Ponti d’oro all’ingiustizia

190823098-ddad8a0a-b534-4f0d-9e8f-bdfe3554d25aE’ straordinario come in questo Paese non si possa avere un minimo di giustizia: il ponte di Genova, ricostruito  torna ai Benetton alla faccia delle vittime provocate dall’incuria della società autostrade e questo proprio quando la stessa società autostrade sta causando un danno ulteriore al turismo ligure e a tutte le attività economiche con una serie di manutenzioni intervenute improvvidamente proprio nel periodo più trafficato e più delicato dell’anno perché così si può risparmiare qualcosa sui lavori.  In altri Paesi basterebbe solo questo per revocare una concessione o comunque sanzionare a suon di milioni una società, mentre da noi per allontanare i grandi donatori della politica non bastano nemmeno i crolli e decine di vittime.

E ora contento come una pasqua per questo bel risultato Renzi dice che  non è possibile togliere ai Benetton la concessione delle autostrade e per dirlo usa una specie di infimo sillogismo da strada, di quelli che gli sono propri, ma che fanno parte di tutto il milieu politico: “Non puoi dire “revoco, lasciando aperta così a lungo la questione”. Come se lui e il suo partito non avessero fatto carte false pur di  non arrivare alla revoca e come se il governo Conte non avesse ignobilmente traccheggiato sulla questione.  Una lode assoluta merita il Movimento Cinque stelle il quale l’estate scorsa affermò per bocca di Di Maio  che erano i leghisti a non volere la revoca della concessione e adesso  incassa la decisione pro Benetton della ministra piddina, come se i pentastellati non fossero ancora maggioranza nel governo: si vede che sono ancora convinti di prendere in giro la gente con i mugugni a cose fatte. Del resto nulla ci è risparmiato nemmeno le parole del guappo di Rignano secondo cui  sarebbe costituzionalmente impossibile togliere la concessione: e dire che sulla questione c’è stata una  sentenza della corte costituzionale la quale ha sostenuto che se l’iniziativa economica privata è libera,  qualsiasi negoziazione, tra privati, o tra privati e pubbliche amministrazioni (come è nel caso delle concessioni), non può avvenire in “contrasto con l’utilità pubblica o svolgersi in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”. Insomma l’ovvio che in Italia diventa sempre problematico.

Nemmeno ci sarebbe stato bisogno di questa chiosa visto che la Benetton lasciando che il ponte crollasse non aveva evidentemente adempiuto agli obblighi relativi alla concessione o si era dimostrata inadeguata a farlo: la revoca della concessione dalla quale peraltro lo Stato potrebbe guadagnare circa 2 miliardi l’anno anche triplicando le spese di manutenzione attualmente previste da Autostrade, avrebbe potuto essere automatica per semplice inadempienza contrattuale. Ma è la politica a essere sempre inadempiente col Paese.

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