Ammazzate oh… t’è bastata ‘na mezza giornata… bè non proprio, ci è voluta una settimana perché dal fondo limaccioso dell’impero emergesse il fango sommerso sotto un mare di narrazioni e di buoni propositi, di ideali fasulli e di bugie. Ha cominciato il Segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, dichiarando esplicitamente, davanti a una commissione senatoriale, che gli Usa hanno deliberatamente causato una crisi finanziaria in Iran con l’obiettivo di fomentare disordini civili nel Paese. Certo non ha detto delle quinte colonne o dei gruppi terroristici armati e pagati dallo Zio Sam, insieme a Tel Aviv e Londra, che sono stati mobilitati nella speranza di suscitare una rivoluzione colorata, ma comunque ha rivendicato un ruolo che non c’entra proprio nulla con quelle regole di cui l’Occidente si riempie la bocca. Poi è stata la volta di un ex agente della Cia, John Stockwell, il quale ha dichiarato testualmente: “Abbiamo diffuso decine di storie sulle atrocità cubane, sugli stupratori cubani… non eravamo a conoscenza di una sola atrocità commessa dai cubani. Era pura e semplice propaganda falsa per creare l’illusione che i comunisti mangiassero i bambini a colazione”.
Invece, come ora sappiamo, erano proprio gli accusatori a fare del mercimonio di bambini una lucrosa attività, a parte quelli ammazzati a Gaza o sacrificati come “vittime collaterali” delle guerre incessanti dell’impero per mantenere il potere globale. Ma queste narrazioni che riguardano Cuba, come il Venezuela o l’Iran e altre decine di posti, erano necessarie per trovare giustificazioni ad azioni economiche volte a far crollare le economie dei Paesi nel mirino di Washington, per darne poi la colpa ai loro governi. E tutti gli allocchi a crederci e straparlare di democrazia, di veli, di regimi sanguinari, di provette con i virus. Infine abbiamo avuto l’uccisione del figlio di Gheddafi, Saif, da parte dei sicari della Nato perché stava ottenendo successo nella riunificazione della Libia e dare così al Paese una nuova sovranità e un nuovo futuro: dopo 15 anni dal massacro del padre colpevole di voler vendere petrolio non in dollari, ciò non poteva essere permesso.
Di queste cose ne abbiamo viste tante, ma la vera novità è che adesso non ci si preoccupa più di nasconderle, anzi le si rivendica, nella speranza che questa sorta di follia possa spaventare chi vuole sottrarsi alle grinfie imperiali e sono ormai molti. Tuttavia questa perdita di pudore e l’ammissione che il diritto internazionale è stata una finzione, si traduce anche in una sempre più evidente repressione interna in cui è difficile distinguere, dentro una governance ambigua e ridotta allo stato plasmatico, dove finiscono i governi e cominciano i privati. L’Occidente politico sta attualmente vivendo un’ondata di censura e leggi volte a facilitare l’identificazione online delle persone che rifiutano la “normalizzazione”. L’azione è concentrica e se le major della rete si danno da fare per escludere chi non pensa correttamente, arrivando, come Google, ad escludere app scomode sulle quali le opinioni diverse da ciò che dice il potere potrebbero organizzarsi, i governi cercano pretesti assurdi e incoerenti per reprimere la cosiddetta disinformazione, termine che nemmeno nasconde la propria strumentalità e permette di non dover dimostrare la falsità degli assunti segnati con la penna rossa: sarebbe davvero imbarazzante scoprire chi mente davvero. Disinformazione è dunque solo un sinonimo accettabile di repressione, visto che tra l’altro nella teoria dell’informazione, ciò che si discosta dall’entropia, ovvero dalle narrazioni ufficiali e dal rumore di fondo che esse producono, ha un contenuto informativo maggiore.
Insomma da questo punto di vista, abbiamo un paradosso: i regimi cosiddetti liberali cominciano ad essere molto peggio di quelli considerati illiberali e siccome la rete è un’ arma a doppio taglio che consente, da una parte, un maggior controllo rispetto ai media tradizionali, ma dall’altrs è un veicolo di informazioni potenzialmente pericolose, si cerca di isolare e colpire gli avversari della setta globalista. Per rendersene conto, basta vedere questa tabella che riporta il numero di arresti in seguito a “reati” di opinione sui social, per milione di abitanti:
Si direbbe che la stessa democrazia si stia trasformando in una finzione, cosa che non stupisce affatto, anche perché pure in questo caso non ci si perita di nascondere troppo la cosa. Tanto che in Gran Bretagna, regina di questa classifica, saltano le elezioni locali quando c’è il rischio che non diano il risultato auspicato.



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Ormai è tardi per tutto. Le 4 regioni che pur ridimensionate han ancora un poco di lavoro sono alla fine. Per non morire sono all’osso e flessibilissime, ridimensionate in tutto e non rinnovano. Pagate le ultime tasse, debiti, si avviano alla chiusura. I prodotti cinesi, pur costando un terzo degli Ue (quelli veri) son fuori dalla disponibilità degli acquirenti. I politici spingono alla guerra per sterminare la popolazione prima che ci si ammazzi a vicenda per fame. Due treni che corrono a folle velocità, contrapposti, sullo stesso bnario. Auguri. A tutti, ma non credo che si riesca a fermarli. Tanto, lo san tutti dove sono i soldi, chi ha rubato ed ancora ruba illudendo un Popolo Ottuso, inerte.
A cosa serve scrivere sui Blog? A sapere per primi di dover morire per morte violenta o fame?
A proposito del figlio di Gheddafi………….mai chiedere che fine ha fatto l’oro della Banca Nazionale……….
Marzo 2025 (Economic Club di New York): Già all’inizio del mandato, Bessent aveva presentato ufficialmente la strategia della “massima pressione”. In quell’occasione dichiarò esplicitamente l’obiettivo di “far crollare l’economia iraniana, già vacillante”, puntando ad azzerare le esportazioni di petrolio e a tagliare fuori Teheran dal sistema finanziario internazionale. Consigliò pubblicamente agli iraniani di “togliere tutti i soldi dal rial immediatamente”.
La cina potrebbe sostituirsi con la sua valuta ed incrementare il flusso di petrolio vste le difficotà del Venezuela. Un annuncio pubblico, toglierebbe molta paura negli iraniani. Anche se credo, sià già così nei fatti. Inoltre, la stessa cina, non potendo toccarci sulla valuta nazionale che non abbiamo, potrebbe boicottare le merci in italia, da e verso. Sarebbe Ko: la Ue ci cannibalizzerebbe. Provare per credere.