Sembrerebbe impossibile, ma la situazione si complica sempre di più e allo stesso tempo diventa più chiara: Trump che sta finalmente comprendendo il guaio in cui si è cacciato a causa della sua stessa superbia ed esilio dalla realtà, ha chiesto aiuto agli altri Paesi della Nato perché mandino qualche nave a sostenerlo nel Golfo Persico e tentare di riaprire Hormuz, ma ha trovato solo esitazioni e dinieghi perché tutti sanno che sotto il tiro dei missili iraniani, anzi di quelli antinave cinesi che sono stati forniti a Teheran, l’operazione sarebbe un bagno di sangue. Certo la Casa Bianca – su cui pesa in pieno anche il carattere omicidiario della teocrazia sionista, che ieri ha assassinato Larijani, segretario del Consiglio Supremo per la sicurezza nazionale iraniano – ha ottenuto l’effetto di farsi dire no e allo stesso tempo di suggerire che Usrael, da sola, rischia di non farcela: la faccia di Trump, nelle varie conferenze stampa in cui freneticamente dice le cose più diverse, comincia a dimostrare la sua età, attraversi i belletti e questo mostra, in un narcisista patologico, il livello di stress a cui è sottoposto. Quella di Netanyahu non sappiamo, anche perché pare che viva solo in video palesemente prodotti dall’intelligenza artificiale, ma in maniera così grossolana e piena di errori che si può pensare o a un rincretinimento del Mossad, oppure a una sofisticata operazione di disinformazione volta a confondere ancor più le acque.
Ad ogni modo ho l’impressione che Londra, Bruxelles e le altre capitali europee, se così possiamo ancora chiamarle, tentino di estorcere a Trump, in virtù di un loro aiuto, certo non con le navi, ma con la dazione di missili rimasti, un ritorno al pieno impegno in Ucraina. I milieu politici europei non potrebbero reggere politicamente a una pace che si configurerebbe come una sconfitta,7 sull’altare della quale sono stati sacrificati centinaia di miliardi e poste le basi per una rapida deindustrializzazione. Così tentano in qualche modo di ritrascinare Trump nel conflitto. Ecco perché dico che la situazione è, sì, sempre più complicata, ma anche più semplice: mostra, come meglio non si potrebbe, lo stretto collegamento tra i due conflitti che sono in effetti stati pensati come un tentativo di farla finita con i Paesi che ostacolo il globalismo e i suoi strumenti. In Gran Bretagna la stampa sta in effetti sollevando il velo su questa realtà sottostante cercando di equiparare la Russia all’Iran e in questo lo zampino dei Rothschild – che in via diretta o indiretta controllano l’informazione britannica – è evidente. Si tratta ovviamente di una follia.
Ovviamente per Trump sarebbe una ulteriore catastrofe politica. Già il capo dell’Antiterrorismo che lui stesso aveva nominato, Joe Kent, si è dimesso con queste parole: “Non posso in coscienza sostenere la guerra in corso in Iran. L’Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione, ed è chiaro che abbiamo iniziato questa guerra a causa delle pressioni di Israele e della sua potente lobby. Ti prego di riflettere su ciò che stiamo facendo in Iran e per conto di chi lo stiamo facendo.
Ma con tutta evidenza la riflessione non è proprio il lato forte di Trump. A questo punto la crisi in cui si è avvitata la Casa Bianca, abboccando a tutte le menzogne del deep state e alle idiozie della gente di cui si è circondato, potrebbero davvero indurlo in un’altra tentazione, quella di considerare la guerra in Ucraina come una sorta di via di fuga dal labirinto in cui si è cacciato, una pomata lenitiva per il suo gigantesco ego ferito. Certo, a questo punto, è evidente che l’Occidente complessivo non può reggere tutti e due i fronti, non ha la struttura produttiva e sociale per farlo. Solo che a quel punto qualsiasi speranza di domare l’incendio sarà inevitabilmente perduta. E chi lo ha appiccato finirà per bruciarsi.


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Andrea Zhok
9 h
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La coalizione Epstein ha assassinato il Segretario della Sicurezza Nazionale Iraniana Ali Larijani. Oramai niente di strano. Ci stiamo abituando alla normalizzazione dell’omicidio politico.
Comunque se guardo qualche foto di Larijani e le metto accanto ad una foto del suo equivalente americano Hegseth, non posso impedirmi di pensare che la fisiognomica sia una scienza ingiustamente trascurata.
Peraltro, in termini di curriculum, Ali Larijani aveva una laurea in informatica e matematica presso l’Università di Tecnologia Aryamehr, un master e un dottorato di ricerca in filosofia occidentale presso l’Università di Teheran. Ha pubblicato libri su Immanuel Kant (e tradotto Kant in farsi), su Saul Kripke e David Lewis. Larijani era membro della facoltà della Scuola di Letteratura e Scienze Umanistiche dell’Università di Teheran.
Pete Hegseth ha finito a calci una triennale (BA) in scienze politiche a Princeton, grazie alla sua partecipazione al team di basket. La madre di Hegseth disse di lui nel 2018 che era un maltrattatore di donne, che le umiliava, mentiva e le tradiva. E’ stato accusato di molestie sessuali, poi ottenendo il ritiro della denuncia con un obolo di 50.000 dollari alla vittima. A parte ciò vi invito ad ascoltare un po’ delle sue esternazioni in rete.
Che volete che vi dica, ogni volta che sento qualcuno che mi cerca di spiegare come noi saremmo la civiltà e l’Iran la barbarie mi viene da piangere.
I civilizzatori della coalizione Epstein mi sembrano gli Uruk-Hai di Saruman che si lamentano degli esseri umani, perché la carne umana non ha un buon sapore.
Hai 80 anni: dimettiti. Goditi la vita se sei intelligente.
Cavolo vuoi? Sì che hai visto Berlusconi sotterrato: uno che facevano il padreterno.
Fosse intelligente potrebbe porgere le scuse all’iran e tornare a casa, nel suo bel cortile e lasciare israele al suo destino: la fossa in cui sta calando. Meglio conservare qualcosa che perdere tutto. Ma trUMP NON è INTELLIGENTE: NON VUOL VEDERE FRA I FATTI.Lo stesso, Meloni, un’altra che sta correndo spedita entro l’Abisso del suo Ego. Due Crune implacabili. Le termopili dei ricchi (o arricchiti) privi di Cultura, Ottusi, dal cuore (e cervice) chiuse alla Bellezza dell’Onesto Vivere. Ne uccide piu’ l’Avidità che le Rivoluzioni.
Ottimo, JM http://www.yourdailyshakespeare.com
Non è il solo. gli fanno compagnia Meloni, stramer(d), Merdocan, Mody Dick, e tutto il cocuzzaio che s’è fatto mantenere a sbafo dagli stupidi di mezzo mondo. Non che altrove sian filantropi ad appender salsicce nella tajga o nel deserto dei gobi,, ma almeno cercano di moderare gli eccessi. La gete che ruota attorno è composta perlopiu’ di Leccaculo infimi e paggetti pronti a dare il culo per entrare nelle grazie dell satrapo ed appena cambia il vento giran le banderuole e diventano sordi. Cosi’, il ginepraio Meloni, ovvero le Mani sulla Costituzione, (non basta piu’ sulla città- vedi gli scandali a Milano e non solo) si empie di uccelli paduli, cuculi e falchi, falchetti, colombine, in vista del colpaccio, visto che vuolsi così colà onde si puote e più non dimandare. Smarcarsi. ora è difficile, dopo le cenette eleganti atlantiche ed in quel di mar a lago, al chiaror di Luna. Sei Bellissima, ed ora sorridi, mostra di quante Grazie disponi e dispensi. Verbigrazia, non mi cada in disgrazia: gli italiani sono un popolaCCIO, SIA MAI CHE SBERTUCCINO LA dONNA aNGELO E VOTINO NO, così poi ci tocca truccare il brogliaccio, mani in pasta dalla Zia Cia…