Alle volte gli intrecci della storia sono bizzarri: i Rothschild  che nei file Epstein sono citati circa 12 mila volte in moltissimi contesti, ora vengono investiti direttamente nell’affaire, proprio in Francia, dove ancora comanda un loro (ex?) impiegato, un tal Macron, giovanotto dagli insondabili costumi, che è stato improvvisamente riempito di soldi e spinto a forza all’Eliseo. I magistrati francesi hanno eseguito una perquisizione nella sede parigina della banca privata di Edmond de Rothschild dove Epstein avrebbe gestito conti e relazioni finanziarie, contratti e transazioni  collegati alle persone coinvolte nel caso. Ed era presente all’ispezione anche Ariane de Rothschild amministratrice delegata della banca nonché amica di Epstein e frequentatrice della famosa villa. La cosa non dovrebbe stupire più di tanto, visto che il finanziere ebreo americano ha sostenuto in varie occasioni e persino con Peter Thiel, co-fondatore di PayPal e Palantir, di essere un emissario dei Rothschild e di fare affari a loro nome: semmai ci dovremmo meravigliare del fatto che fino ad ora questa famiglia non sia stata toccata dallo scandalo. E infatti in qualche modo il suo coinvolgimento è trasversale: l’inchiesta riguarda Fabrice Aidan, un ex diplomatico francese, che avrebbe fornito documenti riservati dell’Onu a Epstein.

Quindi il buco nero della pedofilia e delle altre orribili perversioni qui fa semplicemente da sfondo a un sistema di potere di finanzieri, banchieri e supericchi che da molti decenni ormai si sono impadroniti del potere reale e in cui Epstein si era inserito per comprometterne una notevole fetta e così guidarne le azioni in senso favorevole a Israele. Il fatto che, dopo due anni e mezzo di stragi nella striscia di Gaza, nessun governante occidentale abbia avuto il coraggio di condannare nettamente questo tentato genocidio, arrivando persino a fornire le armi per attuarlo, e che oggi non esiste nemmeno la dignità di condannare l’assalto all’Iran, è una testimonianza che il disegno epsteiniano è perfettamente riuscito nel suo intento. Ma dimostra anche che la cupola di potere non è una fantasia complottista, ma esiste realmente e che proprio questa è la maggiore perversione di fronte alla quale ci troviamo. Contemporaneamente il fatto che la giustizia francese abbia avuto l’ardire di penetrare in uno dei tabernacoli di tale potere, ne dimostra le difficoltà in cui si trova. Macron in Francia non potrà più essere eletto e comunque il suo gradimento è sotto la suola delle scarpe, rendendo comunque impossibile una sua riproposizione, mentre in Germania l’Afd cresce a vista d’occhio e ha avuto una recente affermazione nel Baden-Württemberg dove peraltro la Cdu ha avuto un crollo storico nella sua roccaforte, per non parlare dei socialdemocratici che sono riusciti ad entrare nel parlamentino del Land solo per qualche centinaio di voti. È pur vero che la loro dissennata politica bellica ed energetica viene riproposta dai Verdi, un partito prima marginale, ma pompato da qualche anno affinché fosse la terza gamba della speculazione su Net Zero e serbatoio di riserva per ogni politica reazionaria immaginabile.

Il progetto globalista insomma sta entrando in crisi e così pure il potere dei Rothschild che ne sono parte eminente e che di fatto sono tra i padroni di Londra e anche di Parigi. Prima l’avvento in Cina Xi Jinping che ha sconfitto i globalisti di Pechino, cosa che ha fatto invelenire l’informazione occidentale e dato inizio allo scontro mimato su Taiwan, poi la guerra in Ucraina, tendente a destabilizzare la Russia, ma risoltasi con una destabilizzazione dell’Occidente complessivo, hanno arrestato questa presa di potere planetario da parte dei poteri finanziari, tanto che essi hanno in qualche modo permesso il ritorno alla Casa Bianca di Trump come specchietto per le allodole in nome di una lotta contro il deep state e le sue ramificazioni. In fondo l’avergli opposto, con un colpo di mano della cricca Obama – Clinton, un candidato totalmente e palesemente inconsistente, parrebbe dimostralo. Sebbene il personaggio sia poco catalogabile e forse anche poco controllabile, alla fine sembra essere stato completamente assorbito dalla cupola e le intenzioni iniziali appaiono  completamente abbandonate. E tuttavia il caso Rothschild mostra che qualcosa si è rotto nel meccanismo. Si potrebbe anche sostenere che questa famiglia ha meno potere rispetto a un tempo quando di fatto riuscì a disegnare gli assetti in Europa e che quindi è esagerato basarsi su questi segnali, ma il fatto è che l’economia finanziaria, subentrata a quella produttiva e reale, fa di questi come di altri personaggi. la chiave per comprendere cosa si muove sotto la superficie.