Una nocciolina è caduta sull’Ucraina. Ma non si tratta di una nocciolina americana, bensì russa: l’Oreshnik (che vuol dire nocciola nella lingua di Tolstoj) ha colpito ancora. Usata come arma sperimentale nel 2024, con la distruzione di uno dei grandi complessi industriali del pianeta, eredità dell’era sovietica) è entrata in produzione di serie alla fine dello scorso anno e ora può diventare il prossimo incubo dell’Ucraina e dell’Europa volenterosa: ieri quest’arma con un potere distruttivo pari a quello di una testa atomica, ma per certi versi anche maggiore, ha completamente distrutto il deposito sotterraneo di gas di Bilche-Volitsko-Uhersky (nella foto di apertura), che ha una capacità di stoccaggio di 17,05 miliardi di metri cubi, ovvero oltre il 50% della capacità totale dell’Ucraina. I fornelli e le caldaie per il riscaldamento si sono spenti a Leopoli e in tutta la parte occidentale del Paese, nella cui area sorgeva questo impianto. E non basta perché altri attacchi con droni hanno danneggiato tre impianti di produzione elettrica e fatto scendere il buio su Kiev.
Non sappiamo se questa sia la risposta russa al tentativo di colpire la residenza di Putin, azione che adesso sappiamo con certezza essere stata ideata e preparata dalla Cia, non si sa se come azione autonoma o agli ordini diretti di Conan il Barbaro, alias Trump, oppure al sequestro della petroliera La Marinera affittata dalla Russia e temporaneamente battente bandiera della Federazione, ma dopo la distruzione, nei giorni scorsi di tre impianti di proprietà americana sul suolo ucraino, diventa chiaro che Mosca vuole togliere l’osso dalle fauci dell’orco. Se l’inquilino della Casa Bianca dovesse finalmente accorgersi che l’Ucraina non è più un buon affare per le corporation di riferimento, probabilmente lascerà perdere. Oddio l’uomo, in perfetta armonia con il suo passato imprenditoriale, non va troppo per il sottile, lo dimostra anche l’avventura venezuelana che da un punto di vista pratico porterà ben pochi vantaggi nell’immediato visto che richiede enormi investimenti che le aziende petrolifere americane non vogliono sostenere e lo hanno detto a chiare lettere, ben sapendo che la conquista di The Donald è a dir poco futile e il massimo effetto che avrà sarà quello di destabilizzare il Paese . Nel post di ieri che conteneva notizie interessanti riguardo al petrolio venezuelano e che proprio per questo è stato snobbato (per fortuna che poi Pepe Escobar ha sottolineato le stesse cose), si metteva in luce questa iperattività inconcludente di Trump che poi porta ad ingigantire i problemi, anziché risolverli.
In ogni caso l’uso dell’Oreshnik come terminator per i grandi impianti industriali, è anche un monito per l’Europa, anche se a dire la verità l’Ue è assai più efficace come elemento di deindustrializzazione di qualsiasi arma. Ma anche la Cina ha lanciato la sua arma letale, questa volta silenziosa, e ha cominciato a vendere i buoni del tesoro americano in suo possesso in maniera massiccia. Il fatto che il maggior creditore degli Usa cominci a liberarsi dei suoi titoli in dollari è una delle azioni più pericolose per la credibilità del biglietto verde che appunto deve il suo valore al fatto che gli altri detengano le loro riserve in questa divisa, soprattutto se si tratta della maggiore economia reale del mondo. Questo fa sì che mentre si assiste a un rigurgito dell’imperialismo a stelle e strisce nella sua versione più aggressiva e grottesca, diventa sempre più evidente che si tratta di azioni dettate da un’estrema debolezza di un sistema imperiale che cerca di cavarsi d’impaccio in qualche modo. E tuttavia i metodi scelti sono proprio quelli che inducono a una fuga dal dollaro che si mostra senza più infingimenti nella sua natura di dittatore globale. Chi vuole vivere sotto costante ricatto? E magari cedere i suoi asset alle corporation americane che le pretendono famelicamente come è accaduto per decenni?
Quei tempi sono tramontati e nessun Trump, nessuna avventura potrà farli tornare, nemmeno la decisione di mettere da parte ogni remora e di trasformare il diritto internazionale, nel diritto del più forte, senza più alcuna precauzione formale.


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Dovevano chiudere la partita in modo rapido e deciso e intraprendere azioni deterrenti forti contro i mandanti, a cui frega poco dei danni all’Ucraina.
Le super armi fanno paura solo fino a quando si crede che l’altro abbia il coraggio di usarle contro di te.
Continuando con le mezze reazioni dopo che tutte li linee rosse sono state passate, convincono solo che vale la pena alzare il tiro, tanto al massimo ci saranno solo ripercussioni sulla carne da cannone ucraina, ed è altamente probabile facciano fare la fine di Raisi a Putin (che sembra abbia voglia di essere preso per il culo da un nuovo fake accordo con Trump). E vogliamo parlare poi delle relazioni internazionali ridicole del nuovo blocco che dovrebbe opporsi all’egemonia dell’impero al rapimento di un capo di stato? Neanche una minaccia seria di sanzioni, tutto ciò farà diventare vincenti (e perciò destinate ad essere ripetute) azioni scriteriate che se ci fossero stati leder seri avrebbero dovuto invece isolarle e indebolire chi le ha commesse. Un bullo contro tanti vigliacchi vince sempre.
Penso che la Russia debba mettere Putin da una parte. La sua predisposizione a prendere schiaffi sta giustificando la schizofrenia del “Conan arancione”
La risposta di Putin al sequestro della sua nave, la Marinera, in alto mare, è senza ombra di dubbio un atto di guerra contro la Russia, è stata quella di esigere che Washington garantisca un trattamento dignitoso ai cittadini russi a bordo. A Washington non importa nulla delle richieste russe. Putin ha dimostrato a Washington molto tempo fa che la russia non ha mordente.
Tollerando ogni provocazione, Putin ha incoraggiato l’aumento e il peggioramento delle provocazioni, quando la flotta di bombardieri strategici russa è stata attaccata, Putin si è rifiutato di riconoscerlo come un atto di guerra. Quando gli Stati Uniti, perché dietro c’era la Cia e hanno tentato di attaccare Putin nella sua residenza, Putin si è rifiutato di riconoscerlo come un atto di guerra.
Ma dopo tutte le provocazioni a stelle e strisce Putin che fà? Manda kirill Dmitriev a Parigi a spassarsela e fare affari con i rappresentanti filo ucraini,
Vedremo il proseguo, ma il giocatore di scacchi ha sbagliato partita. Nocciola o no!
Altra petroliera battente bandiera russa è stata abbordata e seguestrata, altre sono in procinto di essere attaccate
” l’Ue è assai più efficace come elemento di deindustrializzazione di qualsiasi arma”. Grande verità espressa come perla di saggezza
Ha parlato la Meloni, ma in realtà a me sembrava una contrazione da tenesmo rettale.
E’ una guerra in cui la Russia confida di avere risorse, tempo e sostegno politico interno e in cui l’occidente confida che non ce li abbia. Si dà per scontato che nel lungo periodo i BRICS prevarranno ma il tempo che passa dimostra che non hanno l’aggressività, la compattezza e la flessibilità che l’occidente sta sfoderando.
Dici?
E’ un po’ diversa dalle vaccate che narrano in tv.
https://www.youtube.com/watch?v=bQKS-tTw2hE
La Russia va all’attacco delle portaerei Usa!
Quel canale non è da meno a raccontare vaccate per racimolare click. Ste robe infatti non le dicono neanche i media Russi ufficiali che sono più seri dei nostrani.
https://www.youtube.com/watch?v=TSJXvTRk5Bk
Si mette male per la meloni. Bugie dalle gambe corte: in Ukr l’inferno si è espanso a germania e Polonia.
https://www.youtube.com/watch?v=8HRcsW4fMP4
La Svizzera si smarca dai predoni volenterosi. Non gustano le noccioline.
Trentin contro Maduro, è semplice. La Cina lo ha lasciato intendere, chiedendo per la Terza volta il rilascio di MAduro. Niente Maduro, niente Trentin. Un altra morte (speriamo di no) sul piatto di Pannocchia e Meloni.
Il congelamento dei depositi della Banca di Russia nel 2022 ha prodotto un effetto a catena nel “sud-globale”: non è casuale la richiesta di adesione ai BRICS da parte di decine di paesi. In buona sostanza, una parte dei governi non occidentali ha capito che possedere liquidità in dollari li espone a grossi rischi se i loro interessi non risultano allineati a quelli del padrone. Chiaramente la Cina è il paese guida di questi sommovimenti.
Intanto piovono noccioline, ma se si muove la Cina, piovono Paracarri…
Meloni è disinnescabile facilmente: sufficiente non usare i suoi bonus fasulli e neutralizzare gli aumenti di tasse con riduzione doppia dei consumi. Snobbare le sue farneticanti propagande e spegnere la Tv una volta in piu’. Coltivare orti e non andare ai raduni di mmassadegli imbecilli di comando. Uscire meno di casa ed evitare i bar e centri acquisti. Strausare l’usato, anche abiti e beni, scambiarli. Autarchia per evitare spese inutli e inginocchiare il governo. E’ un gioco divertente: piu’ risparmi e piu’ stai bene. Niente gratta e vinci ch’è circonvenzione d’incapace: una truffa dove vince sempre la mafia e getta 4 briciole a cani e porci. Usate la Testa che i subdoli sono in Agonia.
Presto torneranno le brigate Garibaldi e finiranno il lavoro di sterminio dei fascisti, malauguratamete interrotto il secolo scorso. è impossibile sopportare una merda simile dai tempi del fu mafioso di hardcore, antesignano del nazi Strump. Riscatto Civile: l’obbedienza è Codardfia.
Meloni: piano casa in dittatura d’arrivo. Niente condoni ai non amici.
Meloni: questo l’anno in cui si cambia Passo. Da quello della Pecora a quello dell’Oca… Oppure, da quello della Tartaruga a quello del Gambero. Lo. Ridolini in gonnella, purtroppo al potere. Questo, possibile giusto in i-taglia.
Chiediamo aiuto a Putin un Orenschik sulla residenza del cdx l’unico modo per farli desistere dallo sperperare danari che faticosamente vengono guadagnati per arricchire le lobby delle armi
Otimo: va bene anche una colletta: sai il missile val piu’ de’Ob iettivo…
“…la Cina ha lanciato la sua arma letale, questa volta silenziosa, e ha cominciato a vendere i buoni del tesoro americano in suo possesso in maniera massiccia. Il fatto che il maggior creditore degli Usa cominci a liberarsi dei suoi titoli in dollari è una delle azioni più pericolose per la credibilità del biglietto verde…”
Op-là!!
Si vede che, anche in Cina vige il principio per cui “a mali estremi, estremi rimedi”.
La Cina, se <pannocchia gialla non la smette, gli polverizza Israele.
Buongiorno!
Le sono profondamente grado per il prezioso lavoro di disvelamento e divulgazione: poterla leggere quotidinamente è uno dei migliori antidoti alla dilagante e piattissima ignoranza eteroindotta che maldestramente arranca e barcolla senza nemmeno sapersi orientare.
Le auguro un Buon Anno a prescindere:-)
EmmE