Ogni discussione o ipotesi seria non può che partire dai dati di realtà e purtroppo la mitologia contemporanea li ha completamente persi di vista. Cosa succederà in questo 2025 e negli anni seguenti non può che partire dalla constatazione che gli Usa non sono più in grado di vincere una guerra globale – nucleare e dunque si dedicheranno a creare caos ovunque e a strizzare come un limone l’Europa, lasciandola di fronte alle conseguenze dei suoi errori e del suo servilismo. Purtroppo nel nostro immaginario formato da una lunga tradizione di propaganda a ogni livello, gli Usa ci appaiono come invincibili e dunque “stare con l’America” appare come l’unica opzione possibile per ogni equazione.

Ma così non è. Esaminando da vicino la triade della deterrenza nucleare degli Stati Uniti ci si accorge facilmente che essi sono molto indietro rispetto agli avversari che si sono scelti. E per chiarezza suddividerò il tutto in brevi paragrafi.

Terra

La deterrenza è affidata ai missili Minuteman che sostanzialmente sono stati progettati negli anni ’50 e ammodernati tra gli anni ’60 e ’70 con una versione II e poi III di cui esistono 400 esemplari nei silos sotterranei. La versione più aggiornata che era attesa da tempo dovrà aspettare ancora visto che due lanci di prova si sono conclusi con l’esplosione del missile non appena lasciata la rampa.

Mare

Qui abbiamo nella sostanza i Trident 2 a testata multipla che non hanno mai avuto problemi e che vengono lanciati dai sommergibili di classe Ohio piuttosto vecchiotti. Ognuno dei 12 o 16 sottomarini così armati (la cifra è incerta) porta 24 missili di questo tipo. Il progetto di trasformare i Trident in vettori utilizzabili anche da terra o da navi di superficie è tuttavia fallito, mentre la Russia dispone di sommergibili più moderni, alcuni dei quali hanno capacità ineguagliate dagli Stati Uniti.

Aria

Tutto è affidato ai bombardieri B-2 e B-52; il B-2 non può volare quando piove, e risale al 1952. Ci sono molti missili da crociera a testata nucleare negli anni ’70 e ’80. Ma sfortunatamente nessuno di tali vettori ha un raggio di azione particolarmente lungo o ha capacità stealth (ce n’era uno poi ritirato), mentre sono tutti subsonici e hanno gittata inferiore rispetto a quelli russi, che sono disponibili anche in versione supersonica e ipersonica. E nuovi progetti in cantiere scontano gravi difficoltà tecniche.

I russi hanno anche nuove generazioni di missili balistici e sono all’avanguardia nella capacità di abbattere missili da crociera come la guerra ucraina ha ampiamente dimostrato. Dispongono di un numero maggiore di testate atomiche e anche di siluri nucleari a onda di marea in grado di spazzare via le aree costiere degli Stati Uniti, oltre a razzi da crociera nucleari ipersonici a getto d’aria Slam oltre che del nuovissimo Oreshnik. È abbastanza ovvio chi vincerebbe in una contesa nucleare. Certo nessuno vince una guerra atomica, ma i giorni della supremazia degli Stati Uniti o anche della competenza di base nel mantenere le forze nucleari sono finiti da tempo.

Gli Usa hanno in effetti puntato quasi tutto e fin dall’inizio del secolo scorso sul concetto di Marina dominante per proteggere le loro esportazioni mondiali che tuttavia non esistono più. Nel frattempo le flotte di portaerei sono diventate estremamente vulnerabili alle nuove armi ipersoniche cinesi e russe e anche se il capo delle operazioni navali, Lisa Franchetti, è piuttosto in gamba ciò non toglie che dal punto di vista degli armamenti, la logica è totalmente cambiata.

Certo l’aeronautica militare statunitense è ancora la più grande e capace al mondo: ci sono ancora molti F-15 e F-16 e anche se sono abbastanza vecchi, anche se alcuni di loro stanno cadendo a pezzi, sono una fonte di potenza reale. Ci sono poi alcune centinaia di F22 e di F18 che nonostante l’età e la velocità limitata sono ancora validi, oltre agli F35 la cui capacità si sta dimostrando assolutamente modesta. Sarebbe molto difficile sconfiggere l’aviazione russa e quella cinese che dispongono di migliaia di aerei molto spesso più avanzati, ma anche se questo fosse il caso non potrebbero certo sostituire gli stivali sul terreno, quelli che sono stati battuti in Ucraina. Oltre a cio, il 77% degli uomini in età militare non sono idonei perché sono troppo grassi, troppo disturbati, troppo dipendenti da droghe legali o troppo intellettualmente inadeguati a gestire complessi d’arma sofisticati. Questo nonostante gli standard si siano notevolmente abbassati rispetto a un tempo in cui l’esercito americano poteva ancora combattere una parvenza di guerra terrestre senza una superiorità aerea totale.

La corruzione dilagante nel settore militar – industriale, la fuga di cervelli verso attività più lucrose come effetto dei valori neoliberisti e l’intima convinzione di essere comunque più forti hanno portato a una situazione di obsolescenza. Ovvio, l’America in declino è ancora pericolosa, ma come un pazzo che ha ereditato l’arsenale di suo padre.