Mi sono chiesto per quale motivo l’Italia sia uno dei pochi Paesi non solo dell’Occidente, ma del mondo intero. che snobba lo scandalo Epstein come se si trattasse di una vicenda da quattro soldi e non avesse a che fare da una parte con il degrado della classe dirigente europea o americana e dall’altra con il ricatto esercitato sulla medesima per fare e dire cose che vanno contro ogni umanità e in direzione di assurde distopie. Non si va certo molto lontano dal cuore della vicenda affermando che è grazie all’opera di corruzione dell’agente del Mossad, Epstein se il genocidio a Gaza abbia trovato tante complicità, tanti ipocriti silenzi  e così poche condanne. Ovviamente vi sono fattori geopolitici alla radice della vicenda palestinese, ma probabilmente in altri tempi, anche solo una trentina di anni fa, non sarebbe stato consentito ai sionisti di Tel Aviv una tale strage,  al di là dell’appoggio a una strategia complessiva. Per chi non se ne fosse accorto la ricattabilità del ceto politico al tempo della peste tecno mediatica e della finta democrazia, non è più un fattore marginale. ma una questione politica centrale. Se ne si volesse una prova del nove basterebbe pensare a Trump che aveva promesso di rivelare i nomi di chi frequentava villa Epstein e che poi, misteriosamente, si è rimangiato tutto, arrivando a dire – come ha fatto ieri – che la vicenda è una bufala al pari del portatile di Hunter Biden.

Siccome quest’ultimo esiste davvero, possiamo pensare che si tratti di una gaffe freudiana con la quale il presidente americano si sta scavando la fossa, vista la pessima accoglienza di questa stronzata fra il popolo Maga.  Capisco che la questione è molto spinosa perché ormai la pedofilia è entrato nel tritacarne degli ideologismi globalisti ed è in attesa di essere sdoganata grazie alla nuova concezione della sessualità infantile o adolescenziale in vista della fluidità finale. Ma per ora serve ottimamente allo scopo che è quello di tenere assieme con le cattive una buona parte delle oligarchie e dei milieu politici. La cosa è interessante e ne parlo perché mette in luce una caratteristica del neoliberismo che viene costantemente equivocata: al contrario del liberismo, del suo laissez faire e insofferenza delle regole, la sua ultima mutazione, ravvisa invece nello Stato  il meccanismo cruciale per mantenere le condizioni di un mercato che, abbandonato a sé stesso, non può garantire la riproduzione del sistema, Si tratta in effetti di un abiura alle idee fondamentali del capitalismo e il riconoscimento del suo fallimento finale. Ma credo che questo non sia un cruccio per le oligarchie di comando. Ovviamente si tratta di uno Stato non democratico, anche se conviene per il momento conservarne alcune forme peraltro svuotate, ma di un sistema che agisce come meramente amministrativo all’interno e come soggetto geopolitico teleguidato all’esterno. Le nazioni, le comunità, i popoli sono del tutto estranei a questa visione e il massimo sforzo viene prodotto proprio per eliminare questi fattori disturbanti attraverso la diffusione di una cultura edonistico – maltusiana e la sostituzione di popolazione.

In questo senso occorre che il ceto politico nel suo complesso, ormai eletto attraverso meccanismi mediatici e dunque distante più di Marte da reali idee, visioni o concezioni, deve essere tenuto assieme da altri interessi e tenuto a bada anche con il ricatto. Si tratta di un fattore essenziale in questa struttura di potere e dunque i personaggi come Epstein svolgono una funzione ormai cruciale al nuovo tipo di governance, tutt’altro che marginale. Di solito chi trascura questi segnali non si accorge nemmeno dei sostanziali cambiamenti che sono intervenuti negli ultimi trent’anni. Certo la dissolutezza, spesso accompagnata da bizzarre e risibili fantasticherie o ideologie, è stata sempre un segno distintivo delle classi alte e ritenuta quasi come un dovere di casta, ma oggi è diventata persino strumento di governo. Ed è uno dei fattori per cui è possibile scambiare un genocidio per autodifesa.