Fin da ieri sera i satelliti cinesi avevano avvertito Teheran che gli aerei israeliani erano usciti dagli hangar e stavano preparandosi all’attacco: dunque l’Iran non è stato colto di sorpresa in merito al momento preciso dell’aggressione.  Qui forse vale la pena di dare una spiegazione preventiva: gli F35 non possono attaccare direttamente l’Iran, anche perché, al di là del rischio di essere abbattuti,  non avrebbero l’autonomia necessaria per andare e tornare, quantomeno nella configurazione che “garantisce” la cosiddetta invisibilità che poi è molto relativa. Per questo sono usati essenzialmente come piattaforma volante per il lancio di missili.  Ad ogni modo l’allarme precoce ha consentito agli iraniani non soltanto di abbattere alcuni missili avversari, soprattutto Tomahawk diretti verso i comandi militari della marina iraniana, probabilmente evacuati prima dell’impatto, ma di preparare una risposta adeguata. Certo la densità dell’attacco non ha potuto evitare vittime civili che non sono affatto errori, ma fanno parte di una specifica strategia volta a demoralizzare le popolazioni che gli Usa in particolare hanno adottato in tutte le loro guerre.

Al momento in cui scrivo i colpi più importanti messi a segno da Teheran e impossibili da nascondere, come quelli che hanno colpito direttamente Israele e anche Tel Aviv, sono:

  • la distruzione di un sistema antiaereo Patriot in Giordania dove si trovano anche batterie di Thaad
  • il bombardamento della base americana di Al Udeid in Qatar: sette  missili sono andati a segno e tre sono stati intercettati
  • l’attacco della base di Usa in Baharein, praticamente il centro nevralgico del sistema aeronavale statunitense nel golfo e sede del comando della Quinta flotta Usa. Qui sei missili sono andati a segno
  • una salva di missili ha inoltre colpito la base di Al Dhafra, situata  a 30 km da Abu Dahbi e sede del 380° Air Expeditionary Wing, nerbo della componente di ricognizione e rifornimento in volo dell’aeronautica Usa

Da questo momento colpi attacchi e contrattacchi si susseguiranno fino a che  Israele e Usa avranno missili da lanciare. E siccome la tattica iraniana è quella di lanciare assieme ai missili anche droni pesanti, le difese si esauriranno in un tempo relativamente breve. In apertura una significativa tabella che falsifica come meglio non si potrebbe, la sordida menzogna dell’attacco preventivo: l’Iran non ha mai attaccato nessuno, mentre gli Usa hanno al loro attivo decine di aggressioni. E ci si ferma al 2011 prima della questione iraniana.