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Sbatti il Muos…stro sul Corriere

muos.jpg--Se si tratta di una cattiva causa la Voce del Padrone ossia la grande stampa seguita a ruota dal, megafono televisivo , non esita a spacciare favole a cui nessuno può davvero credere, ma che tutti vogliono credere e persino ad allearsi con i nemici conclamati che nello specifico caso italiano sono i cinque stelle variabili che pulsano come cefeidi. Così il Corriere della Sera o del Tramonto della Ragione pubblica un articolo in cui spiega che il Muos di Niscemi  sarebbe solo un grande radar. E nel sostenere questa incredibile tesi in fondo avalla il ragionamento, peraltro ovvio, espresso in questo post Siam pronti alla morte, lo yankee chiamò di qualche giorno fa. Infatti che sia solo un grande e potentissimo radar nulla toglie alle preoccupazione e alle proteste della popolazione sulle emissioni elettromagnetiche, anzi dovrebbe persino aumentarle perché un radar di una potenza adeguata a questo ipotetico scopo può addirittura friggere tutto ciò che sorge accanto nel raggio di molti chilometri e inquinare col suo flusso di microonde un ampio territorio. Quella del Corriere è dunque un’argomentazione vuota da questo punto di vista, anzi persino negativa.

Perché dunque questa uscita? Perché dire che il mega impianto di Niscemi è solo un grande radar mette l’accento sul fatto che si tratta di una postazione di avvistamento elettronico, dunque essenzialmente difensiva, testimonianza vibrante anche nell’etere dell’ eterna buona fede  dell’ amico americano. In realtà il Muos (Mobile User Objective System) è un sistema di comunicazioni satellitare che ha l’unico scopo  di aumentare la capacità offensiva delle forze americane comunicando in tempo reale o quasi con una moltitudine di sistemi d’arma: satelliti sottomarini, navi, droni, arei, truppe terrestri a stelle e strisce o se del caso alleate ( si fa per dire, per non usare la parola ascari ) consentendo un comando unico, coordinato e immediato. Naturalmente l’impianto di Niscemi è solo uno dei quattro che formano il sistema integrato e che si trovano in Usa come in Australia e alle Hawaii, dunque in sé non c’entra nulla con la Sicilia e men che meno con la teorica difesa nel mediterraneo: è un’espressione di potere globale.

Collegato a questo c’è un altro e più importante motivo per sparare la balla del mega radar: se la postazione è essenzialmente difensiva, la probabilità che essa sia sottoposta a un attacco diventa se non remota, almeno accettabile sia pure nella logica orribile della guerra. Se al contrario si tratta di una postazione vitale per l’attacco globale come in effetti è il Muos, allora diventa un obiettivo primario, da distruggere nelle prime fasi di un conflitto, ovvero significa che è già sotto tiro. Insomma il rischio aumenta in maniera esponenziale e fa anche un balzo di qualità per così dire, visto che il gioco è così importante da valere una candela nucleare per rendere sicura la sua distruzione. Di certo il Corriere ha tutto l’interesse a distogliere l’attenzione da questo fatto, anche a costo di non evidenziare che il rischio elettromagnetico rispetto a una serie di mega radar è più ridotto, sia per l’orientamento delle antenne, sia per le radio frequenze utilizzate.

In effetti tutta la questione, fin dal suo inizio, è stata focalizzata da una parte e dall’altra sulla questione delle emissioni che di certo è importante, ma che lascia anche grande spazio alle interpretazioni in un campo dove la pericolosità, ancorché quanto mai plausibile, non è provata con certezza e in cui i limiti derivano più che altro da principi di precauzione che hanno dimostrato di essere quanto mai elastici e funzionali agli interessi in gioco. Ma in realtà il fatto che il Muos costituisca una militarizzazione totale della Sicilia e la sua trasformazione in obiettivo primario in caso di guerra è stato trascurato, anche perché quando il progetto del Muos fu messo  a punto dalla marina americana, ovvero una quindicina di  anni fa, si pensava che i nemici di elezione non fossero in grado di colpire a tanta distanza senza che i suoi missili o aerei venissero  prima distrutti. Poi sono comparsi i missili ipersonici russi e i missili navali cinesi di fatto non intercettabili dalle attuali difese Nato: il problema cambia completamente di aspetto, soprattutto per le popolazioni costrette ad accettare di diventare ostaggi sacrificabili oltre che che vittime potenziali delle emissioni .

Ecco perché la questione assume un significato politico e strategico molto più forte di prima, cosa che spinge i giornaloni del padrone persino a darsi la zappa sui piedi pur di non farlo emergere. Ed è anche per questo che il governo dovrebbe finalmente battere un colpo serio in direzione del minimo sindacale della sovranità. Anche perché è probabile che una delle stazioni del Muos sia stata collocata in Sicilia non solo per comodità logistica vista l’esistenza della base di Sigonella, ma anche perché l’Italia ventre molle di qualsiasi organismo immaginabile, è stata probabilmente l’unica ad accettare di diventare un bersaglio certo. O ci sono delle penali anche per il desiderio di non essere distrutti?

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Conte e il lato B dell’oligarchia europea

trattati-ue10La volgarità e la grossolanità del discorso pubblico, che ormai vengono condotti persino da personaggi come Severgnini, non possono che stimolare altrettanta trivialità. Quindi non meravigliatevi se chiedessi, riguardo al vostro lato b, se siete chiusi o aperti, sia in senso reale che metaforico. Ma che domanda: naturalmente dipende dai gusti, dal contesto, dalle persone, dalle situazioni e da un sacco di altre cose perché il discorso chiuso – aperto è sempre relativo a qualcosa, in sé stesso non esprime alcuna direzione concettuale e tanto meno alcuna prospettiva politica. Vi potrei per esempio chiedere se siete aperti alla guerra o chiusi nei confronti dell’eguaglianza, aperti al mercato o chiusi allo stato e viceversa configurando situazioni politiche e morali diametralmente opposte.

In realtà la cultura neo liberista tende a sostituire le idee politiche con concettoidi che consistono di opposizioni vuote come ad esempio vecchio – nuovo o appunto chiuso – aperto che hanno, come dire, una funzione puramente avverbiale e possono essere usati in qualsiasi situazione ma che senza un verbo o un sintagma che li reggano non significano un bel nulla. E’ per questo che dopo aver perso la battaglia su Conte l’establishment si arma per quella su Paolo Savona, fidandosi dell’anticostituzionalità cui Mattarella si presta con entusiasmo, ma soprattutto si prepara a fornire una sorta di pseudo ideologia per sostituire la pseudo sinistra del Pd, ormai smascherata, ma soprattutto ferita a morte dal renzismo e dal suo avventurismo  referendario. Si tratta di abborracciare una nuova favola per l’acefalia contemporanea e cosa si può trovare di meglio che il concetto di chiuso o aperto riferito in primis all’Europa, ma che si porta dietro suggestioni e brandelli di pensiero che attribuiscono un valore positivo all’apertura e negativo alla chiusura? Del resto c’è giù un retroterra verbale pronto all’uso ed è la famigerata Open Society di Soros che rappresenta il cosmopolitismo globalista e oligarchico del tutto opposto all’internazionalismo, una cosa questa che pare quasi impossibile da far comprendere. Dunque il Corriere della Sera apre i giochi chiedendo se siamo chiusi o aperti cercando di utilizzare le  attribuzioni di valore per dare un senso positivo ai diktat neo liberisti di Bruxelles, al tentativo di demolizione dei diritti, del welfare, della sovranità e attribuire invece un senso negativo alla difesa della cittadinanza e della rappresentanza.

Naturalmente Severgnini, come sempre, non fa che orecchiare e banalizzare sempre tenendo di riserva il convitato di pietra di queste narrazioni idiote, ovvero il ricatto del mitico “mercato” che in realtà non sarebbe nel caso italiano che la Bce, ma c’è da giurarci che qualcuno lo ha imboccato. Dopo tre anni di vecchio – giovane, adesso ci tocca l’antinomia chiuso – aperto, una patacca altrettanto pacchiana come la precedente, ma Catturavisto il successo che essa ha avuto c’è anche caso che qualche orfano del declino, per essere moderno, corra a comprare vaselina in quantità. Del resto la vacuità di questo concettoide è anche dimostrabile semplicemente attraverso l’immagine: il Corriere Sette mette quella di una finestra chiusa e di una aperta come potete vedere dall’immagine a fianco, ma basterebbe sostituirla con quella di un lucchetto chiuso o aperto per ribaltare totalmente  l’attribuzione di valore associando il primo con la cattività europea e il secondo con la liberazione.

Si tratta solo di un grumo  di immagini, cliché  e metafore per rifondare una narrazione i cui termini sono ormai  fuori gioco. Ma la grande paura è che effettivamente il nuovo governo possa trovare un qualche sistema per ridenominare il debito italiano, costringendo l’Europa a mostrare la sua vera natura e lo dimostra il fatto che in questi giorni, sono aumentati anche gli spread di Spagna e Portogallo, guarda caso dopo l’uscita di un documento di Goldman Sachs che profetizza un possibile contagio dei due Paesi  iberici: “Italian contagion trigger” viene chiamato. Se poi si pensa al fatto che proprio ieri il socialisti spagnoli, fedeli alleati dei poteri forti, hanno presentato una mozione di sfiducia nei confronti del governo Rajoy, mai arrivata sotto  l’infuriare degli scandali e della questione catalana, si capisce come sia vasta la partita che si sta giocando a Roma. E di come sia aperta l’opposizione ai diktat europei.


Leccapiedi e lustrascarpe

 

lustrascarpeOggi è il giorno delle geremiadi piddine, repubblichine. huffintoniane, murdocchiane e compagnia cantante, è il giorno in cui gli ipocriti compulsivi scoprono l’umanità di Renzi in quel suo discorso finale, così falso che bisogna essersi strappati l’occhio sociale per non cogliere il livore e la menzogna evidenti nel linguaggio non verbale dell’ometto, è il giorno in cui nullità infingarde e repellenti come la Puppato offendono gli elettori del No dall’alto della loro vacuità etica e intellettuale, è il giorno in cui il sistema di potere renziano, gli uomini d’oro alla guida di banche, imprese, centri finanziari e multinazionali ancora sotto il controllo governativo cominciano a tremare e si raccolgono in orda per la sopravvivenza.  Stranamente è anche il giorno in cui il Corriere della Sera scopre i dati Istat sulla povertà in Italia, resi noti il 14 luglio scorso e tenuti nei cassetti perché sapete c’era da appoggiare il guappo e il suo referendum: il giornalone  scopre che più di un italiano su quattro vive ormai in stato di rischio povertà ed esclusione sociale, mentre aumenta il reddito del venti per cento di popolazione più benestante.

Mi ci  vorrebbe un enorme talento letterario per esprimere vividamente lo schifo che mi provoca tutto questo e il desiderio di mandare a casa ora, adesso tutto questo ceto dirigente corrotto, privo di idee e mediocre oltre ogni immaginazione. Ma alla fine non credo che sarebbe una vera  punizione perché il meraviglioso mondo contemporaneo di cui sono fautori ed esecutori per conto terzi, offre imperdibili occasioni per esprimere il proprio talento e per farsi di nuovo strada. Ci sono vere montagne di occasioni d’oro che soltanto i buoni a nulla e gli scioperati possono lasciarsi sfuggire, attività , job pieni di soddisfazione morali ed economiche e qui mi limito a citarne solo una, straordinaria, trovata sul web: “Unitevi a noi in un’avventura dove ogni talento viene valorizzato, dove non ci sono limiti all’esperienza, dove la realizzazione personale passa in primo piano, un lavoro a misura delle vostre ambizioni e della vostra immaginazione”.  Parole che sentiamo spesso, che fanno parte del messale aziendalista, liberista, mercatista, il felice salmo del presente che accompagna ogni inganno. Ebbene sappiatelo se vi unite a loro potrete gustare fino in fondo le gioie di fare il lustrascarpe, perché è di ciò che si tratta ( vedi qui), è questo il settore nel quale potrete esprimere a pieno la vostra creatività e il vostro sputo. Con il vantaggio di  essere un imprenditore in proprio, ma con alle spalle una catena che ha come segno distintivo un panchetto in puro legno e un grembiule di cuoio che dovrete comprare a carissimo prezzo per poi passare una corposa royalty ad  ogni lucidatura.

Questo è ciò che offre il convento del capitalismo contemporaneo: in pratica solo parole e retorica attraverso le quali si intende raggiungere lo scopo di cancellare la realtà e di rendere appetibili lavoretti miseri, privi di ogni specializzazione e al limite della sopravvivenza quando è grasso che cola: non a caso negli ultimi 15 anni in occidente si sono persi milioni di posti di lavoro buoni e ad alto tasso di conoscenza per compensarli in parte con questi “job” tutti assolutamente precari che vanno dal lustrascarpe, agli accompagnatori di cani, dalle badanti ai camerieri, dai fattorini per pizze alle domestiche, dai tassisti temporanei per Uber ai distributori di volantini. Su un livello un tantino più alto si sono  affermate attività marginali e superflue come organizzazione di eventi o matrimoni, arredatori, consulenti di non si sa che, partecipanti ai Focus Group ( da cui poi sono tratti i campioni per i sondaggi), personal trainer,  docenti di Yoga e insomma tutta la panoplia di attività dell’auto imprenditoria spicciola che serve solo a cullare la pigrizia e le fisime del dieci per cento più ricco.

Il lavoro vero si fa altrove ormai e quello che rimane è spesso malpagato aggirando tutte le regole, in seminero,  visto che lo Stato non ha poi così voglia di controllare. Ma del resto se si dà via libera a qualunque profitto minimizzando i salari è questo ciò che si ottiene:; una logica del lavoro misero e servile quale correlato inevitabile dell’economia di carta e del capitalismo finanziario.  Proprio per questo è quanto mai essenziale montare la panna della retorica su talento, creatività, sogni e quant’altro in modo da nascondere il processo di servilizzazione e precarizzazione, di renderlo accettabile,  ma è anche necessario in un modo o nell’altro demolire l’insieme di tutte istituzionali e sociali che ancora fanno da barriera al nuovo medioevo: ecco perché le grandi banche e tutti  i poteri  che passano per questa cruna dell’ago suggeriscono ai loro burattini di stravolgere le costituzioni. Ed è per questo che da oggi bisogna dire sempre No al massacro. E fare esprimere il talento e la creatività di questa gentina e  gentaglia nei nuovi imperdibili lavori: su, un bel grembiule di cuoio e potrete avere delle belle soddisfazioni. La vostra saliva vale.


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