Siamo oltre ogni immaginazione. Qui vediamo un’immagine scattata il 2 luglio scorso, ma circolata pochissimo per ovvie ragioni, in cui si vede Joe Biden inginocchiato di fronte a Reuven Rivlin ancora per pochi giorni presidente di Israele (il 7 è scaduto il suo mandato)  e al suo capo di gabinetto, Rivka Ravitz donna che ha avuto 12 figli e come tale, secondo le credenze ortodosse particolarmente vicina a Yahweh. Non si sa se sia stato questo a indurre Biden a inginocchiarsi tra l’altro dopo poche settimane dai fatti di Gaza  o invece le pressioni che i due hanno fatto per spingere gli Usa a darci dento con l’Iran anche se Teheran non possiede alcuna bomba atomica, mentre Israele ne ha 200 e le nasconde: sta di fatto che l’occidente è in mano a uno che non ci sta più con la testa, come del resto si potrebbe anche evincere dal comunicato stampa della Casa Bianca: “Il presidente Biden ha espresso il suo incrollabile sostegno alla sicurezza di Israele e il suo impegno ad approfondire la cooperazione tra i due paesi in tutti i campi. I leader hanno discusso delle numerose sfide che la regione deve affrontare, inclusa la minaccia rappresentata dall’Iran. Il presidente ha sottolineato che sotto la sua amministrazione l’Iran non avrà mai un’arma nucleare. Ha anche assicurato al presidente Rivlin che gli Stati Uniti rimangono determinati a contrastare l’attività maligna dell’Iran e a sostenere i gruppi terroristici che hanno lo scopo di destabilizzare la regione”.

Nel tentativo di salvarlo da una ennesima e catastrofica figuraccia, come se già non bastasse un comunicato stampa nel quale sia ammette che gli Usa sostengono i gruppi terroristici al fine di destabilizzare il Medio Oriente, qualcuno ha azzardato che il presidente Usa sia caduto sulle ginocchia, ma è una tesi delle disperazione, niente nella foto autorizza a una simile ipotesi e poi perché il servizio di sicurezza sempre presente non è intervenuto? E come si è rialzato Biden? Eppure grazie all’atmosfera che i media riescono a regolare, questa foto ha fatto molto poco rumore, di certo meno di quello suscitato anni fa da Obama quando accennò con la testa a un inchino al re dell’Arabia Saudita.