E’ ovvio proporre il paragone tra l’Italia del calcio e quella della politica, anzi praticamente irresistibile. Un paragone evidente, ma troppo “facile” secondo alcuni, il tentativo di mettere insieme cose che non c’entrano nulla. Ma in realtà c’è tutto un filone carsico che scorre tra i due mondi a cominciare dal nome squadra che Berlusconi ha sdoganato in anni lontani per definire il governo.

Un atmosfera che coinvolge entrambi i mondi, una confusione che li sovrappone, una sicumera che li affratella. E uno stesso senso della irrealtà  che li rende vincenti a parole e immagini, ma perdenti nei fatti. Vediamo qualche spunto, qualche paragone.

Lippi “L’Italia non va ai Mondiali solo per fare bella figura. Ci va per vincere. Noi sappiamo cosa ci vuole per vincere.”

Berlusconi «Non ci sono obiettive ragioni di crisi . Il governo ha affrontato tempestivamente la crisi finanziaria e io sono stato tra i primi ad intervenire»

Lippi “Lasciatemi lavorare e poi giudicherete. Siccome una volta ho detto di aver sognato una finale Italia-Brasile, ora dico che mi piacerebbe una bella finale Italia-Inghilterra per vedere come Fabio si comporterebbe davanti all’inno di Mameli”.

Berlusconi “Possiamo uscirne prima 

e meglio di altri dalla crisi economica»

LippiHo detto ieri a Moni Ovadia che avrei partecipato a un dvd didattico per le scuole contro il razzismo in genere, non contro il nazismo: lui invece ha riferito che avrei dovuto interpretare letture di Primo Levi sulla Shoah o qualcosa di simile. In quaranta anni di carriera non ho mai preso posizione politicamente e non intendo farlo ora, il video io lo intendo in chiave antirazzista e basta”.

Berlusconi “Mussolini non ha mai ammazzato nessuno, Mussolini mandava la gente a fare vacanza al confino”

Lippi “Guardo Vespa, Santoro e la Annunziata, ma, più di tutti, mi piace il primo. Lo considero un conduttore molto pacato. ‘Porta a Porta’ è un programma che, dopo averlo guardato per un ora, permette di farsi una propria idea sul tema della puntata. Altri, invece, sono indirizzati verso una tesi già prestabilita”.

Berlusconi “I talk show sono dei pollai. Chiaramente non mi riferisco a trasmissioni come Porta a Porta».

Lippi “Penso che sarebbe difficile, per come siamo fatti noi calciatori, che un giocatore omosessuale possa vivere la sua professione in maniera naturale”.

Berlusconi “Mi hanno detto di tutto, manca solo che mi dicano che sono gay”.

Lippi “Se una squadra si presenta a un appuntamento così importante col terrore nelle gambe, nella testa e nel cuore, significa che l’allenatore non l’ha preparata bene sul piano psicologico, tecnico e tattico, ma soprattutto psicologico”.

Berlusconi “Questa crisi è una crisi psicologica senza una motivazione economica vera, ma soltanto con una motivazione psicologica di preoccupazione per la crisi economica”

Lippi ” Non lo so perchè è capitato”

Berlusconi “C’è una crisi provocata dalla speculazione.”

Lippi ” Grandi auguri di cuore al mio successore”

Berlusconi “Omissis”