Un Paese maltrattato e violentato

CatturaL’Italia è come una di quelle donne che subisce la violenza del compagno, ma dopo anni di botte arriva a convincersi di essere lei in torto, che è il carnefice ad avere ragione, oppure si illude di poterne cambiare la natura: così resiste alle botte che vengono inferte e dice che magari si, è vissuta sopra i suoi mezzi ( una frase tipica della lotte di classe al contrario e priva di qualsiasi senso macroeconomico) e magari pensa che un giorno ci sarà un’altra Europa mentre la violenza di quella che c’è già cresce di anno in anno. Oppure teme che ribellandosi e rivendicando la propria dignità, la situazione possa persino peggiorare e che non ce la può fare da sola. Sappiamo tutti come vanno a finire queste cose eppure lo neghiamo con l’ammirevole pervicacia della vittima che non vuole riconoscersi  tale. E allora dopo essere stati orrendamente pestati nell’ultimo vertice europeo, baciamo le mani del picchiatore che ci offre in cambio un braccialetto comprato con i nostri soldi, ma facendo intendere che non dobbiamo sgarrare.

Mi dispiace per coloro che ancora non hanno capito di cosa si tratta e che si fanno subornare dal rutilare dei miliardi come se essi fossero gratuiti, un dono caduto dall’empireo europeo, ma ancora di più mi dispiace per coloro che intravedono la realtà, eppure tentano una difesa dell’indifendibile dicendo che con altri sarebbe andata peggio, cosa che ovviamente non è dimostrabile, che anzi è la più bassa forma di petitio principii, quella residuale e mortale della politica. Tuttavia in questo caso anche tale ipotesi serve assai poco visto che è difficile immaginare un accordo peggiore di quello raggiunto o anzi imposto dalla narrazione padronale. Tenterò qui di fare uno specchietto dell’abominio che siamo andati a firmare e delle relative bugie che vengono diffuse per mettere la benda agli italiani, come se la mascherina non bastasse, in pratica la peggiore e più sfacciata operazione di propaganda dai tempi del fascismo e forse addirittura anche peggiore:

1 Non esistono finanziamenti a fondo perduto.  Gli 81 miliardi che vengono spacciati come tali derivano dal bilancio europeo e sono versati dagli stati membri, dunque anche dall’Italia per la sua quota parte nel periodo 2021 – 2027. Ma attenzione all’articolo 152 dell’accordo si dice che questi versamenti saranno diminuiti di  377  milioni l’anno per la Danimarca, di 3 miliardi e 671 milioni per la Germania, di 1 miliardo e 921 milioni per l’Olanda  e di  567 milioni per l’Austria. Ciò che viene a mancare sarà messo dagli altri Paesi: quindi noi dovremo persino supportare i “frugali” e mettere dentro il bilancio europeo ancora più soldi di prima con il rischio di ricevere ancora una volta meno soldi di quanti non ne diamo. Questo smentisce le balle stratosferiche sul fatto sul fatto che ogni italiano riceverebbe 500 euro, mentre i poveri tedeschi e olandesi ne spenderebbero 1000 per aiutarci. Ah Dio il far di conto: intanto non si capisce come mai questo possa avvenire visto che olandesi e tedeschi messi assieme sono molto di più degli italiani, ma se poi  fosse vero si tratterebbe solo di 30 miliardi, non di quella valanga che ci viene fatta baluginare. Evidentemente l’informazione in Italia si fida ciecamente della pessima qualità della scuola che non insegna più nemmeno a far di conto.

2 I prestiti hanno condizioni inaccettabili. Come ben sapiamo i 127 miliardi di prestiti da dividere in 7 anni , cosa che ne mostra l’esiguità, sono condizionati alla presentazione di un piano di “riforme” legato ai tagli di pensioni, salari, sanità, spesa pubblica e al controllo dell’utilizzo dei fondi per fare solo ciò che dice la commissione europea secondo gli interessi dei nostro cosiddeti partner.  Siamo di fronte alla stessa orribile condizione anticiclica che ha distrutto la Grecia , perché meno si ha spesa pubblica, più il pil diminuisce e più aumenta il debito: si tratta di un programma di distruzione programmata che nulla ha a che vedere con la razionalità economica, tanto è vero che tutto questo enfatico meccanismo poteva essere facilmente sostituito dalla Bce che avrebbe potuto creare denaro da immettere immediatamente nell’economia.

3 Troppo tardi. I denari cominceranno ad arrivare dal 2021 quando presumibilmente le attività colpite dalle misure anti Covid  saranno già defunte, con tutta la disoccupazione che ne conseguirà, quando invece sarebbe stato semplice raccogliere denaro facendo aste di titoli pubblici e magari lanciando un prestito nazionale, tutte cose che si è ben guardati dal fare perché il partito europeista doveva arrivare a mettere l’Italia sotto il giogo della finanza euro liberista.

4 Fine della democrazia. Ciò che Conte ha firmato diventando il nuovo De Gasperi agli occhi degli imbecilli, contiene clausole mostruose, ovvero che se qualche Paese non è convinto dalle “riforme” italiane o teme che esse non possano essere realizzate può chiedere che i prestiti vengano fermati e revocati. Questo può avvenire anche nel caso le elezioni sanciscano l’affermazione di forze politiche che intendano ridiscutere queste clausole e per esempio, prospettare spese sociali non contemplate nei programmi. O addirittura se durante la campagna elettorale si avesse sentore della vittoria di una formazione critica nei confronti della cattività europea. Dunque siamo sottoposti a un vero regime coloniale dove ai cittadini è vietato esprimere e tanto meno votare per le proprie convinzioni. Questo costituisce un condizionamento che qualunque sincero democratico dovrebbe rifiutare. Ma in Italia evidentemente esistono solo dei quaquaraquà della democrazia.

Come si vede un problema che si poteva affrontare  immediatamente come è successo laddove esiste una sovranità monetaria attraverso la creazione di denaro e la sua distribuzione alle singole persone, famiglie, attività, è diventato in Europa un meccanismo per l’egemonia e per la lotta di classe al contrario di cui alla fine tutti pagheranno le conseguenze salvo la razza padrona che si arricchirà ancora di più.

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2 responses to “Un Paese maltrattato e violentato

  • andrea z.

    Le discussioni sul Recovery Fund, sulle richieste dei Paesi cicala etc. hanno nascosto ancora una volta il fatto che alcuni degli Stati “frugali” appartengono alla schiera dei più voraci paradisi fiscali. Le elites transnazionali non potrebbero vincere la lotta di classe globale se fossero costrette a pagare le imposte che gravavano un tempo, all’epoca dell’economia keynesiana, su di loro. Il sistema neoliberista mondiale necessita di nazioni come l’Olanda e il Lussemburgo per gestire l’infinità varietà di operazioni legate alla finanza come, ad esempio, la creazione di derivati da rifilare in giro per il mondo. Inoltre, i Paesi frugali ricavavano privilegi e concessioni all’ombra della Gran Bretagna di cui sono alleati strategici. Dopo la Brexit sono dovuti scendere in campo direttamente per garantirsi i vantaggi acquisiti nel passato.

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  • Giacomo B.

    Lo stile di questo articolo non firmato non mi sembra quello, un po’ involuto e contorto ma comunque efficace, di Anna Lombroso, quindi non so a chi rivolgermi nel chiedere di esibire l’articolato originale da cui deriverebbe tutto quanto descritto nei punti elencati nell‘articolo stesso. Non so nemmeno di conseguenza a chi dire che gli 82 mld, che semplicemente secondo l’anonimo articolista ci tornerebbero da provviste da noi stessi alimentate, nel caso di non accordo sul RF sarebbero rimaste nel bilancio europeo, quindi come minimo ..risparmiamo 82 mld da usare per noi. Elementare, no?, se la premessa è vera. Intendiamoci io condivido molto la teoria della lotta di classe al contrario, cara anche alla Lombroso, è tutta lì la partita checsi giocherà a lungo termine, ma nelle more di vicende che vedono rapporti di forza di un certo tipo non può essere quella una chiavetta di lettura buona per tutti gli usi e/o una coperta di Linus che ci metta la coscienza a posto e ci eviti l’ingrata fatica di misurarci con il prosaico quotidiano. Credo che quando qualche passetto avanti si fa, anche proprio contro quelli, come i “padroni” nostrani di Confindustria, scommettevano sull’insuccesso della iniziativa italiana in Europa, bisogna riconoscerlo senza temere troppo di perdere qualche tipo di purezza che serve a poco purtroppo..
    un cordialissimo saluto
    g.b.

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