Rubo il titolo del celebre romanzo di Kennedy Toole che oggi appare come un libro profetico su ciò che sarebbe accaduto, non perché rappresenti una qualche distopia, ma perché coglie perfettamente il senso di disgregazione psicologica e futilità di un tessuto sociale che aveva già cominciato ad ammalarsi. Non a caso il romanzo ha la stessa scansione del libro che il protagonista ama più di tutti, il De consolatione philosophiae di Severino Boezio, senatore romano in mezzo ai barbari. Ed eccola oggi la malattia conclamata con tutte le sue pustole: un discorso sulla russofobia del professor Angelo d’Orsi, illustre accademico e autore di una cinquantina di libri, viene annullato dall’intervento diretto di tale Pina Picierno, l’immagine stessa della donna qualunque, ma, ahinoi, vice presidente del Parlamento europeo, già nota per la sua opera di censura, ed esempio perfetto di ciò che è diventata la Ue, ma anche il partito che l’ha fatta eleggere. E questo “autorevole” intervento è stato immediatamente copiato da quella filiera di inutili associazioni parassitarie che fanno parte dell’Italia arresa al globalismo belligerante e desocializzante. Come se questo non bastasse il senatore Calenda, capo di un partitino che si chiama Azione, si è fatto tatuare sul braccio il tridente ucraino, di chiara derivazione nazista, per dimostrare tutta la sua simpatia per il cocainomane Zelensky, per la follia della von der Leyen e per l’ideologismo atlantista.

State tranquilli: ci giurerei che si tratta di un tatuaggio all’hennè o forse solo un fotomontaggio, pronto a sparire con l’avanzare delle truppe russe e con il redde rationem che si avvicina inesorabile. Ma questi personaggi che non si sa bene dove abbiano il cervello, più nell’intestino che nella testa si direbbe, mentre si avvicina la fine del regime di Kiev, ricorrono a gesti deliranti nella convinzione di diventare i cocchini di quelle oligarchie che hanno preparato e voluto il conflitto nella speranza di rendere la Russia un’enorme Jugoslavia piena di ogni ben di Dio da sfruttare per accumulare nuovo capitale, visto che quello che possiedono è privo di sottostante reale. Tuttavia la loro furbizia è molto modesta: la guerra persa farà saltare tutta l’attuale governance europea e rischia di infliggere un danno mortale anche alle istituzioni che le hanno permesso di devastare l’economia e il welfare del continente. Però le oligarchie di comando non possono certo rinunciare facilmente a uno strumento come la Ue che da trent’anni vigila perché i lacerti di democrazia rimasti nei vari Paesi che la compongono, vengano bypassati e annullati: faranno di tutto per tenere in piedi questo edificio fatiscente e oscuro. Per ottenere tale risultato dovranno per prima cosa fare piazza pulita di tutti gli estremisti della guerra, del riarmo e della censura: devono far credere che tutto cambi affinché non cambi nulla.

Si annusa nell’aria l’odore del gattopardo che si aggira furtivo pronto a salvare il salvabile e allora sarà dura per i tatuati e le casalinghe di Voghera, mimetizzati da personaggi politici, salvare la poltrona che per loro equivale alla pelle. Evidentemente non sono così stupidi da credere che l’Ucraina arriverà a Mosca per sputtanarsi proprio nella fase terminale del tentativo Nato – sionista di disgregare la Russia. Tanto più che la disperazione per la sconfitta epocale, ormai innegabile, spinge l’estremismo atlantista a vedere in ogni cosa un’ancora di salvezza: si è arrivati persino ad ipotizzare una frattura tra Putin e il ministro degli esteri Lavrov, semplicemente perché quest’ultimo ha detto al suo omologo, Marco Rubio, che sarebbe bene istituire contatti regolari. Le traveggole sono ormai istituzionali e ricordano le speranze nel bunker di Berlino su una possibile frattura tra Usa e Unione Sovietica che avrebbe permesso alla Germania di scamparla. Questi personaggi sanno benissimo che la partita è persa, ma proprio per questo sperano di segnalarsi per la loro imperterrita fedeltà che si incarognisce man mano che le cose vanno male. Le censure assurde e irricevibili della Picierno, i tatuaggi di Calenda dicono: “siamo così fedeli da non voler capire come vanno le cose e dunque siamo le persone ideali per il dopo”. Non hanno considerato che le oligarchie devono proprio liberarsi della servitù più compromessa per continuare il loro dominio. Di servi intercambiabili ne hanno fin troppi.