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E ora Caracas ha il suo boia democratico

download“L’8 febbraio 1982, avete testimoniato davanti alla commissione per le relazioni estere del Senato sulla politica degli Stati Uniti in El Salvador. In quell’udienza, ha licenziato come propaganda comunista un rapporto sul massacro di El Mozote in cui oltre 800 civili, compresi bambini di appena 2 anni, furono brutalmente assassinati da truppe addestrate dagli Stati Uniti. Durante quel massacro, alcuni di quei soldati si sono vantati di aver violentato ragazzine  di 12 anni prima di ucciderle. In seguito lei ha detto che la politica degli Stati Uniti in El Salvador è stata una “realizzazione favolosa”. Sì o no, la pensa ancora così?”

La domanda è quella rivolta dal deputato Ilhan Omar Grills, uno dei nuovi deputati eletti nelle elezioni di medio termine a Elliot Abrams nuovo inviato speciale degli Stati Uniti in Venezuela, che ha testimoniato mercoledì scorso a Capitol Hill sugli sforzi degli Stati Uniti per spodestare il presidente venezuelano Nicolás Maduro. Parti di questa discussione oltre a una approfondita storia sulla carriera di stragista di Abrams sono state diffuse nei giorni scorsi, ma la cosa interessante è ciò che questo oscuro personaggio ha risposto: “Dal giorno in cui il presidente Duarte è stato eletto in un’elezione libera fino ad oggi, il Salvador è stato una democrazia. È un risultato favoloso”. Questo non solo ci dice quali saranno i metodi che verranno usati in Venezuela, ma ci svela anche come il termine democrazia sia diventato un feticcio privo di qualsiasi significato preciso: intanto perché in Salvador la democrazia citata da Adams era rappresentata allora dal caudillo  Duarte e che le lezioni sono sempre state teleguidate da Washington, attraverso “dazioni” al partiti di destra al potere e ai suoi media, al controllo delle forze armate, ad azioni clientelari, al ricatto economico: un gioco da ragazzi e anche poco costoso in un stato minuscolo. Ma quando fa comodo basta che si aprano le urne, magari accudite da soldati armati di machete e tutto è favoloso. Mentre quando non  fa comodo quelle stesse urne, magari liberissime, sono sinonimo di dittatura. 

E’ straordinario come un boia possa appellarsi alla democrazia. Questo Abrams condannato nel 1991 per aver mentito al Congresso durante lo scandalo Iran-Contras e i suoi squadroni della morte (ma in seguito graziato da George Bush), ha al suo attivo migliaia di morti e di torturati in tutto il centro america, è uno, tanto per rendere l’idea, che ha supervisionato la campagna di omicidi di massa (100 mila persone) e torture del dittatore guatemalteco Efraín Ríos Montt negli anni ’80. Ríos Montt fu in seguito condannato per genocidio, ma  incredibilmente Abrams rimane credibile come mediatore, nonostante sia stato pure uno degli organizzatori del tentato colpo di stato del 2002 in Venezuela. Ed è è anche un  democratico così perfetto che quando viene accusato di ciò di cui peraltro si vanta, dice che si tratta di antisemitismo, dimostrando come anche il razzismo sia ormai un concetto “a la carte”, gestibile a piacere. Gli attivisti del gruppo di pace guidato dalle donne Codepink hanno interrotto l’audizione del Congresso di Abrams. “Non ascoltare questo criminale di guerra!” ha gridato Ariel Gold, il cui cognome la identifica evidentemente come antisemita. “Il Venezuela ha bisogno di negoziati, non di un colpo di stato o di un intervento militare!”

Da idee e valori si è passati a concettoidi così vaghi e contradditori che possono essere usati a piacimento dalle elites di comando a seconda dei loro interessi. E infatti può essere favolosamente democratico cadere nel cono di interessi estranei che estirpano qualsiasi reale rappresentanza, ma si può essere anti democratici se si chiede la sovranità degli stati. Si può considerare un’opposizione citoyenne criminale come in Francia o la si può glorificare come in Venezuela dove sarebbe ben poca cosa senza l’ “olio santo ” di Washington , ossia i dollari e senza la violenza, praticata ormai da oltre 15 anni.

Così non ci si deve stupire se questo individuo che dovrebbe essere in carcere per genocidio diventa a vergogna dell’intero occidente, il mediatore speciale per il Venezuela. Magari qualche gesuita di sinistra potrebbe dire che le strade del signore sono infinite, ma in realtà di infinito qui c’è solo l’ipocrisia.

 

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