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Il vaso di Pandora dell’Europa

catalogna-spagna-barcellona-referendumNon c’è alcun dubbio che le questioni poste dalla vicenda catalana hanno almeno un merito storico: quello di aver aperto il vaso Pandora dove hanno fermentato, lontane dalla vista, nascoste nella penombra indistinta, le contraddizioni dell’europeismo e delle istanze di interessi materiali e/o politici che ad esso fanno riferimento. Qualcuno mi dovrebbe spiegare alcune cose: perché la richiesta di indipendenza della Catalogna dovrebbe esprimere un infimo sovranismo, mentre lo stesso sovranismo diventa buono e auspicabile se applicato a Madrid? Perché la repressione poliziesca di massa contro l’indipendenza è dichiarata legittima in Catalogna o al massimo un affare interno della Spagna, mentre, al netto delle orrende menzogne che sono state dette per togliere d’impaccio i leader europei di allora, è stata motivo di intervento in Jugoslavia o di altre ingerenze umanitarie o ancor meglio disumanitarie? Se è vero che bisogna superare gli Stati con tutte le loro sciocche istanze che inceppano il cammino del neoliberismo per costruire un superstato in mano alla dittatura della finanza, per quale motivo si scende poi a difendere a priori l’integrità territoriale di uno di essi?

Si potrebbe continuare a lungo sulla strada di queste antinomie, ma non c’è bisogno di allungare eccessivamente la lista per comprendere che dietro tutto questo c’è solo la fragilità di idee da gran lunga  ridotte a polvere e tuttavia opportunamente rimaste a fare da trompe l’oeil per nascondere alla vista tutt’altro scenario, ovvero un sistema monetario istituzionale totalmente tecnocratico che genera da una parte l’egemonia del centro contro la periferia e dall’altro la progressiva caduta della democrazia in favore di un’oligarchia non elettiva, la messa in mora dei diritti del lavoro. la rovina dei salari, la precarietà e la distruzione del welfare che avviene dovunque. Dunque il giudizio si adegua sempre alle opportunità e agli interessi del momento senza bisogno di alcuna coerenza o linearità: si tratta pur sempre di uno scenario che può essere cambiato ad ogni atto, purché non si veda cosa c’è dietro.

Ciò che stupisce però non è che questa evanescenza di giudizio faccia parte della tattica e della strategia del potere,  ma che ad essa si accodino anche quelli che dovrebbero essere contro di esso o quanto meno si pèresentano come alternativa: a leggere molti siti e pagine della sinistra l’ultima settimana la vicenda catala è stata uno psicodramma con asini di Buridano indecisi se abbeverarsi alla straordinaria partecipazione popolare che il governo di Madrid ha impedito con la forza di manifestarsi pienamente nel voto, oppure rifugiarsi nella nicchia ideologica più vetusta e accontentarsi del lesso internazionalista. Così abbiamo assistito a sottili e compiaciuti distinguo simili alle discussioni sul sesso degli angeli, a imbarazzi metafisici, a funanbolismo sui dati dovendo condannare la repressione e al tempo non riconoscere alcuna valenza politica e progressiva alla mobilitazione popolare che tra l’altro in Catalogna ha visto la sinistra agire da protagonista. In qualche caso questo turbamento è stato giustificato col non dare corda al semi separatismo nostrano come se fosse possibile una qualche analogia con l’indipendentismo catalano che ha secoli di storia dietro le spalle e momenti gloriosi come quelli della guerra di Spagna contro lo stesso franchismo, oggi riesumato da Rajoy, e le pagliacciate di cialtroni italioti.

Eppure come ho già avuto modo di dire la questione catalana è ormai diventato un nodo centrale e ineludibile che non più possibile esorcizzare, non tanto in sè, quanto come contenitore di contraddizioni della democrazia continentale destinate a esplodere dovunque: la questione separatista non né necessaria né sufficiente, è solo una condizione nella quale i disegni di potere e le lotte possibili contro di essi appaiono più chiaramente  in filigrana. E’ insomma un punto di partenza per ripensare il contesto e accorgersi che molti Paesi sono per qualche verso Catalogna, è un vaglio per distinguere il grano dal loglio delle destre nazionaliste che dopo tanto can can sospetto contro l’Europa si riscoprono dalla parte di Madrid e di Bruxelles, è anche un modo per ripensare alla cittadinanza e alla partecipazione.

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24 responses to “Il vaso di Pandora dell’Europa

  • jorge

    Mi spiego meglio, la tesi “gli indipendentisti sono anti ue ma non lo dicono” è la lettura soggettiva di Anonimo, una forzatura, l’escamotage usato da Anonimo pur di difendere l’indipendentismo catalano.

    Ai dirigenti separatisti catalani io non attribuisco nessun escamotage, e nessuna strategia anti ue ed anti euro

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    • Anonimo

      gran parte dei commenti sono soggettivi fino a specifica e dettagliata prova contraria.

      Soggettivi in particolare sono i commenti sui fatti catalani.

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    • Anonimo

      I fatti catalni come tattica, quanto meno hanno richiamato l’attenzione sull’autonomia-indipendenza della Catalogna, e per fare ciò i catalani si sono riferiti alla legislazione UE che prevede anche la possibile formazione di regioni intra europee ed extra statali.

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  • jorge

    OK, comunque i democristiani erano maestri di escamotages

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  • jorge

    spettabile anonimo,

    l’escamotage democristiano lo riferivo alla sua trovata di dire che la dirigenza catalana abbia degli obbiettivi anti unione europea ma senza dirlo, per farsi prima aiutare dalla unione europea per poi colpirla. se non con tale esacamotage, lei ha niente in mano per sostenere che gli indipendentisti catalani siano contro la unione europea

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    • Anonimo

      Le mie sono ipotesi, la politica , quella vera è fatta anche di strategie… anche le altre ipotesi dei commentatori erano fondate su mere elucubrazioni e che dicevano che era l’UE (turbo capitalista…) che direttamente o indirettamente fomentava la secessione spagnola, da quel che si vede le loro ipotesi ed elucubrazioni sono errate.

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  • Anonimo

    chi vuole, legga:

    IL SUICIDIO POLITICO DEI 5 STELLE

    si ComidadPuntoOrg

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  • Anonimo

    Nell’altro post quando dicevo democristo-massone alludevo al Suo commento combinato con quello più sotto di un altro commentatore che diceva che la Catalogna era sorretta dai massoni mentre Lei definiva democristiana la possibile tattica di farsi aiutare in quanche misura dalla UE, per in seguito contrastarla meglio, d’altronde ad una regione piccola come la Catalogna due nemici tipo Spagna e UE assieme , potrebbero causare dei danni inimmaginabili.
    Insomma uno per dare contro alla Catalogna diceva che la stessa aveva delle affinità con i massoni, Lei diceva che avrebbe potuto averle con i democristiani.

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  • jorge

    indipendentemente dalla natura delle valutazioni personali che ognuno esprime, ciascuno dovrebbe motivare il proprio assenso o la propria scarsa stima dell’indipendentismo catalano. Dovrebbe cioè chiarire cosa ha in se stesso di buono, o di male, tale indipendentismo

    il simplicissimus valuta positivamente tale indipendentismo, ma senza dirci in cosa consista il valore positivo di tale indipendentismo

    Il simplicissimus appoggia tale tale indipendentismo perché chi lo avversa è ipocrita ( la divisione della iugoslavia andava bene). Lo apoggia perché il neoliberismo è contro la sovranità nazionale ma poi difende l’unità della spagna.. Lo apoggia perché il sistema tecnocratico basato sulla moneta più che una posizione coerente vuole solo nascondere le contraddizioni e per ottenere questo gli è indifferente usare la maschera indiendentista o quella sovranista come fa oggi

    Ok, ma non si può sostenere una ozione politica, quella dell’indiendentismo catalano, solo perché è osteggiato da chi ci è antipatico

    anche nei post recedenti il simplicissimus non ha fornito un solo motivo di merito ed interno a tale indipendentismo, che ci debba fare preferire appunto tale indipendentismo

    Questo atteggiamento è la massima subalternità al neoliberismo, perché consente a questo di determinarci, sia pure per contrasto

    Sarebbe invece necessario avere una strategia propria con degli obiettivi propri ( cio che sembra mancare al simlicissimus), e rispetto a questa valutare l’indipendentismo catalano ed ogni altra cosa.

    Partire da se stessi, dai propri bisogni è l’unico modo per autodeterminarsi e misurare gli altri, se no si finisce per appoggiare d’alema veltroni o renzi solo perché sono in iscontro con Berlusconi Poi i tre leader PD potranno fare pure uguale a Berlusconi e noi saremo stati usati. La sproporzione di dimensioni tra la ragione catalana e il resto della spagna non cambia il principio, anche perché economicamante la catalogna è avanti anni luce rispetto alla nazione di cui fa parte

    Non risulta che la catalogna voglia uscire dall’euro, ne che voglia uscire dalla unione europea, la stessa inchilterra non è meno neoliberista perché è uscita dalla unione euroea o perché abbia rifiutato l’euro, il resto è tutto da vedere,, Non basta uscire dalla unione euroea o dall’euro, è inortante come vi si esce, ad es consentendo ancora la libera circolazione dei capitali o no?( L’inghilterra è la atria del neoliberismo)

    il simplicissimus ,parla dell’indipendentismo catalano che è semre stato antifranchista, anche i liberali storici italiani erano antifascisti ma sono, in italia, i padri del neoliberismo Giova ricordare che Louis Companion non volle riconoscere compiti politici alla CNT che aveva fermati il fascismo in catalogna, seguirono gli scontri di luglio , la “semana tragica” che apri le porte alla vittoria di franco anche in catalogna, che finquando la CNT fu forte era inesugnabile a Franco

    Io ho espresso, sommessamente, dei pareri di merito ed articolati Vedi Post Scorsi e non mi piace la logica levantina per cui il nemico del mio nemico è automaticamente mio amico

    D’altronde è comrensibile, se si ritiene la finanziarizzazione frutto di un colpo di stato, se si considera la finazza come gli alieni invasori che vengono da martte ( un fenomeno searato ed irrelato a tutto il resto,), allora va bene qualunque cosa, è altro dalla finanza in automatico

    Una Catalogna indiendente otrebbe anche essere ancora più sottomessa al ” capitalismo finanziario, che poi e il solo capitalismo possibile ogg, come lo sono divenute la slovenia la croazia , che vedono salari da fame erche succubi delle filiere tedesche di creazione del valore, di cui sono sub fornitrici e fuori dalle quali non sarebbero economicamente distrutte, come chiunque lavora er un solor ichiedente prestazioni.

    Sono disvcrimini importantissimi ed imprescindibili, comunque li si voglia valutare, ma se il nemico del mio nemico è mio amico, allora qualunque questione di merito scompare

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    • jorge

      Luis Compayo er presidente generalita catalana anni 30, refuso, croazia e slovenia non sarebbero niente fuori dalle filiere tedesche di creazione del valore…

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  • Anonimo

    Può un partito che ha castrato l’espressione della sovranità popolare ( con LEGGE ELETTORALE PORCATA…)…

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  • Anonimo

    “E’ insomma un punto di partenza per ripensare il contesto e accorgersi che molti Paesi sono per qualche verso Catalogna, è un vaglio per distinguere il grano dal loglio delle destre nazionaliste che dopo tanto can can sospetto contro l’Europa si riscoprono dalla parte di Madrid e di Bruxelles, è anche un modo per ripensare alla cittadinanza e alla partecipazione.”

    ben detto…

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  • Anonimo

    “e le pagliacciate di cialtroni italioti.”

    Il referendum leghista nel lombardo-veneto, e lo dico da residente al nord, è caratterizzato da un contraddizione insanabile…
    Può un partito che ha castrato l’espressione della sovranità popolare, avere credibilità nel proporre un referendum altrettanta espressione della sovranità popolare… insomma sti leghisti voglio il potere al popolo o voglio contrastare la democrazia ?

    PERCHE NELLA SECONDA IPOTESI I REFERENDUM LEGHISTI NON PORTERANNO ALCUN VANTAGGIO SOSTANZIALE AL POPOLO!

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    • Anonimo

      Può un partito che ha castrato l’espressione della sovranità popolare ( con LEGGE ELETTORALE PORCATA…)…

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    • Anonimo

      Pudjemont c’ha messo la faccia, i leghisti c’hanno messo tanta propaganda, ed una legge porcata…

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      • jorge

        con salvini il federalismo diventa un tipico escamotage democristiano

        Non massonico, democristiano.. DE mita, Mastella, flaminio Piccoli… il muro di gomma……

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      • Anonimo

        Nell’altro post quando dicevo democristo-massone alludevo al Suo commento combinato con quello più sotto di un altro commentatore che diceva che la Catalogna era sorretta dai massoni mentre Lei definiva democristiana la possibile tattica di farsi aiutare in quanche misura dalla UE, per in seguito contrastarla meglio, d’altronde ad una regione piccola come la Catalogna due nemici tipo Spagna e UE assieme , potrebbero causare dei danni inimmaginabili.
        Insomma uno per dare contro alla Catalogna diceva che la stessa aveva delle affinità con i massoni, Lei diceva che avrebbe potuto averle con i democristiani.

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