Da oltre un anno molti scienziati fra i più serio e indipendenti avvertono degli effetti negativi e dei danni causati dai preparati di ingegneria genetica utilizzati per le campagne di vaccinazione di massa. È stato documentato un numero senza precedenti di effetti collaterali e decessi, principalmente immediatamente dopo le iniezioni, ma gli effetti a medio termine che sfuggono a queste statistiche già di per sé gravemente carenti,  stanno diventando sempre più evidenti negli sport.  Particolarmente eclatanti sono i decessi e le malattie tra giocatori famosi di varie discipline, che dalla metà del 2021 hanno iniziato ad aumentare come mai prima d’ora e adesso un nuovo studio sui giovani che svolgono attività atletiche nelle scuole  mostra che oltre ai possibili e inspiegabili malori, la vaccinazione porta a  un calo delle prestazioni delle prestazioni. sul campione studiato. E in particolare: 

1) Nessuno degli studenti atleti vaccinati gareggia fino al proprio livello precedente; tutti vanno peggio rispetto al 2020

2) Nessuno degli studenti atleti vaccinati può sopportare lo stesso ritmo di allenamento come prima della puntura

3) Il recupero dallo sforzo richiede più tempo negli atleti vaccinati  rispetto ai non vaccinatiti.

4) Dopo le iniezioni, la maggior parte o tutti gli studenti atleti vaccinati hanno parlato di una o più delle seguenti reazioni dopo la vaccinazione:

  1. dolore al petto;
  2. vertigini;
  3. eccessiva sensibilità alla luce: 
  4. sentirsi in procinto di svenire;
  5. fiato corto.

Il risultato complessivo è che adesso gli atleti maschi vaccinati hanno prestazioni inferiori a quelle delle femmine non vaccinate.

La ragione per cui questo avviene è che l’attività sportiva di tipo agonistico porta una circolazione più robusta durante lo sforzo e a un aumento della richiesta metabolica, mentre l’azione della proteina spike sui recettori ACE-2 nell’endotelio vascolare provoca vasocostrizione. Ciò può significare che l’apporto di ossigeno e flusso sanguigno da parte del corpo è ostacolato quando invece è più necessario. Secondo le ricerche condotto sinora le proteine ​​​​spike sporgono dalla superficie endoteliale e sono ancorate ai recettori ACE-2 e si  pensa che influenzino il flusso sanguigno creando un flusso turbolento anziché laminare. Quando il sangue stagnante si accumula, la cascata di coagulazione inizia in tutto il corpo i microgranuli che si formano  si addensano e rallentano il sangue divenuto più viscoso, il che compromette ulteriormente l’apporto di sangue e ossigeno ai capillari nel cuore e nella periferia. levata viscosità. Di conseguenza, il cuore deve spingere un fluido più denso del sangue normale attraverso le arteriole e i capillari del corpo. Ovviamente tutto questo compromette le prestazioni fino a poter portare a conseguenza molto  gravi, specie nel caso che l’assunzione di sostanze, anche lecite, per migliorare le prestazioni alteri la sensazione di stanchezza.