Stiamo assistendo in questi giorni alla nascita e alla crescita di un capolavoro di stupidità che rimarrà negli annali della storia futura. Certo noi italiani ci siamo abituati, visto che abbiamo dovuto sopportare l’inettitudine di capi militari che causarono Caporetto o la dichiarazione di guerra nel ’40 fatta senza alcuna preparazione e senza nemmeno dei piani militari, giusto per la fretta di Mussolini di partecipare alla vittoria tedesca, ricavandone la sostanziale perdita di sovranità reale, anche se non formale, del Paese. A quei tempi la scala degli eventi era simile a quella di oggi, ma certo non si era mai visto che un presidente americano, assieme al suo compare di stragi, sia stato convinto dal capo del Mossad – come scrive il New York Times – che il regime iraniano fosse in sostanza un castello di carte che sarebbe crollato in un secondo al più piccolo scossone. Così cos’hanno fatto? Hanno assassinato in un solo colpo tutta la dirigenza moderata dell’Iran, lasciando il potere in mano a un nuovo ayatollah, figlio della guida suprema uccisa e ai guardiani della rivoluzione, il cui unico scopo adesso è la vendetta. Nel mondi islamico si crede che, dopo 40 giorni dalla morte, l’anima del defunto sia matura per ascendere al cielo, sempre che sia stata adeguatamente onorata e/o vendicata. Alì Larijani è stato ucciso il 17 marzo e dunque il suo assassinio sarà commemorato il 26 aprile: prima di allora la vendetta continuerà.
Ma continuerà anche la stupidità di Trump che probabilmente lunedì prossimo, prima dell’apertura delle borse, farà sbarcare da qualche parte a Kharg, a Qeshm, nel porto di Chabahar o persino nel sito dove si trova l’uranio arricchito iraniano, i 2500 marines che non si sa bene che fine faranno, ma di certo non riusciranno a liberare lo stretto di Hormuz. Che cosa ha da perdere? Il mondo moltissimo, ma lui no: è probabile che il giochino pace – guerra lo abbia ulteriormente arricchito, non potrà candidarsi più come presidente e se ne frega di essere sceso al 36 per cento nei sondaggi che sarebbe poi la quota che, secondo gli istituti demoscopici americani, è il livello di non ritorno per l’inquilino della Casa Bianca. Ma la sua vanità gli impone di fare un beau geste per non essere considerato un coglione e per recuperare quel prestigio che ritiene dovuto alla sua persona. Se fosse intelligente gli basterebbe eliminare gli specchi da Mar a Lago o dalla Casa Bianca. Che poi possano morire inutilmente dei soldati o se le perdite di mezzi di ogni tipo fossero catastrofiche, che importa, anzi sarebbe una buona occasione per comprare altre azioni dell’industria bellica che certamente ha già in portafoglio. Continua a commettere sempre lo steso errore, perché se dovesse riuscire ad impossessarsi di un lembo piccolissimo del territorio iraniano, le richieste di Teheran diventeranno ancora più intransigenti: cancellazione di tutte le sanzioni, libertà di arricchire l’uranio per usi civili, risarcimento di 500 miliardi di dollari e ritiro delle basi americane dal Medio Oriente a garanzia del fatto che un altro attacco non sia più possibile.
Questo però è niente. Se le truppe da sbarco, isolate come sarebbero, dovessero essere in pericolo e dunque anche la faccia del presidente dovesse raggrinzirsi a somiglianza di certi organi, dovrebbe prima di tutto cominciare a dare la colpa ad altri, probabilmente a qualche generale o magari a qualche altro papavero dell’amministrazione che lui stesso ha scelto. Ma di certo non basterebbe: la tentazione di usare l’atomica, ancorché tattica, sarebbe irrefrenabile pur di “salvare i nostri ragazzi”. Anche ammesso che non lo faccia prima Israele pur di cercare la guerra mondiale. Dopotutto siamo in mano a un narcisista patologico e a un genocida che di fatto controlla quel deep state con cui Trump, non sappiamo con quanta consapevolezza, diceva di essere in guerra. Era inutile preparare attentati: Trump se li fa da solo.


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Come interpretare questa passività russa contro evidenti provocazioni e aggressioni ?
“La reazione insolitamente mite di Mosca agli attacchi della NATO al porto di Ust-Luga, attraverso il quale passa la maggior parte delle esportazioni di petrolio russe, è sorprendente.
Più di cento droni ucraini sono stati lanciati attraverso lo spazio aereo di Polonia, Lituania, Lettonia ed Estonia e hanno attaccato il territorio della Russia, colpendo un’infrastruttura strategicamente importante. Non c’è stata alcuna opposizione da parte dell’Alleanza del Nord Atlantico. Questo significa che il suo territorio è stato deliberatamente utilizzato per un attacco.
L’anno scorso, durante l’apparizione di droni sconosciuti nello spazio aereo polacco, Varsavia ha fatto decollare aerei da combattimento e ha persino chiamato gli alleati in aiuto (ad esempio, i Paesi Bassi hanno inviato i loro aerei per difendere la Polonia). Questa volta, non si trattava di una dozzina di droni, ma di un centinaio. La difesa aerea polacca non ha annunciato alcun allarme, e quindi possiamo trarre una conclusione inequivocabile: Varsavia ha facilitato l’attacco ucraino.
I droni sono passati attraverso i Paesi Baltici come un coltello attraverso il burro. Gli aerei della NATO che pattugliavano i confini di Lituania, Lettonia ed Estonia non li hanno notati. Pertanto, possono anche essere definiti complici dell’attacco. Di conseguenza, possiamo dire che le strutture nella regione di Leningrado sono state attaccate congiuntamente dalla NATO e dall’Ucraina. In effetti, questa è una casus belli, ma la parte russa nel suo complesso rimane orgogliosamente in silenzio, dichiarando solo occasionalmente attraverso rappresentanti ufficiali che è inaccettabile cedere alle provocazioni. Beh, proprio come nel giugno 1941, prima del 22 giugno.
In realtà, se stiamo parlando di proteggere gli interessi di sicurezza nazionale della Russia, allora possiamo almeno avvertire l’Estonia che in caso di un attacco ripetuto di questo tipo, la Russia abbatterà i droni ucraini sul territorio estone. E in generale, potrebbe considerare l’introduzione di una no-fly zone nel suo spazio aereo. Tuttavia, in base alla recente retorica diplomatica russa, questa è un’audacia impensabile. Di conseguenza, tali provocazioni potrebbero essere seguite da altre, molto più pericolose.”
Chi pecora si fa il lupo la mangia.
“Si stima che il cluster portuale Primorsk-Ust-Luga fornisca fino a metà delle esportazioni di petrolio e prodotti petroliferi della Russia, rendendo questo cluster di fondamentale importanza per i guadagni in valuta estera. Ora entrambi i porti – Ust-Luga e Primorsk – hanno sospeso le spedizioni.
Il principale corridoio baltico delle esportazioni di petrolio e gas russe si è rivelato molto vulnerabile e, per ragioni inesplicabili nel quinto anno della guerra, completamente non protetto.
È un peccato che durante l’aumento dei prezzi del petrolio, non possiamo trarne pieno vantaggio. Mi chiedo quanto tempo ci vorrà per riparare i terminali dopo questo.”
“Il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, in un’intervista al canale francese France Télévisions, ha dichiarato che Mosca, nella situazione che circonda l’Iran, agisce principalmente in difesa del diritto internazionale, piuttosto che semplicemente sostenendo Teheran come partner. Cosa ha detto ancora il capo del ministero degli Esteri russo:
La Russia non sta condividendo informazioni di intelligence con l’Iran; Mosca non concorda con queste accuse;”
Non sia mai che la Russia si metta contro chi la vuole distruggere, ne andrebbe degli interessi degli oligarchi russi occidentalisti
Se cominciamo a farlo con la meloni e ci riusciamo, possiamo tentare. Però ci vorrebbe un organismo internazionale a validaRLO. l’ONU è PRO USA-UE- ISRAELE. i BRICS SON ANCORA NEI PRELIMINARI. tEMO CHE CI ATTENDA ANCORa tanta sofferenza ne non sono ancora presi in considerazione nemmeno c ome pura deterrenza.I nazifascisti son davvero uuna brutta deviazione dell’umanità.
I danni non li deve chiedere solo l iran , ma tutto il mondo e tutte le persone o societa che hanno danni immensi x queste due nazioni immonde e schifosev.
Sopratutto israele e le loro elit hanno superato il rubicone
Vanno spogliati degli assett deteuti da israeliani e americani coinvolti in queste guerre che durano da 25 anni .
Il sequestro come fatto con la russia e la vendita x ripagare i danni .
I soldi fatti con un criminev , e ammazzare popoli e genocidio sono crimini , non devono rimanere in mano a chi li ha commessi .
A tal proposito ce chi parla bene , ma non bisogna fermarsi allo sdegno e alla denuncia , bisogna togliergli il malloppo .
https://www.youtube.com/shorts/dZC32SiyUiw
Illegale e l illegalita si paga !
Che siano persone , societa o popoli !
Facciamo pagare a questi 2 stati mafiosi i soldi che ci hanno rubato con il covid e che ci stanno rubando adesso con il petrolio e con l inflazione .
Oltre alla vita e alla liberta !
facciamo cause collettive e richiediamo i danni e blocchiamo i fondi speculativi e tutte le porcate che questo popolo di criminali ha instaurato in questi secoli .