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Il pan ci manca, sul ponte sventola bandiera bianca

Anna Lombroso per il Simplicissimus

A14, crolla ponte a Camerano: 2 morti e 3 feriti. Sindaco Castelfidardo: “Lavori con autostrada aperta”. Finalmente, praticamente in tempo reale, siamo edotti della incontrovertibile verità, conclamata stamattina in tutti i talkshow da quella pletora di giornalisti nati commentatori, dai quali non riceviamo mai una notizia, impegnati come sono a elargirci le loro impressioni e convinzioni e che, per la tempestività con la quale sono sempre sia pure virtualmente presenti sul luogo dei disastri, più che puntuali paiono essere dei tremendi e inesorabili portasfiga.

Si tratta del solito, immancabile “errore umano”. Alla fin fine potrebbe perfino consolarci del nostro desino cinico e baro sapere che manovali, manovratori, impiegati in mansioni meramente esecutive, infermieri, inservienti, insomma  vili esecutori – compresi i piloti a distanza di droni su Aleppo? –  siano gli unici a essere rimasti umani, in ragione di ciò soggetti a sbagli, falli e pecche,  mentre chi comanda non corre quei rischi, appartenendo a razze bestiali, ferine, belluine e quindi prive di ragione e intelletto. E men che mai di senso di responsabilità.

La colpa accertata anche in questo caso, come è avvenuto nello scorso novembre a Lecco dove il crollo di un cavalcavia ha procurato un morto e 5 feriti, come motivato chissà quante altre volte: nell’Agrigentino nel 2014, in altri luoghi ormai dimenticati, è di chi non ha “manualmente” interrotto il traffico  mentre erano ancora in corso gli interventi per l’ampliamento dell’autostrada.

Il nostro è un paese che crolla, smotta, si sgretola, affonda e sussulta. Ma adesso sappiamo chi accusare. A chi attribuire imprudenza, negligenza, imperizia.

E mica la vorrete addossare a chi ha regalato il sistema autostradale a soggetti avidi e dissipati, quanto improvvisati e inidonei, che le cedono e ripigliano, custodiscono e gestiscono secondo criteri parassitari e unicamente speculativi, favoriti da leggi nazionali e regionali che legittimano consumo di suolo, cementificazioni criminali, mentre ignorano l’obbligo di corrette manutenzioni, che autorizzano appalti opachi all’insegna di incauti risparmi, mentre smantellano la rete e i poteri delle autorità pubbliche di sorveglianza e controllo. Beneficati da un insieme di misteriosi e inspiegabili  principi e parametri che sovrintendono scelte di “pubblica utilità” e “primario interesse generale”, proprio quelli che hanno promosso la realizzazione di autostrade fantasma la cui efficacia e i cui vantaggi sono misurabili nel benefici prodotti per la pirateria del cemento, come nell’ormai leggendario caso della BreBeMi.

Si tratta di un contesto propizio a triple e quadruple inaugurazioni con tanto di taglio di rinnovati nastri per premier sfrontati e loro fotocopie, alla realizzazione di varianti e bretelle la cui unica finalità evidente consiste nella proliferazione di malaffare e corruzione, attraverso sceneggiature recitate da sempre gli stessi attori che, grazie a buttafuori inefficaci e prescrizioni opportune, entrano e escono da tribunali e patrie galere, mantenendo redditizie e decisive poltrone in ambiti consigli di amministrazione.

E lo credo bene, sono gli stessi che suggeriscono non proprio sommessamente improvvide Grandi Opere, Treni Veloci condannati magari a scontrarsi su un binario unico per via del solito errore umano, Ponti, Stadi, Sottopassi, Aeroporti, Dighe Mobili. E perché no? filiali della Nato da confezionare nel cucinotto domestico a cura di una ministra che si sente generalessa, dotazioni di dispositivi nucleari per armare caccia farlocchi, operazioni di collaborazione con despoti e tiranni sanguinari per combinare a un tempo profitti di imprese che sanno ormai produrre solo intrallazzi vergognosi e la repressione e soppressione di disperati, ma a casa loro.

Se c’è davvero un errore umano è di quelli che li sopportano, che li votano, che hanno scelto di stare al loro servizio, che hanno paura di liberarsi di loro.

 

 

 

 

 

 

 

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