Come si dice, i nodi stanno venendo al pettine, scompigliando la capigliatura politicamente corretta del globalismo neoliberista, che si tiene ordinata solo grazie alla lacca appiccicosa dei media. Una serie di eventi sta infatti minando la casa di carta costruita attorno a un progetto di ingegneria sociale che si serve della paura e della guerra per spazzare via i reperti della democrazia rappresentativa, ormai improponibile nella fase finanziaria del capitalismo. E sebbene il 90 per cento della gente sia preda della rassegnazione, se non dell’abulia e non si renda conto che il pericolo è imminente, è proprio della vita e del futuro di ciascuno che si tratta, non di un conflitto che avviene in parti del mondo che solo una sparuta minoranza saprebbe identificare su una cartina.
Ognuno di tali eventi non è di per sé tale da rappresentare un pericolo mortale per le oligarchie occidentali, ma messi insieme cominciano a pesare sul progetto complessivo che peraltro già sta dividendo le oligarchie stesse. Mi limiterò ai più importanti o per meglio dire ai più evidenti. Così abbiamo lo sbarco nel grottesco della guerra in Ucraina: Pokrovsk, una delle ultime roccaforti ucraine è ormai circondata, mentre ciò che rimane dei reparti organizzati cerca disperatamente di infrangere l’accerchiamento. Ma se una compagnia riesce a penetrare un qualche centinaio di metri, prima di essere annientata, ecco che l’informazione del regime, parlo del nostro regime, non di quello di Kiev, dice che si tratta di una grande offensiva per far credere che l’ Ucraina possa vincere o esista ancora, al di fuori dell’impalcatura, del trompe l’oeil che le ha costruito attorno la Nato. Questo per non parlare delle minacce di Zelensky a Cuba, che è puro dadaismo geopolitico, per quanto infame, e segno ormai di disperazione o del suo annuncio urbi et orbi di voler essere un venditore di armi a tutto il mondo, non più sottobanco, ma ufficialmente. E c’è poi la nuova crisi militare che si annuncia con la Cina che non fornirà più chip per i droni, stroncando sul nascere il nuovo affarismo del duce di Kiev, ma anche la produzione Nato di armi. Oltre a questo c’è da segnalare l’aumento delle diserzioni e il fatto che centomila giovani ucraini si sono sottratti alla leva negli ultimi mesi fuggendo in Europa e presumibilmente anche in Russia.
Questa situazione coniugata con la volontà europea di continuare a tutti i costi una guerra impossibile, forse nella speranza, del tutto incongrua rispetto all’ideologia globalista, di un qualche miracolo che la salvi dal discredito, comincia a frantumare l’Unione: si sta infatti creando, grazie all’attivismo di Budapest un polo contrario alla guerra che comprende Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca e si tratta probabilmente solo del primo grado di aggregazione palesemente anti Ue a cui ne seguiranno altri. A questo si aggiunga la presentazione da parte della Russia di nuove armi strategiche, per completare un quadro di dissoluzione che ha pochi precedenti. Del resto l’Unione europea e i governi che compongono questa amalgama fallimentare, politicamente degradata e corrotta, si stanno facendo sempre più prendere dalla tentazione di instaurare un clima autoritario con il pretesto della guerra. Nei licei tedeschi addirittura girano reclutatori dell’esercito e se qualche studente osa sommessamente protestare contro la guerra, su di lui si addensano pesanti ombre, anche giudiziarie: un liceale di Friburgo è indagato per avere osato deridere uno di questi reclutatori pubblicando su Instagram una foto nella quale si mostrava un giovane ufficiale armato che diceva “Allora, ragazzi, chi di voi vorrebbe morire sul fronte orientale?”
Il fatto è che più le popolazioni hanno in odio la guerra e le sue catastrofiche conseguenze, più le élite politiche sono costrette a militarizzare la società per rimanere al comando. Certo la Germania in cui il 40 per cento delle aziende, o fallisce o licenzia o se ne va in altri luoghi, avrebbe cose più importanti da fare che questa nazi robaccia. Nondimeno, mentre anche l’economia americana è in bilico, si vuole per forza giocare alla guerra: la ludopatia delle élite europee alla fine porterà il continente alla rovina e a dormire sotto i ponti.


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https://www.ariannaeditrice.it/articoli/il-fronte-ucraino-non-c-e-piu
“Il 31/10/2025 il nemico ha lanciato uno sbarco delle forze speciali GUR Alla periferia nord-occidentale di Krasnoarmejsk per cercare di stabilizzare la situazione in città. Nel video potete osservare i risultati del lavoro dei nostri operatori su questo sbarco di specialisti nemici.
La maggior parte dello sbarco consisteva in forze speciali scelte per gli standard ucraini: 15 o 20.
Anche l’elicottero americano UH-60 Black Hawk su cui sono arrivati è stato distrutto
Il tentativo di utilizzare forze speciali per la crisi dei media è fallito.
I tentativi di Syrsky di salvare un gruppo sull’orlo del collasso a Krasnoarmeysk con l’aiuto delle forze speciali si sono conclusi con un fallimento. Proseguono i lavori per distruggere i resti delle forze da sbarco e delle forze armate ucraine bloccate in città”.
Purtroppo il video non è supportato, e non ci sono ulteriori notizie e dovremo attendere domani per sapere una parte di verità.
Certamente il tentativo era finalizzato all’estrazione di personale Nato,
Ci sono anche informazioni che il tentativo di sbloccare le unità delle Forze Armate dell’Ucraina a Pokrovsk è andato estremamente male.
Attendiamo dettagli.
Fortuna che non c’era un contrabbandiere di benzina come nel blitz di Carter…
Dilettanti alla Sturmtruppen.Se toccano Venezuela, mar a lago boom e la villa di Trump s’inabissa.
La solidarieta’ della tv pubblica dov’e ?
ah! merde
Solidarietà a una antisemita .. che fai bestemmi?
Il simplicissimus: il blog che ti salva la vita e se proprio non ci riuscisse, ti dice almeno di che male devi morire. Lol. Se avete un ultimo desiderio…