Il Berlusconi dell’ultimo anno con la sua voglia di mettere il bavaglio all’informazione e di dare un grande vantaggio a corruzione e criminalità, le rivelazioni inquietanti di Spatuzza e del resto anche di molti personaggi di peso come l’ex presidente Ciampi, autorizzano a guardare con un’angolazione diversa alcune vicende del passato.  A tenere conto di liason oscure e singolari coincidenze, rimaste in ombra. Senza pretendere di esprimere verità, ma semplicemente tenendo conto che l’inverosimile di ieri sta diventando il probabile di oggi.

L’estate del 1983 fu la più calda del secolo: a Perdasdefogu, in Sardegna il termometro segnò i 47 gradi all’ombra e in due mesi se ne andarono in fumo 212.578 ettari di bosco, un record imbattuto. La canicola e gli oltre 40 gradi infuriarono per parecchie settimane anche se al tempo non si pagavano fior di esperti per rivelare che in questi casi è bene stare all’ombra e bere.

Ma anche dal punto di vista degli assetti televisivi fu un’estate caldissima: i berlusconiani  Canale 5 e Italia 1 rincorrevano ormai la Rai e in primavera avevano fatto il 40% dello share, secondo i dati segreti di viale Mazzini e soprattutto stavano creando serie difficoltà alla Rai nella raccolta pubblicitaria. Ma il Cavaliere si rendeva conto che per sfondare definitivamente avrebbe dovuto avere la stessa potenza di fuoco della concorrente. In poche parole avrebbe dovuto avere tre reti.

Nel mirino del caimano c’era  la mondadoriana Rete 4 che dopo poco più di un anno di vita si trovava in gravi difficoltà, nonostante avesse al suo attivo trasmissioni e personaggi di successo, oltre a un ricchissimo pacchetto di film.

Pochi mesi prima di quell’estate rovente Rete 4 aveva messo a punto un piano di rilancio assumendo il “mago” Carlo Freccero, l’uomo che aveva costruito il successo di Canale 5 e stava preparando una nuova trasmissione con Enzo Tortora, allora al top del successo dopo Portobello. Si sarebbe dovuta chiamare “La torta di Tortora”. Tutto era  pronto per l’offensiva di autunno: nuovi film, nuove idee di Freccero, la serie Venti di guerra, ma soprattutto Tortora: un insieme che probabilmente avrebbe sottratto la preda al suo cacciatore di Arcore.

Ma ecco che il 17 giugno Tortora  viene incredibilmente arrestato con l’accusa di far parte della camorra e di spacciare droga. Un’assurdità inventata da sedicenti pentiti e incredibilmente avallata a lungo da magistrati inqualificabili, nonostante l’assenza assoluta di qualunque riscontro. Intestarditi oltre ogni ragionevolezza dietro una tesi inconsistente.Nemmeno ci si accertò subito se il numero telefonico accanto a un nome che poteva sembrare quello di Tortora, fosse effettivamente quello del presentatore. Insomma qualcosa talmente grottesco da sembra un copione, qualcosa di preparato, quasi che a questi “pentiti” parlanti fosse stata data un’imboccata tanto per sputtanare il presentatore. Una macchinazione poi sfuggita di mano e risoltasi in un dramma.

Chi ha conosciuto personalmente Tortora, me compreso che lo ebbi come primo direttore, sa bene come quelle accuse fossero completamente prive di senso: l’unica cosa “sospetta” che gli vidi fare fu l’ affidare la figlia più piccola alla mia macchina di secondissima mano e praticamente senza freni (ma questo non lo sapeva) per riportarla a casa.

Per curiosa coincidenza il servizio del Tg2 sull’arresto di Tortora venne preparato da un collaboratore esterno della Rai,  Alberto Castagna che poi farà una grande carriera nel Biscione.

Fatto sta che il piano di rilancio di Rete 4 saltò, nonostante Rete 4 sperasse e pregasse che il presentatore tornasse in libertà in tempo: pochi mesi dopo Mondadori e soci decisero di vendere. Il compratore del resto era pronto, l’ Acqua Marcia di Romagnoli,  disposta a spendere 130 miliardi. Ma quando ormai l’affare stava per andare in porto, sparirono misteriosamente dai tabulati dell’emittente i titoli di 150 film. Straordinario tempismo. Così saltò tutto e il Cavaliere dopo poche settimane si aggiudicherà la sua terza rete.

Insomma abbiamo una serie nutrita di eventi e coincidenze singolari su cui riflettere. Che non significhino nulla o qualcosa è difficile che ce lo dica la cronaca o la storia. Ce lo diranno i comportamenti dei protagonisti.