Ci sarà da ridere. Certo un riso amaro, ma i due bancarellai di governo sono un’inesauribile fonte di divertimento, soprattutto riguardo al ponte sullo Stretto che vogliono fare senza aver i soldi per farlo. Salvini e Meloni avevano tentato lo sghetto di vendere tutto alla Nato, con il pretesto che l’opera sarebbe stata utilissima in caso di guerra. Respinti con disonore: l’Alleanza non se ne fa nulla del collegamento più rapido con la Sicilia, come era assolutamente ovvio e vuole solo il 5% del nostro Pil in cambio della guerra. Ma la cosa farsesca e che la presunta utilità militare dell’opera non è stata solo una trovata di governo, ma è stata discussa e analizzata come se avesse un senso dalla grande stampa che possiede un quoziente intellettivo pari a zero moltiplicato per il numero delle testate.
Ora, trasportare uomini e materiali da dove e per dove? Se solo si riflettesse un attimo, si capirebbe che l’idea non ha proprio senso, a meno che non si attenda un’invasione cartaginese e in ogni caso il risparmio di tempo è troppo esiguo per fare la differenza. Ricordo che dopo l’invasione della Sicilia nella seconda guerra mondiale circa dieci divisioni con tutto il loro materiale furono trasportate dalla Sicilia in Calabria in pochi giorni su barchini e qualche traghetto senza che le truppe alleate riuscissero a impedirlo. Se ci fosse stato un ponte sarebbe stato distrutto abbastanza facilmente e non ci sarebbero state però le risorse navali per l’operazione di ritirata verso il continente. Oggi poi la Sicilia è essenzialmente una base aerea e di comunicazione militare avanzata: un eventuale nemico si limiterebbe a mettere fuori uso gli aeroporti e il Muos, cosa che si può agevolmente fare da migliaia di chilometri di distanza: nessuno penserebbe davvero a uno sbarco. Men che meno sarebbe vitale per un trasporto truppe che sarebbe assai più agevole per mare. Il Mediterraneo stesso è un luogo di scontro aereonavale dove le truppe di terra hanno un valore relativo. Chiunque lo capisce, ad accezione di Meloni, Salvini, tv e giornaloni annessi.
Ma, tanto per fare un’ipotesi fantastica, mettiamo il caso che il ponte sullo Stretto possa servire a qualcosa in senso militare. Ora, non c’è nulla di più delicato di un collegamento a una sola campata di 3 chilometri: anche un nugolo di droni o di missili che non lo centrassero in pieno causerebbero danni irreversibili alla struttura. Persino un attacco di caccia che lo smitragliassero con i loro cannoncini da 20, tanto per fare un esempio di modernariato spinto, potrebbe renderlo inagibile per mesi. Facciamo un parallelo col ponte di Crimea che è una via militare importante per la Russia: è lungo 19 chilometri, ma ha oltre 220 campate che misurano dai 54 ai 64 metri, per cui sono enormemente più solide e non sono sospese a cavi di acciaio. Inoltre, la distruzione parziale o totale di una o due di esse è facilmente rimediabile in poco tempo. Certo, parecchie volte un’informazione fedele alle proprie bugie ha annunciato la distruzione di questa imponente opera civile e militare, ma altrettante volte è stata smentita dalla realtà. Il ponte di Messina invece dovrebbe essere ricostruito per intero, cosa per la quale ci vorrebbero molti anni. Dunque non è qualcosa di militarmente valido e soprattutto non lo si può vendere come tale a nessuno, nemmeno ai minchioni della Nato.
Eppure per settimane abbiamo sentito glorificare il valore militare del ponte con la speranza che l’Alleanza sganciasse qualche soldo o che comunque riconoscesse che i fondi per la costruzione dell’opera rientrano in quel 5% di Pil che l’Odoacre di oltre Atlantico esige. La desolazione del governo per il fatto di non essere riusciti a vendere questo pacco è esilarante. Questo a dimostrazione che non c’è peggior nemico dei finti amici e che in ogni caso i padroni sono sempre peggiori dei nemici.


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Parola di Putin a Vladivostok
per quanto riguarda i possibili contingenti militari in Ucraina. Questo è uno dei motivi principali del coinvolgimento dell’Ucraina nella NATO
Pertanto, se delle truppe venissero dispiegate lì, soprattutto durante le ostilità in corso, presumiamo che sarebbero obiettivi legittimi per la loro distruzione.
Se mai qualcuno dei volenterosi non avesse capito.
Un p4rtito, un4 sci4gur4. Incredibile m4 vero, purtroppo per noi. Un4 comp4gine di dis4d4tt4ti, privi di respiro politico, inclusivo, di4lettico. Un4 ridd4 di xenofobi, d4llessico distorto, contundente, offensivo. Non senti b4si per un r4gion4mento m4 procl4mi, editti, b4ndi 4l limite (e oltre) dell4 r4ppres4gli4. Non Lume dell’Intelletto m4 cinegiorn4li d4 istituto Luce. Son tutti così, d4 sembr4re prodotti con lo st4mpo in un4 fonderi4 del Tugnel4. un4 corte di olindo e ros4. T4nto che se son cot4li 4nche in f4migli4, prim4 di pr4nzo si d4n botte d4 orbi, 4prono l4 bombol4 del g4s, si solletic4no col t4ser, prim4 di p4ss4re 4 schioppo e m4nn4i4 con incendio dell4 c4s4 fin4le. Un4 dom4nd4? Come f4nno 4d essere così Es4lt4ti? Si drog4no, oppure son così del proprio?
L’italia non invierà soldati, in guerra, parola di salvini. Tantomeno al fronte per non perderla, la guerra, memore dei disastri mussoliniani. Invierà Toy Boy per il ristoro delle truppe. Prenderlo bene, non riesce a nessuno come gli italiani. Zelensky potrà contare su reggi piselo, manovratori, prenditori per le sue serate eleganti a kiev, alla luce dei traccianti, sonate con pisello al piano-forte coi tacchi a spillo. Un europride, festivalbar degli Invasi (ed invasati), uniti da un unico destino: prenderlo dove non batteva (una volta) il sole. In ukr si son mobilitati per soli due anni e noi, dal 1945 che lo prendiamo e ne siam contenti.In etimo, invadere significa Pene-trare.
Se ci fosse caligola. al suo posto metterebbe un cane, con risparmio delle casse statali e minori schiamazzi in pubblico. Magari muoverebbe a compassione i passanti che potrebbero gettargli croccantini e fargli una carezza, certo piu’ autorevole e compassionevole, non compatito.
Come 4ttendersi 4ltro, f4moso popolo del bung4 bung4?
Oggi guid4ti d4 un e-mul4 di r4scel con il pit4le in test4 mentre recit4, come R4scel: d4 gr4nde voglio f4re il Cor4zziere ( m4 forse intendev4 il c4rrozziere). L’4rm4t4 br4nc4melone và in guerr4.
L’analisi mi sembra convincente, resterebbe da capire questi politici servi e burattini perchè si sono buttati dietro a questa cosa e sono sicuro che ognuno avrà la sua spiegazione.
Poi sì è vero la NATO, cioè gli Stati Uniti, vuole “solo” il 5% del nostro Pil per finanziarsi e finanziare le sue guerre cioè qualcosa (al valore attuale) come 120 mld di euro contro gli “appena” 45 (124 mln al giorno) che gli sganciamo oggi entro 10 anni e che devono servire principalmente per comprare armi, e quindi sostenere l’industria dell’egemone, il che significa la catastrofe finale e completa per il nostro paese. Si dirà che è soltanto una tattica ma intanto ha il potere di immobilizzarci e di impedire politiche anche solo minimamente orientate al benessere sociale. L’Italia ha dentro il suo corpo una tenia gigantesca che la rode, finchè non se ne libera non si può vedere alcun genere di luce in fondo al tunnel.
Sì, ma come quando i monellacci tiran sassi al gatto che caccia i topi? Falcone ci ha provato e l’han perculato, ucciso. la Tenia è acora quella, tramutata in teniette, morta la mamma. Una miriade di processi e n’è uscita sempre. Per mafia, mica bruscolini. Significa che la nonna veniva dall’america ed aveva preparato bene la tana. Prova a rubare un melone per fame e poi mi dirai. Polizie implacabili, codici penali esatti. O quasi, a discrezione. Un paese di Unti, sudici. Quando i fiancheggiatori eran uomini delle istituzioni, non resta molto per cui valga la pena battersi.
Si muore a se stessi. Quando vedi la mafia in faccia, non riesci neppure a dormire, pensare e tocchi con mano l’ignavia della gente e la differenza fra il sentire comune e la realtà. Se sei sopravvissuto, è perchè sapevi poco. Eri solo un intralcio momentaneo. Poi, ti distruggono lentamente, ne lavoro, il rispetto umano, le calunnie leggere e reiterate. Un po’ come azzoppare un gatto.
Ciao Robi, tempo al tempo…. quanto prima un’altro PENDAGLIO da FORCA FASCISTA sarà Penzolone in Piazzale Loreto a Milano… Sarò il POPOLO ITALIANO a fare Giustizia.
Condivido persino “il Foglio”
https://www.ilfoglio.it/societa/2022/02/12/news/l-imbecillita-e-una-cosa-seria-e-ci-siamo-tutti-dentro-fino-al-collo-volenti-o-no-3680792/
Non capisco il foglio, anche quando fa autocritica. Dovrebbe chiamarsi il rotolo igienico. Se lo leggi pensi di avere in mano il bugiardino del purgante.
L’articolista del Foglio non è molto chiaro nel riassumere il pensiero di Berardinelli perché usa termini come “intelligenza” e “intellettuale” affiancandoli ad efficienza. Berardinelli mantiene invece ben separate intelligenza ed efficienza mentale.
Ci scanniamo, quattro passi al sole, una vita che non dura poi quanto il ferro. Giusto come il legno, poi l’umido lo marcisce. Non ci sono poi grandi uomini, più o meno tutti uguali. Chilo piu’, kilo meno, complice il soma oppure l’adipe. Il contenuto, spirito escluso, non catalogabile, è lo stesso per tutti. Nemmeno Trump è un grand’uomo. Giusto grosso (con tutte le conseguenze del caso. Tipo, sedere un elefante sul water.Per meloni, il dilemma inverso: la pulce sul vater.
Rammentiamolo.
Siamo anime sofferenti che comunque si parlano, screzi compresi. Siamo fragili e vorremmo un futuro almenno decente. Davvero dovremmo convivere meglio, interagire senza coltello fra i denti. Le vittime, fragili, siamo alla fin fine Noi. L’Io, è offensivo. Il nichilismo, la fusione, son ancor peggio, la negazione della propria esperienza umana. Nessuno di noi ha la comprensione ed il discernimento assoluto della complessità di questa epoca. costantemente in bilico fra essere oppure avere. Non esiste piu’ il piacere del dialogo come un tempo. Oggi muta subito in lotta: non raccogliere il guanto ed evitare una morte assurda, diventa sempre piu’ difficile. Rimane semre un gran vuoto nello stomaco. Non emaniamo piu’ Amore, spesso, invece, Odore.
Il ponte sullo stretto? (Oggi molto stretto…) L’osso pubico, ponte sul bacino.
Bacino la manina, Don Vito Corleone, avrà detto, sognando Fasti.
Riflessione sul mondo moderno,Salvini e altri
Questa disperante situazione riguarda solo questo povero personaggio a quattro zampe folkloristico da social?No.
È il riflesso fedele di un declino culturale più ampio, più profondo, dal sig.GATTO impersonificato mirabilmente e incosapevolmente.
Abbiamo smesso di premiare il merito e abbiamo iniziato ad assecondare la vanità. Abbiamo confuso la visibilità con la competenza, la reazione con l’argomentazione, la velocità con la profondità.
Una volta si costruivano cattedrali.
Oggi si costruisce fuffa.
Una volta si cercava la verità.
Oggi si cerca l’approvazione.
E allora la domanda da farci non è più: “Perché parlano?”
Ma: “Perché li ascoltiamo?”
Perché abbiamo smesso di pretendere sostanza, e ci accontentiamo di pose. Perché, forse, in fondo, l’arroganza dilagante non è solo colpa loro.
È anche responsabilità nostra.
Noi che abbiamo abbassato l’asticella, noi che preferiamo la comodità dell’apparenza alla fatica della comprensione.
A questo punto, resta solo un sollievo possibile.
Non la ribellione. Non l’indignazione. Ma qualcosa di più radicale: l’oblio.
Perché certe epoche non si cambiano. Si attraversano. E poi si dimenticano.
Con un po’ di fortuna, si estinguono da sole, come i loro personaggi a 4 zampe.
Come tutto ciò che fa rumore, ma non ha radici.
Ma ciò che inquieta davvero non è la loro esistenza,ogni epoca ha avuto i suoi ciarlatani.
Ciò che impressiona è la nostra disponibilità ad ascoltarli.
La nostra silenziosa acquiescenza.
La rinuncia, quasi collettiva, al vaglio critico, alla distanza, alla fatica del discernimento.
In questo paesaggio umano in rovina, il rischio non è solo la volgarità che dilaga, ma la nobilitazione dell’insulso, la legittimazione del superficiale, la glorificazione dell’ignoranza rumorosa.
Non si tratta solo di un declino estetico o culturale, ma di una vera e propria inversione di gerarchie, dove ciò che un tempo era trascurabile oggi viene celebrato; ciò che era ignoranza si chiama “autenticità”; ciò che era superficialità si vende come “accessibilità” e democrazia del web.
E’ il prodotto ideale per una società esausta dalla complessità.E così il banale si fa norma, l’ovvio si fa rivelazione, il mediocre si fa rappresentativo.
Ecco il pericolo: non che l’insulso parli, ma che venga ascoltato come se avesse qualcosa da dire.
A chi resta lucido — o tenta di esserlo — non resta che una via: l’indifferenza.
Bisogna dare al povero tapino a 4 zampe uno sconto di pena sulle sue responsabilità: è vittima di se stesso e del mondo moderno che si è creato interiormente.
Un signorile distacco. Una soluzione personale, una tentaziione. Poi mi scuoto evedo il mostro nei miei incub: reale, fuggitivo, ma presente. E’ vero, berlusconi si è estinto, ma non il suo Male. perchè appunto mimetico, insinuato nelle istituzioni, nelle menti. il melonesimo ne è solo la configurazione attuale, una mimetica griffata Armani. Unna fuffa che comunque dichiara guerre e Miserie, vite dilaniate al fronte, a breve. No, non rieso ad essere indifferente. Il bene ed il Male non hanno lo stesso Peso. Quando faccio il bene, non ho Paura. Il disimpegno è pigrizia (eufemismo). Sciscia avrebbe detto Omertà. Vittima e complice. Salvini è giusto una pedina di secondo piano, meno di Belsito ed i Diamanti. Ovviamente, questo tuo compendio, lo assimilo per gran parte positivo, almeo nell’aalisi, lucida. Dissento solo nel rimedio. Dissento anche a giudici, avvocati, poliziotti quando a mio avviso voglion prevaricare. Si stupiscono, adirano, poi abbozzano.
Applausi dottore,stavolta ho capito che il minimo comun denominatore è il personaggio a 4 zampe di ieri😂
A mio avviso il gatto è un po’ troppo vituperato e spesso, diventa fastidioso reiterarlo. E’ una personalità invece interessante, forse un po’ introversa a dispetto della sicurezza ostentata. Forse svolge ua mansione difficile nella vita, intendo rapporti e natura del lavoro. Ha una passione fredda, percio’ intensa e sincera. Poi, lui si conosce meglio di quanto io possa supporre. In ogni caso, merita maggior rispetto dei detrattori quando diventano molesti.
Alla cortese attenzione del sig. GIMBO
Mi rallegro per il Suo acuto spirito critico e per la Sua acclarata capacità di comprensione analitica, tale da elevare la discernibilità a una vera e propria arte, degna delle più sfarzate gesta della ragione
grazie dottore, mi ha dato una ragione in più per seguire questo bel blog con più frequenza.I miei più sinceri complimenti
Apprezzavo il gatto,mi ero sbagliato.
https://youtube.com/shorts/ydCKtYbo_oo?si=kEngvynBWX_4QFcE
grazie dott. Andrea è sempre un piacere leggerla
Dopo tutto il pippone con scappellamento, questa volta al centro, del nostro Ottuso-nomen omen (bastavano tre righe, cit.), e dato che adesso mi ha reso consapevole di essere, per la proprietà transitiva, il primo responsabile dell’affare “Ponte dei sospiri”, metterò una buona parola con Salvini affinché desista dall’intento.
Ma una cosa devo pur dirla: non è tanto l’ignoranza il problema (che io lo sia o meno, non importa qui valutare…) ché, di per sé, non produce nulla, essendo per definizione l’atto di ignorare. Infatti, ignorare qualcosa non definisce affatto le qualità di intelligenza o stupidità di una persona.
No, il vero problema esiziale è la falsa conoscenza di cui è ingombra la testa degli stupidi a loro insaputa, ed
“È il riflesso fedele di un declino culturale più ampio, più profondo, dal sig. Ottuso (e Compagnia, ndr.) impersonificato mirabilmente e incosapevolmente” (cit.).
Diciamo, per fare un esempio, che se all’ignorante fosse data la possibilità di conoscere veramente, partirebbe da zero e non ci sarebbe che da riempire un vaso vuoto, mentre il falso sapiente dovrebbe intraprendere l’opera penosa di svuotare il suo dall’acqua putrida della falsa conoscenza. Impresa di svuotamento che assai raramente riesce ché, di solito, questi pseudo individui al posto dell’ego hanno una mongolfiera. Tutto ciò potrebbe essere, se non giustificabile, almeno capibile, perché si tratterebbe di ammettere il fallimento totale della loro inutile esistenza.
Ma il nostro non si ferma qui. Questo Recalcazzola de noantri si spinge addirittura a valutare il sottoscritto come uno che sarebbe “vittima di se stesso e del mondo moderno che si è creato interiormente.”.
Capisco che da un blog sia estremamente difficile dare delle valutazioni certe sugli interlocutori, ma arrivare a dire enormità di questo genere è indice del fatto che si ha a che fare con dei tromboni pieni di sé, arrivati qui domani, che straparlano di cose che non conoscono e che non potranno mai conoscere perché totalmente fuori dal loro orizzonte intellettuale.
Dopo tutto quello che ho da anni sostenuto in tutte le salse contro la modernità, trovarsi a dover spiegare a un perfetto idiota il fluire della vita, diventa impresa tragicomica.
Al contrario tuo, caro Ottuso-nomen-omen a due stampelle, non ti do nessun sconto di pena: l’Uccidente che impersonifica la modernità più spinta e che dovrà a breve sparire, è totalmente responsabilità di quelli come te, falsi intellettuali a la page, compiaciuti di una sterile erudizione che non ha nessun fondamento nella Verità!
Ma, malgrado voi, prima o poi:
vincit omina Veritas!
E una nota più leggera consiglierei a tutti la visione
https://youtu.be/UZH7ZjQRfVk?feature=shared
Ciao Gatto , sapessi quanti cretini istruiti ci sono in giro .
E’ strapieno il mondo . E’ una lotta ai mulini a vento .
Omnium malorum stultitia mater est. Sapere aude.
Oggi l’ignoranza non solo non si nasconde, ma si esibisce. Non più come limite da colmare, ma come stile. Anzi, come posizione ideologica. L’uomo moderno – e Lei, temo, ne è un perfetto esempio – non si accontenta di non sapere: vuole essere ascoltato proprio perché non sa. E pretende che ciò che ignora valga quanto ciò che altri hanno faticosamente appreso, meditato, compreso.
È una delle caratteristiche più sconcertanti di questo tempo: la trasformazione dell’ignoranza in opinione, dell’opinione in diritto, e del diritto in pretesa. Si parla di tutto, con sicurezza, con leggerezza, con spavalderia. Si commentano testi mai letti, si giudicano tradizioni mai studiate, si liquida la profondità con una scrollata di spalle. L’ignoranza si traveste da chiarezza, da concretezza, da “sano realismo”. E viene applaudita
. È questa la tragedia: la riduzione del vero all’utile, del significato alla funzione, dell’essere all’apparire.
Nel suo mondo – un mondo che Lei non ha costruito, ma che ha semplicemente ereditato senza domandarsi da dove venga né dove porti – tutto è diventato orizzontale, opinabile, negoziabile. La memoria è un peso, la tradizione un ostacolo, la profondità una perdita di tempo. Ma si è smarrito ciò che non si può contare: il senso.
Ha mai considerato l’idea che esista un ordine superiore delle cose, che non si piega al consenso né alla convenienza? Che vi siano principi che non si misurano, e che proprio per questo fondano ogni autentico sapere?
No, probabilmente no. Perché il pensiero profondo non è solo faticoso: è anche scomodo. Mette in discussione. Richiede umiltà, una parola che l’ignoranza orgogliosa ha cancellato dal proprio vocabolario. Perché ammettere di non sapere è un atto di grandezza; ma ignorare e vantarsene è il sintomo evidente di una decadenza ormai avanzata.
E’ urgente riscoprire il senso dell’origine.
Un mondo che perde il contatto con il principio si frammenta, si svuota, si disgrega.
E una persona che non distingue più la conoscenza dall’opinione, la profondità dalla superficie, il vero dal comodo, si condanna all’inconsistenza.
Lei è libero di restare nell’orizzontalità, di vivere secondo ciò che “funziona”, di scambiare il clamore per pensiero.
Ma non pretenda che la Sua ignoranza venga trattata come una posizione legittima.
L’ignoranza non è un’opinione. È una resa.
Bravo dottore gliele canti per bene una volta per tutte
E’ SEMPRE UN PIACERE LEGGERE QUESTE COSE QUANDO CI SI SVEGLIA DOPO UN TURNO NOTTURNO,ALDILA’ CHE SIANO PIU’ O MENO PERSONALIZZATE PER UNO CHE NON CONOSCEVO MA CHE LEGGENDO 2 SUE FRASI HO FATTO IN TEMPO A CONOSCERE ANCHE TROPPO.
👏👏👏👏👏👏👏👏👏
👏👏👏👏👏👏PER ANDREA OVVIAMENTE
Bravo dottore lo umilii questo gradasso da 4 soldi,non ne potevo più.Una bella lezione
Tanta roba Dott. Andrea, l’avevo sottovalutata.Dovrebbe fare anche una capatina anche nell’infobannio a schiaffeggiare qualcuno. Faccia attenzione se incontra ATTILA,perchè quello non scherza,sarebbe un osso duro anche per lei,anzi si ricordi che vi è sempre il grosso pericolo di perdere l’equilibrio e di cadere fragorosomente con il barbaro.Comunque non ci abbandoni,stia con noi.
Dott, ma fa sempre questi pipponi illeggibili?
Strizzi strizzi.
Ciao Caglio , il mondo e’ pieno di cretini di ogni risma , ci sono quelli di successo , poi ci sono i cretini istruiti , che solo perche’ hanno una laura o anche due si credono piu’ intelligenti degli altri , e vabbe’ lasciamoglielo credere tant’e’ .
Poi ci sono i cretini ebbasta che sono i prototipi dei cretini , come questo tizio che viene in questo blog a parlare di persone di un altro blog . Ma si puo’ avere una vita cosi’ miserabile ? A quanto pare si , finche’ c’e’ un gestore che lo non lo prende a calci in culo .
Caro Cobra il cretino per eccellenza sei tu, ma di questo ci eravamo accorti già da un pezzo,non ti preoccupare,
grazie dottore avanti
Umbi
Il dott può fare tutti i pipponi del mondo, basta non leggerli per intero,
Diciamo le prime 3 righe poi latte alle ginocchia
QED!
Tanto un tipetto a modo, soprattutto per la modestia, colui che fa iniziare il proprio nick con un “Dott.” (non venire a dirmi che è ironico o che è per perculare quell’altro su Infosannio, perché sarebbe anche peggio di quel che è…): lo si era capito benissimo dalle vaccate erudite che defechi qui.
Ma si deve essere soddisfatti, dopotutto avere l’imprimatur di @Paoletta e di @Mary da Treviglio significa aver fatto centro.
Manca quello della @Casalinga di Voghera, ma non disperare, se continui a concimare con questa paccottiglia di lusso, vedrai che arriva.
Ciao ciao fuffarolo.
PS: dimenticavo… Il tuo non è nemmeno un vaso pieno di acqua putrida da svuotare di cui parlavo sopra; no, il tuo è più che altro un pitale senza fondo, colmo di piscio.
Caro sig gatto,
che dire… una tale esplosione di eleganza verbale meritava davvero di non andare sprecata. Complimenti: sei riuscito a trasformare un attacco personale in un piccolo capolavoro di bile con punte di creatività da bagno pubblico. Chapeau.
Il tuo fastidio per il “Dott.” è teneramente sproporzionato. Tranquillo: nessuno ti obbliga a inchinarti, né a fare l’esegesi del nick. Ma capisco che, quando si è disturbati da così poco, il problema raramente è il titolo — più spesso è l’autostima.
Infine, il tuo affettuoso paragone finale (quel pitale senza fondo) ha un che di lirico. Ti consiglio di inviarlo a un concorso di poesia urbana, se ne fanno parecchi nei sottopassi.
Grazie ancora per il pensiero. A volte il livore è il più sincero dei complimenti.
Un caro saluto,
Dott. Andrea Ottuso
ec.: vincit omNIa veritas
Caro Dott. Andrea Tonto,
quando si ha a che fare con un vespasiano, è difficile non avere “…punte di creatività da bagno pubblico.” (cit.).
Non ti crucciare: sei riuscito a far inchinare due splendide “desperate housewives”, perciò il mio inchino, nel caso fossi stato obbligato, sarebbe stato di poco valore.
La tua inconsapevolezza per ciò che significa inserire un “Dott.” in un nick è tragicamente comica. Tranquillo: qui tutti, o quasi, ti lasciamo libero di renderti ridicolo: ci mancherebbe altro. Ma capisco che, quando si è tronfi per così poco, “…il problema raramente è il titolo — più spesso è l’autostima.”. (cit.)
Circa il concorso di poesia urbana per sottopassi, vedasi alla voce “vespasiano” più sopra.
Grazie ancora per la considerazione. A volte la cordialità è l’espressione più vera dell’astio.
Un bel vaffanculo andata e ritorno!
GATTO
Vero Gatto , uno che si presenta in un blog con il titolo , gia’ dice che razza di personaggio e’ . Sai , quando leggo dott. a me cosa vuoi farci mi viene la pelle d’oca e mi sollecita un pensiero ” alla faccia del bicarbonato di sodio ” .
Poi preso dal suo debordante EGO , si traveste da Umberto Ego della mutua , e si mette a sciorinare predicozzi lunghissimi su come va il mondo e come si sta al mondo . Alla fine rimani estasiato da tanta eloquenza e ti dici . Caxxo questo si che ha capito tutto della vita , poi ti soffermi un secondo e dici , due so le cose ho ha capito tutto o non ha capito un caxxo . Amletico dubbio . Eppero e’ un dott. cribbio . Ma cosa ci fa qui un dottore , ma soprattutto uno che ci tiene a farci sapere che lo e’ ?
Sono soddisfazioni , credimi .
Caro sig.Gatto
che dire… il tuo messaggio è un piccolo capolavoro di aceto con ambizioni letterarie.
Apprezzo l’impegno: riuscire a citare il vespasiano e l’autostima nello stesso paragrafo non è da tutti. Serve talento, o almeno molto tempo libero.
Quanto al famigerato “Dott.” nel mio nick, capisco il disagio: certi titoli, quando non si hanno, pesano. Quando invece si hanno, bastano.
E no, non è una questione di autostima: la mia sopravvive benissimo anche ai tuoi inchini mancati.
Sul concorso di poesia urbana nei sottopassi, non entro nel merito. Ma se mai ti venisse voglia di partecipare, ti consiglio la categoria “prosa risentita con citazioni forzate”: lì potresti davvero brillare.
Grazie comunque per la tua “cordialità”.
Non capita spesso di vedere così tanta amarezza travestita da finezza: un vero peccato che lo stile non sia contagioso quanto il livore.
Dott. Andrea Tonto
senza obbligo d’inchino
Vero Cobra
Ti infastidisce il “dott.”? Capisco. Quando non si ha spessore, anche un titolo fa ombra.
Parli di ego, ma il problema non è il mio: è che tu, davanti a un pensiero strutturato, ti senti piccolo. E hai ragione.
Tranquillo, non devi capire se ho capito tutto.
Ti basta accettare che tu non hai capito niente.
Infastidito , ombra ? Ma di che parli Sinceramente mi fai solo pena !
hai bisogno di appoggiarti al sig.Gatto anche per provare pena. Da solo non sai proprio fare nulla?
Chiarissimo, Ill.mo, Venerabilissimo, Dott.mo, Proffff.mo, Andrea Tonto,
accusi Cobra di appoggiarsi a me perché da solo non riuscirebbe a provar pena.
Ma se qui hai una schiera di casalinghe disperate e di guardoni infoiati di altri blog che si appoggiano al tuo ammennicolo, menandotelo su e giù, per sentire di esistere, di che vai cianciando? Non hai parole di biasimo per loro? O le trovi solo quando qualcuno mi dà il suo sostegno e non certo perché abbia bisogno di strusciarsi come fanno qui quei quattro scalzacani nei tuoi confronti, ipnotizzati dai paroloni, tanto più rapiti nell’estasi, tanto meno ci capiscono un cazzo? Vorresti l’en plein, vero? Ma poi, proprio Cobra dovevi usare come esempio di adulazione? Vieni qui dal nulla a concimare letame di lusso come l’ultimo dei MohiCANI e tranci giudizi inappellabili su gente che non conosci? Ma in che cosa sei laureato esattamente: in scienze del narcisismo?
“certi titoli, quando non si hanno, pesano. Quando invece si hanno, bastano.” (cit.)
Ma brutto idiota che non sei altro, che ne sai tu di che cosa ho o non ho, sono o non sono? Che ne sai che non possa essere chi è riuscito a svuotare tutta l’acqua putrida dal suo vaso e quindi sta parlando non per invidia, ma con cognizione di causa? Una cosa è certa: tu potresti AVERE tutti i titoli non solo del mondo, ma della galassia, ma non ti rendi conto – perché non puoi – di non ESSERE (che il nulla cosmico)!
@Cobra: quella di “Umberto Ego” è fantastica! Te la rubo… Descrive in una mirabile sintesi, ad un tempo, il vero movente e il fine di questi impostori della conoscenza!
Ciao e mantieniti sempre vigile: i canti di queste sirenette squamate che puzzano sempre dalla testa, sono costantemente in agguato…
Ieri il surreale incontro del presidente di israhell ed il papa, in stato evidente di imbarazzo e disagio, fastidio e malcelata paura per accreditare un incontro ecumenico. Riviveva il dramma di don abbondio ed il griso.
Forza pecore.
Lo dimostra anche l’ultima operazione della Guardia di Finanza, di qualche giorno fa che ha portato al più grande sequestro di cocaina mai effettuato in Italia: 5,3 tonnellate. Viaggiavano su un peschereccio al largo della Sicilia. Avrebbero fruttato ottocentocinquanta milioni di euro.
Oggi, a Palermo, nelle strade vicino al porto si muore nell’inferno del crack. Quaranta anni fa come oggi. Cinque euro a dose, nel cuore del mercato di Ballarò. L’ultima vittima, Anita, aveva venti anni. «Non basta mai – raccontano i pochi volontari che la notte fanno slalom tra i corpi per strada, scuotendoli per capire se sono in vita – e chi è dipendente dal crack fuma, cerca i soldi, fuma ancora, e non ne esce più». Si aggirano tra i vicoli alle spalle della Cattedrale, lì dove lo Stato arretra fino a quasi scomparire.
A pochi passi, Palazzo dei Normanni, sede del parlamento regionale, è travolto dallo scandalo che ha coinvolto l’ex presidente dell’assemblea e delfino di Silvio Berlusconi in Sicilia, Gianfranco Micciché, che andava con l’auto blu – secondo le le indagini dell’accusa – a comprare la coca dall’amico chef della Palermo bene.
Milita, Gianfranco Micciché, in Forza Italia.
Forza Putin. Manda il nuovo ambasciatore, Sig. Kinzal. Non ne possiamo piu’ dallo schifo e ipocrisia.
Sommergici, sovrastaci, inondaci del suo Spirito Santo.
Oggi la sicilia è un hub di rilievo nel mercato internazionale della droga. mattarela non vede, non sente e se parla è per dire che Putin è cattivo.
Morì Rocco Chinnici non perché era quello che, da consigliere capo dell’ufficio istruzione del Tribunale di Palermo, aveva battezzato il pool antimafia. Non per i processi che aveva fatto, o per le indagini. Non perché aveva alzato il livello di scontro con Cosa nostra. Né perché, come diceva lui, era «normale» essere uccisi, per il lavoro che faceva. O perché, come ricordava Paolo Borsellino «aveva la religione del lavoro».
Morì Rocco Chinnici per i giovani. E perché aveva capito tutto. I giovani avevano cominciato a morire, a Palermo. Perché era arrivata la droga. La droga era quella dei mafiosi. E non interessava quasi a nessuno. A Rocco Chinnici sì.
E con l’eliminazione di Chinnici venne meno quella visione che lui aveva messo in campo, la capacità di guardare i grandi scenari, e le piccole cose. La mafia aveva portato le raffinerie della droga in Sicilia, inventando il moderno traffico internazionale di stupefacenti, per come oggi lo intendiamo. Prima era una cosa estemporanea, incerta, Cosa nostra lo rende un business scientifico, gestito in maniera funzionale.
Coca connectionLa tragica profezia di Rocco Chinnici e la Sicilia prigioniera del mercato della droga
Giacomo Di Girolamo
Il 29 luglio del 1983 il magistrato morì disintegrato da una bomba perché capì per primo il ruolo di Cosa nostra nel traffico di stupefacenti. Quarant’anni dopo nelle strade di Palermo si muore nell’inferno del crack. E nei palazzi del potere anche i politici sembrano cadere nella tentazione di sballarsi, Poi il problema è Putin e gioggia e Strump sono bravi…
La serie su Carlo Alberto Dalla Chiesa
E intanto a Palermo si raffina la droga da vendere ai “cugini” americani
Dal libro “Uomini Soli” di Attilio Bolzoni
A Palermo Carlo Alberto dalla Chiesa ormai non rappresenta lo Stato ma solo se stesso.
Un giorno è così affranto che va a trovare Randolph Jones, il console americano in Sicilia. Chiede aiuto anche a lui.
Gli racconta: «Quando ero comandante della Legione qui a Palermo, seppi che il capomafia di un paese aveva minacciato di morte un mio ufficiale. Invitai quell’ufficiale a venire con me per passeggiare a braccetto tante volte nel corso principale di quel paese. Poi aspettammo il ritorno a casa del mafioso e lo guardammo negli occhi. Tutto ciò che chiedo oggi è che qualcuno passeggi con me e mi prenda a braccetto».
È passato da poco Ferragosto e il ministro delle Finanze, Rino Formica, annuncia che è pronta la schedatura patrimoniale di 3192 mafiosi siciliani. Nella lista ci sono anche i trafficanti più ricchi del Mediterraneo. All’inizio dell’anno, a febbraio, hanno scoperto la quarta raffineria di eroina a Palermo.
In quegli anni a cavallo fra i Settanta e gli Ottanta Palermo non era ricca, era sfrenatamente ricca. Gli esperti della Drug Enforcement Administration avevano valutato che la Cosa Nostra copriva un terzo del mercato nordamericano. Gli anni dell’ascesa di berlusconi. Poi vene la strage di Capaci. Falcone: segui i soldi.
La Nato ? Non ha un avvenire e Trump lo sa . Il suo 5% e ‘ una boutade per sfasciare anche la Ue . Beato chi ci crede .
https://www.analisidifesa.it/2025/06/il-bluff-del-5-come-la-nato-allaia-si-e-condannata-allirrilevanza/
Il 5% sul niente è uguale a zero. Siamo a zero, come il e tutto il resto.
Invasione cartaginese peraltro già in atto da decenni!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
Evidentemente serve a Cosa Nostra per velocizzare il traffico di droga da gioia tauro all’isola, l’unica attività che tiene in piedi il connubio mafia-stato. Poi, ai piazzisti, una percentuale non si nega.
un grazie alla redazione