Anche in Palestina pensavano di vincere facile, esattamente come in Ucraina, ma invece si stanno accorgendosi di essersi messi da soli in un cul del sac e di essere sul punto di subire una sconfitta strategica. La inconcepibile strage prodotta da Erode Netanyahu contro donne e bambini, le bugie dette inizialmente per giustificare le bombe in mezzo alla gente, lo sfollamento egli ospedali supportato da palesi menzogne e invece l’incapacità di avere ragione delle forze di Hamas danno un quadro deprimente, completato dal fatto che tutto questo ha dato la possibilità ai Brics di intervenire per la prima volta collettivamente, candidandosi di fatto alla guida del mondo che non può essere certo lasciata al continuum stragista  Usa – Israele, con gli ignobili resti di ciò  che fu l’Europa  La situazione è tale che un noto e stimato analista come Scott Ritter si spinge a dire che Hamas ha vinto la sua battaglia: il tanto sbandierato obiettivo bellico di Israele di sradicare completamente questa organizzazione le ha fornito un percorso facile verso la vittoria: la semplice sopravvivenza è un successo  e un’umiliante sconfitta per Israele.

Ma  in realtà Hamas non si limita a sopravvivere, sta prevalendo sul campo di battaglia. Israele può massacrare migliaia di donne, bambini e malati senza alcuno scopo militare e ridurre gli edifici in macerie in cui prosperano i guerriglieri, ma non sembra riuscire a vincere alcun vero scontro. L’uniche prove effettive che abbiamo visto dell’azione sui campi di battaglia di Gaza consiste in innumerevoli video di commandos di Hamas che distruggono carri armati israeliani e altri veicoli, a volte correndo verso di loro e piazzando cariche esplosive da “distanza zero”, e infliggendo gravi perdite agli equipaggi. È proprio questa incapacità di affrontare Hamas nella Gaza sotterranea che ha  costretto Israele ad accettare obtorto collo il cessate il fuoco. 

Questo cominciano a riconoscerlo anche i filosionisti accaniti come l’ex consigliere di Trump John Bolton, il quale afferma che “ Hamas ha appena ottenuto una grande vittoria su Israele ”. Naturalmente i più ottusi cioè la grande maggioranza di coloro che hanno qualche irresponsabilità in occidente, persano che Israele non possa essere sconfitto secondo un mantra  che non riescono a togliersi dalla mente perché non hanno abbastanza neuroni per cambiare idea di fronte alla realtà dei fatti. Ma pian piano cominciano a comparire voci diverse: per esempio il porfessor Avraham Shama della Northwestern University ritiene che, indipendentemente da come si svolgerà la guerra di Gaza, Israele ha già perso e Hamas ha vinto. Shama cita le centinaia di migliaia di israeliani che lasciano le loro case nel nord e nel sud e si trasferiscono in rifugi relativamente sicuri nel centro del paese, la chiusura di molte scuole e università oltre al deterioramento della situazione economica in generale. Gli israeliani erano fiduciosi, convinti che una guerra improvvisa come quella dell’ottobre 1973 non potesse ripetersi e che, se ciò fosse accaduto, il loro esercito l’avrebbe schiacciata non appena fosse iniziata. Poi è arrivato l’attacco di Hamas (la prima esperienza del genere per Israele) in 50 anni. È stato uno shock profondo.

Anche il professor Stephen Walt di Harvard  ritiene che Israele stia andando incontro a una sconfitta politica al di la delle sue capacità militari che comunque si sono rivelate più scarse di quanto atteso. E dal canto suo John Alterman, capo dell’Unità per il Medio Oriente presso il Centro per gli studi strategici e internazionali di Washington, pensa che: “invece di fare affidamento su un potere sufficiente per sconfiggere Tel Aviv, Hamas sta invece cercando di utilizzare il potere molto più grande di Israele per sconfiggerlo. Il potere di Israele consente al Paese di uccidere civili palestinesi, distruggere le infrastrutture palestinesi e sfidare le richieste globali di moderazione”.

Di sicuro Israele non potrà più permettersi fare il bello e il cattivo tempo invocando il suo diritto alla difesa  anche quando è l’assalitore e probabilmente con le stragi di Gaza e il declino del suo Golem d’oltre atlantico dovrà abbandonare la prepotenza per sopravvivere.

 

 

 

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