidiente tutte le orribili banalità di rito sionista sul fatto che la difesa di Israele è la difesa della libertà e della democrazia? Che strano, a me pareva che non si trattasse di difendere Tel Aviv, ma i palestinesi che rischiano di essere massacrati tutti dallo Stato di Israele. Per giunta, pur essendo vicepresidente del consiglio, ha espresso queste disonorevoli opinioni come personali, non prendendosi nemmeno la responsabilità di parlare a nome di un governo che a sua volta non sa che fare. Ma si sa, Salvini ha la consistenza politica di un peto fatto in auto: la puzza persiste fino a che non si aprono i finestrini e i miasmi si perdono nell’aria. Che un simile personaggio, totalmente inaffidabile per assenza di capacità di pensiero, più che per malafede, sia da tanto tempo alla ribalta, la dice lunga sulla condizione del Paese. Fa finta di ribellarsi, ma quando rischia di prendere le sculacciate si adatta a dire qualsiasi cosa. Non avrei votato Bossi nemmeno sotto minaccia di fucilazione, ma almeno era un personaggio con un suo senso, mentre adesso non rimane che il sudore delle sue canotte.

E infine veniamo al mercato rionale, a quella che vende sovranismo contraffatto. Sì, sto parlando della Meloni che da furba spacciatrice di pacchi politici si appresta a presentare un testo in cui si dice sì all’esistenza della Palestina, ma “senza Hamas”, il che immediatamente porta il discorso sui soliti binari morti della storia e riempie l’atmosfera di aria fritta. Ma come se questo non bastasse, sostiene che comunque un sì di massima “non possa produrre risultati concreti.” Insomma siccome l’orbe terraqueo, a parte Usa, Germania, Giappone e qualche insulso staterello pagato a piè di lista da Washington, è ormai ufficialmente per la creazione futura ed eventuale di uno stato Palestinese, non possiamo sottrarci a questa ipocrisia. Ma non ti preoccupare Beniamino, se fa ppe dì, mica parlamo sul serio. Almeno la ragazza è più furba dei suoi vice e dei suoi ministri, sa come vendere la sua merce anche se fa orrore. E chissà cosa avrà detto a zio Trump per giustificare questa mossa o cos’altro gli avrà promesso di svendere. Ma non importa, tanto sono tutti nel cast dei Nuovi Mostri.