Dobbiamo sperare che sia un balla, l’ennesima fra le tante. Dobbiamo accendere un cero perché il degrado si fermi alla spudorata menzogna di un capopartito che avverte nell’aria il declino. Perché se fosse tutto vero ci troveremmo di fronte allo squagliamento dello Stato, sostituito completamente da poteri infeudati, da un medioevo che non è più prossimo venturo, ma presente e tagliente. Disperante.

Bossi sostiene che siano state trovate delle cimici in casa e nel suo ufficio, ma di non aver fatto alcuna denuncia, ma di aver chiamato il suo ministro dellInterno, Maroni  che ha mandato degli uomini a bonificare l’ambiente dai microfoni nascosti.

Tutto privato, tutto fatto tra loro, tra ministri che se la intendono, pulizia fatta in casa dove il pubblico, le istituzioni, non entrano per nulla. E il modo di essere mafiosi al Nord, diversamente mafiosi. Tanto che il capo leghista con emiplegico orgoglio, sostiene che le cimici non sono state trovate a Varese dove ha il fucile e la rivoltella. Come un capo clan piuttosto che come un miles gloriosus.Sarebbe da ridere se non facesse vomitare.

Certo, vengono i brividi pensare che gente del genere determina la politica e il destino del Paese.

Chissà perché poi Bossi  rivela i fatti dopo due mesi , ma a pochi giorni dai famosi petardi: forse da carnefice di questo Paese ha capito che adesso gli conviene un po’ passare da vittima. Anche proprio non gli riesce a non passare per quello che è.