Zelensky sta tornando al ruolo comico e grottesco che gli era proprio quando ancora faceva televisione, dopo aver interpretato l’eroe per qualche anno non lesinando la neve che gli veniva pagata dai pusher della guerra e delle armi per reggere questo ruolo. Oddio è anche vero che non ha mai davvero smesso perché l’allegra compagnia dei buffoni europei e dei killer americani lo ha sempre tenuto sotto i riflettori e non gli sono mancati i copioni da recitare a memoria, ma ultimamente ha visto il pubblico un po’ stanco e così si è dedicato alle barzellette tirandone fuori una ogni giorno: difficile fare l’elenco perché davvero sono tante: non parlerò mai con Putin, voglio parlare con Putin; non cederemo mai territori, forse potremo cedere qualcosa; voglio entrare nella Nato, no ma mi basta entrare nella Ue, insomma un tiro e molla continuo che ultimamente è culminato nel facciamo le elezioni, non facciamo le elezioni. Il fatto è che deve assolutamente seguire un canovaccio che nell’ultimo anno si è strappato visto che Washington vuole chiudere la guerra prima che essa mostri quanta carta ci sia fra i denti della tigre americana mentre i regimi europei non possono chiudere il conflitto, perché, dopo aver distrutto la propria economia, vivono sul filo del rasoio della propaganda e con la pace rischierebbero che persino opinioni pubbliche disorientate e passive li caccino via. E all’oligarchia di comando questo non piace affatto perché mette a rischio il loro giocattolo preferito, vale a dire la Ue, lo strumento che permette loro di fottersene del consenso e di fare ciò che vogliono senza curarsi degli interessi e della volontà popolare.
Non è un caso che hanno mobilitato Draghi a dire che ci vuole la Federazione e marciano a passi forzati verso l’euro digitale, per far trovare i loro sudditi di fronte al fatto compiuto, senza nemmeno interpellarli. La parola d’ordine che viene distribuita è sempre quella degli inizi: diventerete ricchi, lavorerete un’ora in meno, tutto sarà più facile, insomma queste sciocchezze che nascondono una evidente realtà: i vostri soldi, pochi o molti che siano, diventeranno definitivamente nostri. Ma il fatto è che l’Ucraina è distrutta, la guerra è palesemente persa e ormai il regime nazista di Kiev sacrifica le proprie truppe solo per avanzare di qualche chilometro, piantare la bandiera ucraina su qualche cartello, fotografarla e poi scapparsene via lasciando dietro di se una scia di morti e di mezzi distrutti, mentre ogni giorno che passa la situazione si fa più critica. In questa situazione l’unico modo per il sodalizio armato occidentale, più morto che Nato, è quello di confondere e di illudere, lanciando una qualche campagna pubblicitaria per dire che e che non tutto è perduto. Dopotutto qualche gonzo a cui affibbiare il pacco, lo si trova sempre. Questa volta, visto che sul piano militare non c’è nulla da dire, e gli ucraini sono senza energia elettrica e acqua, si è rispolverata la vecchia leggenda che l’economia russa si trova sull’orlo di un collasso.
C’è chi si è preso la briga di elencare tutte le volte che questa narrazione è stata ripresa nel corso della guerra, un vero rito apotropaico:
- L’imminente collasso economico della Russia – Atlantic , 2 marzo 2022
- Ciò che attende la Russia potrebbe essere molto peggiore del caos degli anni ’90 – Aljazeerah , 4 marzo 2022
- L’economia russa è destinata al collasso – The Conversation , 10 marzo 2022
- La Russia ammette di essere a rischio collasso economico a causa della guerra di Putin – Telegraph , 9 maggio 2022
- “Combustione più lenta”. La Russia evita il collasso economico, ma il declino è iniziato – CNN , 29 agosto 2022
- La Russia ammette di essere stata sull’orlo del collasso economico – Business Insider , 20 novembre 2023
- Perché la fortuna dell’economia russa si sta esaurendo – Moscow Times , 21 novembre 2023
- Putin sotto pressione mentre l’economia russa è sull’orlo della caduta libera dopo l'”ultimatum” degli Stati Uniti – Express , 4 maggio 2024
- L’economia russa affronta una “crisi strisciante”, avvertono gli economisti – Newsweek , 8 luglio 2024
- L’indebolimento del commercio energetico russo e la perdita dell’accesso al dollaro innescheranno una grave recessione entro un anno – Business Insider , 13 luglio 2024
- Una catastrofe economica si nasconde dietro la crescita del PIL russo, mentre Putin “getta tutto nel camino” – Fortune , 19 agosto 2024
- La guerra in Ucraina sta mettendo a dura prova l’economia e la società russa – Economist , 28 novembre 2024
- L’economia di guerra russa mostra nuove crepe dopo il crollo del rublo – WSJ , 29 novembre 2024
- Come l’economia russa ha raggiunto il punto di rottura – Telegraph , 7 dicembre 2024
- L’economia russa entrerà in un anno di sofferenza nel 2025 – Business Insider , 25 dicembre 2024
- L’economia russa è sull’orlo del collasso – Modern Diplomacy , 3 gennaio 2025
- Bomba a orologeria per l’economia russa: Putin mette in guardia dal debito di guerra “sismicamente dirompente” – Newsweek , 13 gennaio 2025
- Dipendenti dalla guerra: indebolire l’economia russa – CEPA.org, 5 febbraio 2025
- L’economia russa è stagnante, ma questo non la costringerà a porre fine alla guerra – The Conservation , 10 marzo 2025
- La Russia ha bisogno di cambiamenti nella politica monetaria per evitare una recessione, afferma il ministro dell’economia – Reuters , 19 giugno 2025
- L’economia russa è finalmente in stagnazione. Cosa significa per la guerra e per Putin? – Guardian , 6 febbraio 2026
- L’economia russa è in crisi mentre i ricavi da petrolio e gas crollano al minimo degli ultimi cinque anni – Daily Express , 6 febbraio 2026
- L’economia di guerra di Putin è sull’orlo dell’implosione – Telegraph , 9 febbraio 2026
È solo un piccolo elenco che poi si è immillato in tutta l’informazione occidentale, che di fatto risponde a un solo editore globale. Come si può vedere più le cose andavano male più c’era bisogno di questi stupefacenti, capaci di ribaltare lo stato delle cose: in realtà sono l’economia statunitense e quella europea ad essere in grossi guai, sia pure per ragioni divers. Prima questa proiezione sugli altri delle proprie condizioni o dei propri istinti predatori era un semplice uso pratico, ora è diventata una certezza matematica.


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Stanno cercando di salvarsi il culo , dopo averci distrutti , con l euro digitale che permetterebbe a loro di bloccare rivolte o secessioni .
Io sono anziano , ma se l italia accettera uno strumento cosi dittatoriale , non solo lo combattero ma andro via dall europa .
Sono nato libero !
Voglio morire libero !
Attenzione italiani , rifiutate tutti i tesserini elettronici e la moneta digitale .
Hanno fallito con il greenpass e adesso ci riprovano .
Il contante e liberta , il digitale e schiavismo !
E voi giovani che vi credete furbi a pagare il caffe con la carta , state solo aiutando il sistema a rendervi schiavi e obbidienti agli ordini di qualsiasi tipo !
Purtroppo, sembra che lei non ne abbia azzeccata una! Vede contraddizioni che nell’articolo non sono nemmeno espresse.
1. Zelensky è un ex comico, divenuto burattino manovrato dalla NATO e dai suoi accoliti, punto. Dove legge “fine stratega capace di muovere l’Occidente”?
2. Data questa premessa, tutto quello che Zelensky afferma e poi rinnega è del tutto irrilevante, al pari della sua figura politica.
3. La UE non ha governi eletti, se ne faccia una ragione. La Commissione non è eletta e al contempo è molto condizionata da lobby. Il parlamento UE ha meri compiti consultivi, senza capacità di indirizzo o controllo. C’è un evidente deficit democratico. Studi, per favore. O forse pensa che la UE rappresenti il più alto livello che la democrazia occidentale ha raggiunto? Auguri!
4. Il fatto che Zelensky sia di origine ebrea, oggi come oggi, non ha più rilevanza, i riferimenti del passato sono stati sovvertiti. Basti una sola considerazione: qual è oggi la nazione in cui l’ideologia suprematista, razzista, fanatica e genocidaria più aderente al nazismo viene applicata?
5. Purtroppo sì, l’UE è un “giocattolo” in mano alle élite, guidata da un gruppo di politici selezionati in base al livello di ubbidienza e ricattabilità reciproca, che spera di sopravvivere grazie alla propaganda. Sta distruggendo da almeno 30 anni le economie del continente e il benessere dei suoi cittadini. Se ancora se è accorto, continui beatamente a dormire tra guanciali con 12 stelle sognando l’Inno alla Gioia.
6. La complessità è un concetto che sfugge totalmente a lei, si vede dal tenore degli appunti che muove. Gli articoli su questo sito esprimono le opinioni di chi li scrive, piacciano o meno. Penso che nemmeno abbiano la pretesa di imporsi come saggi scientifici argomentativi inconfutabili. Sono riflessioni personali risultanti dall’analisi della realtà, come facciamo tutti noi. Solo che, come ho scritto in un precedente commento, alcuni come lei preferiscono adagiarsi nel grembo tiepido e rassicurante delle verità ufficiali, altri cercano di individuare le antinomie delle narrazioni unidirezionali. Parafrasando un tristemente noto sintagma, si potrebbe dire che lei rappresenta un tipico “figlio sano del mainstream occidentale”.
è la risposta al Dott. Andrea Ottuso
Ah, che sollievo: finalmente qualcuno che spiega il mondo in un paio di frasi assolute. Zelensky è un burattino, irrilevante ma responsabile di tutto: un capolavoro di coerenza concettuale. Non avevo mai visto una categoria ontologica così originale — pupazzo e colpevole allo stesso tempo.
Poi c’è la UE, naturalmente “senza governi eletti”. È confortante sapere che milioni di cittadini europei votano solo per abbellire statistiche, e che il Parlamento europeo svolge esercizi di calligrafia legislativa. Senza la sua illuminante sintesi, probabilmente avremmo continuato a credere che le istituzioni funzionassero davvero.
Il pezzo forte, ovviamente, è la flessibilità semantica del termine “nazismo”. La storia, le definizioni, le prove? Superflue. Basta la volontà retorica: elegante, minimalista, essenziale. Un autentico colpo di genio per chi non vuole perdere tempo con la realtà.
E poi, l’apice: un “editore globale” che orchestra tutti i media occidentali. Complessità, pluralismo, competizione giornalistica? Dimenticati. Tutto spiegato da un singolo burattinaio invisibile. È quasi poetico: tanta sicurezza, così poca cultura, eppure l’universo geopolitico è finalmente chiaro e ordinato.
Infine, la diagnosi personale: “figlio sano del mainstream occidentale”. Non sapevo che esistessero certificazioni ideologiche rilasciate via commento. È confortante scoprire che si possa sostituire conoscenza, esperienza e dati con arroganza e una grammatica da supermercato.
Grazie: ora so che con sufficiente sicurezza, totale ignoranza e un “punto” finale si può spiegare l’economia, la storia, la politica e persino la logica senza che nessuno osi contraddirla. Un vero maestro della narrazione… e dell’ignoranza.
Ma i ragazzi Lino e Zumzum cosa pensano del dottore? Avrebbe potuto combattere e vincere contro L’ATTILA infosannita?
Che dire… se la sua replica è un brano tratto da una pièce teatrale, allora va benissimo: la trovo eccellente, soprattutto se si tratta di un monologo che introduce il personaggio che in commedia interpreta il ruolo evocato dal suo stesso nickname. Complimenti vivissimi, mi ha convinto!
Caro GIMBO, anche se non condivido quello che scrive il dottore, bisogna ammettere che il dottore è certamente un PUROSANGUE da corsa.
Certamente con LION o con il vecchio system engineer Tufillaro avrebbe avuto vita abbastanza facile.
Ma con Attila le cose sarebbero cambiate drasticamente.
ATTILA il devastatore dell’ Infobannio creava terrore, aveva genio e originalità supportate da vera preparazione e cultura. Sapeva adattarsi a tutte le circostanze: questa era la vera differenza; poteva smerdare un autore acculturato dell’articolo direttamente o vincere con maestria anche con “ i piccioni che rovesciano i pezzi degli scacchi” (cit,Gatto).
Sarebbe stato un bel confronto, ma Attila se si fosse impegnato avrebbe portato a casa i 3 punti della vittoria.
Suvvia Attila è il GOAT, però se il dottore scrivesse contro TENTENNA il bradipo potrebbe diventarmi molto simpatico.
Hey Zum sempre bello ritrovarti, ogni tanto.
A proposito Attila è una settimana che manca nel Bannio,si starà facendo i suoi interminabili periodi di vacanza?
Sono daccordo con te, ATTila faceva paura. Quando scriveva LUI, la gente aveva timore di commentare fossse solo perché il rischio di venire smerdati era enorme.
A riprova di ciò i dementi infosanniti sono tornati a commentare in modo fluente,siamo tornati a 50/60 commenti per Travaglio.Quando il gatto (con la minuscola) non c’è i sorci ballano.
Dunque, ricapitoliamo con calma chirurgica.
Volodymyr Zelensky sarebbe solo un comico prestato alla politica, ma al tempo stesso un fine stratega capace di muovere l’Occidente intero: talento raro, recitare e comandare insieme.
Quando cambia posizione su Vladimir Putin è cabaret; quando non la cambia è fanatismo: sbaglia sempre, che efficienza.
Se combatte prolunga la guerra, se tratta fa una barzelletta: una coerenza davvero imperdonabile.
La guerra sarebbe “palesemente persa”, però l’Occidente tremerebbe per una Russia sull’orlo del collasso che non collassa mai: Schrödinger geopolitico.
“Washington vuole chiudere”, ma anche no; l’Europa vuole continuare, ma è già economicamente distrutta: zombie con ambizioni imperiali.
La Unione Europea sarebbe una dittatura che ignora il consenso, curiosamente composta da governi eletti e parlamenti votati.
Il governo di Kiev è “nazista”, dettaglio trascurabile: il presidente è ebreo.
I media occidentali mentono sul collasso russo, mentre è perfettamente ragionevole annunciare ogni settimana il collasso definitivo dell’Occidente.
La NATO è “più morta che viva”, ma onnipotente: un cadavere con superpoteri.
L’opinione pubblica europea è passiva e disorientata, però pronta a rovesciare tutto alla prima tregua: apatica ma rivoluzionaria.
Zelensky recita un copione imposto, ma improvvisa ogni giorno contraddizioni: attore disciplinato e clown anarchico.
L’UE sarebbe un “giocattolo” delle élite, talmente fragile da dover essere difeso con propaganda globale coordinata.
L’economia russa è solidissima, però sotto “pressione strutturale”; quella europea è in rovina, ma capace di dominare il mondo.
Ogni titolo sensazionalista diventa prova di complotto universale: la rassegna stampa come rivelazione mistica.
La complessità è bandita: resta solo il teatro, con buoni e cattivi già assegnati.
In fondo il problema non è che un ex comico faccia politica.
È che la satira involontaria funziona meglio quando non se ne accorge nemmeno l’autore.
Nato morto!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/