Potrebbe sembrare stravagante e forse impossibile, ma la Barbie che accompagna Trump e che di solito porta in testa un disco volante, possiede la parola: davanti ai giornalisti che affollavano la Casa Bianca per questa prodigiosa occasione, ha infatti letto una dichiarazione in cui smentisce assolutamente le voci di un suo collegamento con Epstein. Certo, ci vuole una bella faccia tosta a sostenere di non aver avuto alcun rapporto con l’imperatore della pedofilia, visto che da tempo circolano voci in tal senso e foto che la ritraggono assieme a lui, ma si sa che le bamboline di plastica, riescono benissimo a rimanere impassibili in queste occasioni. La cosa invece che lascia qualche dubbio è perché smentisca pubblicamente e in prima persona proprio ora che il maritino si trova occupato a capire che cosa ha combinato: la questione è già fin dall’anno scorso in mano agli avvocati, con un giornalista e scrittore di cose mondane, che ha querelato Melania per tentativi di intimidazione. Ma evidentemente Trump sente di essere politicamente in pericolo e non vuole che ora anche il fantasma di Epstein ci si metta a far scendere gli indici di gradimento in collasso: tutte le persone con quoziente di intelligenza superiore alla temperatura ambiente hanno capito che ha perso la guerra. E di certo non è un caso se la settimana scorsa ha licenziato la procuratrice generale Pam Bondi, colpevole di aver fatto filtrare una nuova infornata di Epstein files. Insomma Ken si sente sotto attacco e Barbie cerca di dargli una mano, come può.
Così gli orrori della guerra si mischiano alla miseria di queste american things e mentre a Islamabad si cerca di uscire dal dramma che Trump e Netanyahu hanno servito al mondo intero, a Washington si recita questa avvilente commediola, peraltro appassionatamente seguita dall’informazione mainstream che non sa più come riuscire ad apparire assolutamente vacua. Trump era amico di Epstein e su questo non ci piove, che poi gli abbia o meno presentato Melania, non frega nulla a nessuno. Ben diverso ciò che arriva dall’Iran e che potete vedere nell’immagine a sinistra: il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha condiviso alcune immagini del volo della delegazione verso il Pakistan, mostrando i sedili dell’areo tappezzati con le foto dei bambini uccisi da Donald e Melania. Precisamente la differenza tra uomini e bambole di plastica,


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Secondo Mazzucco, la defenestrazione di Pam Bondi era assolutamente concordata, per evitare che dovesse sottostare a una deposizione giurata davanti a parlamentari. Io lo ritengo plausibile. Chissà mai che si fosse potuto dimostrare che Nazinyau tiene per le palle l’idiota…