Ci hanno raccontato che gli americani hanno avuto 3 o forse 4 vittime, ma si tratta di una menzogna sfacciata, credibile come una moneta da 3 o 4 euro: con tutte le basi Usa in Medio Oriente bombardate, non è una cifra credibile, ma è quella che può tenere politicamente a galla la presidenza, specie dopo nuove uscite di file Epstein che lo coinvolgono almeno nello stupro di una ragazzina di 14 anni. In realtà ci sono segnali che dicono tutt’altro riguardo alle possibili vittime americane. Per esempio il 4 marzo scorso l’ospedale militare americano di Kaiserlautern in Germania – la più grande struttura sanitaria del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti al di fuori degli Usa e il principale centro di evacuazione e traumatologia all’estero per i militari feriti provenienti da Europa, Medio Oriente e Africa – ha annunciato la chiusura di alcuni servizi e ha fatto pubblicare su Stars and Stripes, la rivista delle forze armate, una richiesta urgente per la donazione di sangue. E alcune fonti, esperte del settore della sanità militare, che hanno supervisionato il settore nelle guerre in Iraq e Afghanistan, dicono che stanno arrivando così tanti feriti che l’ospedale deve chiudere servizi per far fronte all’emergenza.

Un testimone oculare, anch’esso del settore, ha riferito che un aereo, prima fermatosi in Germania, è atterrato alla base di Andrews in Maryland e subito dopo sono arrivate tre mega ambulanze specializzate e un bus ambulanza che si sono diretti verso il Walter Reed Hospital di Bethesda, centro medico dedicato ai soldati feriti in guerra. Questi indizi fanno supporre che ci sia ben più di qualche sporadica vittima, perché ai feriti gravi corrisponde sempre un certo numero di morti. Ma con la base Maga in rivolta per questa guerra fatta in nome e per gli interessi di Israele è imperativo che queste notizie vengano censurate, per poi magari essere rivelate dopo l’immancabile vittoria preconizzata da Paula White, la santona che fa da consigliera spirituale di Trump.

Passando alle cose serie pare che Putin abbia mediato una sorta di cessate il fuoco offerto dal presidente iraniano Pezeshkian agli stati del golfo, promettendo che non sarebbero più stati colpiti se da lì non fossero più partiti missili o aerei contro l’Iran e gli Emirati hanno immediatamente accettato visto la vera e propria fuga del turismo di lusso che è la maggiore componente del Pil del Paese. Anche il Qatar avrebbe accettato, tanto più che sul suo territorio sono stati arrestati agenti del Mossad dediti a sabotare gli impianti di smistamento del gas naturale per poi far credere che fossero stati gli iraniani a colpirli, cosa che Teheran ha fermamente negato. E del resto ci sono i tracciamenti satellitari a dimostralo.

Insomma in realtà di questa guerra sappiamo ufficialmente molto poco: le immagini riprese dai turisti in Israele il primo e secondo giorno di guerra sono state cancellate alla partenza, le distruzioni subite vengono nascoste e così le vittime. Questo non è nello spirito dei vincitori, ma piuttosto dei perdenti che hanno voluto aggredire un Paese scomodo mentendo per la gola sulla presunta volontà dell’Iran di dotarsi di una bomba atomica dalla cui realizzazione sono volontariamente lontanissimi, sia che si tratti di ordigni basati sull’uranio arricchito di grado militare, che di plutonio. La coda di paglia dell’Usai appare chiara con l’assassinio di Khamenei che aveva proibito con una fatwa orale la costruzione di bombe nucleari. Ma le bugie più che le gambe hanno la testa corta.