Il cartone inanimato

mattarella-e-il-giuramento-637557Credo che solo in tedesco ci sia la parola adatta a descrivere il siparietto presidenziale di San Silvestro: fremdschämen, ovvero la vergogna che si prova per qualcun altro. Perché è difficile pensare a qualcosa di più patetico, atono  e al tempo stesso sfrontato di quel discorsetto, in cui il rappresentante supremo di un ceto politico, più che un presidente, elenca i drammi creati dallo stesso, come se fossero un destino e non frutto di errori, di volontà, di subalternità, di vuoto di idee e di deliberate azioni. Un elenco totalmente privo di  suggerimenti, una specie di patchwork senza risposte nel quale la lamentata mancanza di lavoro si spalma accanto all’ignobile balla della ripresa.

Ecco provo vergogna per lui, sebbene sappia che si tratta di un cartone inanimato, mirabile connubio fra la vecchia tecnologia democristiana dell’ipocrisia e i mezzi di comunicazione di massa. Anche perché  dentro questo guazzabuglio di doleances senza paternità, come fossero il frutto di osservazioni da Marte, l’inquilino del Quirinale inalbera con chiarezza la sua vera ragione di esistere in quel posto, mettendo al centro del discorso due argomenti di cui il primo consiste nel diniego delle elezioni divenute ormai uno spauracchio per il potere, anche quello che  si dichiara democratico. Diniego per il quale in questa occasione è sempre pronta la scusa dell’inesistenza di una legge elettorale per entrambe le camere e dunque la necessità di prendere tempo. Ma in realtà essa già esiste ed è persino garantita dalla stessa Corte Costituzionale: si tratta di quella che va sotto il nome di Consultellum , risultato delle profonde correzioni apportate dalla Consulta al Porcellum nel 2014. Basta abrogare l’Italicum, che nessuno più vuole, nemmeno gli autori che temono la vitoria dei cinque stelle, senza aspettare che la corte dia il suo parere visto che è lei stessa ad averla già avallata. Ci si metterebbe una mezza giornata.

Ma naturalmente nessuno può fare domande all’augusto ologramma  e di certo i media mainstream non hanno alcuna voglia di indicare ai cittadini le strade più ovvie ed evidenti per votare il prima possibile, cosa assolutamente urgente dopo tre governi di Palazzo tutti fallimentari: il pericolo è che il notabilato politico e i suoi clientes vengano sbalzati di sella, così si va avanti  ad oltranza, fin che si può nel pio desiderio che accada qualcosa o che arrivi l’occasione di riciclarsi o che gli amici di fuori non facciano qualcosa di clamoroso e tragico per ristabilire l’ordine come tante volte è accaduto in Italia a partire dal 69. La seconda cosa si ricollega a questa ed è la polemica con la rete. Dubito che il signor Mattarella sappia accendere un computer e men che meno che sappia navigare, ma per cominciare l’anno appare molto preoccupato per la virulenza e le tesi che compaiono nel web. Oh per carità c’è la libertà di opinione, ma egli si lamenta dei toni e delle notizie false, come se fosse lui a poter stabilire la verità. Naturalmente il discorso di questo nostro Chance italico è vago, privo di qualsiasi rigore dell’intelligenza, ma corrisponde a ciò che vuole il potere globale: non è certo un caso che l’accenno di Capodanno, venga pochi giorni dopo che l’ennesimo servo sciocco inferto al Paese ovvero il presidente dell’antitrust Pitruzzella ha chiesto in sede europea che si agisca contro le “false notizie”. Lo scopo è chiaro: reprimere la libertà di espressione dei cittadini e dare invece ai governi la libertà di mettere a tacere qualsiasi fonte che non rispetti la propaganda dell’establishment.

La verità come trust è l’idea del presidente antitrust. Ma insomma l’idea degna di Orwell è di permettere ad  alcuni burocrati in servizio permanente alla troika, esentati dal fornire alcuna giustificazione o pezza di appoggio, decidano quale sia la verità e decretino che ogni tesi in contrasto esprima di per sé odio. Siamo all’inevitabile follia politica di classi dirigenti in odore di fallimento totale, che sentono arrivare il redde rationem, che fanno fatica a tenere le redini e sperano di mantenersi al potere attraverso i ministeri della verità.  Credevano di avere già tutta l’informazione verticale in mano, ma si trovano adesso a dover domare la rete con  la scusa di eliminare bufale del tutto marginali e comunque inevitabili in regime di libertà. Ma non ci riusciranno certo con la retorica ottusa, stucchevole, ipocrita alla quale siamo stati esposti fortunatamente solo per cinque minuti, anche se in forma intensiva e oltre i limiti di sicurezza.

E’ un discorso di odio questo? Ma no, perché la giusta ira è del tutto sopita proprio dal fatto che tutto questo rassomiglia all’ultima spiaggia di una epoca. il resto, sempre per usare una parola tedesca intraducibile, è Vorfreude (forfroide è grosso modo la pronuncia) ovvero la gioia, l’emozione  che precede qualcosa potenzialmente in grado di cambiare la vita. Chissà in futuro potremmo avere anche il discorso di un Mensch a capodanno. Di Mansch ne abbiamo abbastanza.

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