In questi mesi parlando del caso Epstein, ho più volte insistito sul fatto che la capacità di ricatto sviluppata da questo sionista estremo e suprematista ebraico, legato al Mossad, avrebbe dato qualche carta da giocare anche a Tel Aviv. E infatti si rimane senza fiato di fronte al fatto che il massacro di Gaza sia potuto passare senza sostanziali reazioni, anzi mobilitando persino un concreto appoggio a questa operazione. Naturalmente, dal momento che questa tesi tracciava una linea retta tra due eventi più che plausibile, è stato accolta con scetticismo o noncuranza, come si trattasse dell’ennesima “impossibilità” di una lunga serie che, come la rana bollita, ci ha portati allo stato attuale. Ora però cominciano a emergere elementi che vanno proprio in questa direzione, ovvero quella che il governo di Netanyahu si serve dei segreti di Epstein, alcuni dei quali ha evidentemente ereditato, per attuare politiche estreme, inammissibili sul piano delle relazioni geopolitiche senza far entrare in gioco questo elemento.

Nell’ultima puntata del programma “Going Underground”, condotto da Afshin Rattansi, un celebre presentatore inglese, poi caduto in disgrazia per le sue posizioni sull’Ucraina, Ari Ben-Menashe, ex ufficiale dell’intelligence israeliana, ovvero di quel Mossad per cui Epstein in sostanza lavorava assieme alla compagna Ghislaine Maxwell, ha detto che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sta ancora conservando i peggiori fascicoli di Epstein per usarli contro l’élite statunitense qualora Washington dovesse stringere un “accordo” con l’Iran invece di bombardare il paese. Ecco le sue parole esatte: “Se si raggiungesse un accordo tra americani e iraniani, e le cose dovessero muoversi in quella direzione, Netanyahu cercherebbe di sabotarlo. Uno dei suoi metodi sarebbe la pubblicazione di materiale su Epstein che coinvolgerebbe funzionari del governo statunitense, incluso Trump. Porterebbe alla luce materiale nuovo, inedito. Ci sono altri funzionari oltre a Trump.

Ben-Menashe è entrato via via in disaccordo le politiche sioniste e attualmente vice in Canada da dove esprime la sua convinzione che Israele stia nascondendo informazioni sensibili che renderebbe pubbliche se percepisse Donald Trump e, in generale, la sua amministrazione come una minaccia. Nel corso della trasmissione ha anche affermato che il servizio di intelligence britannico MI6 starebbe collaborando con Israele in relazione alle rivelazioni su Peter Mandelson, amico e consigliere di Blair che contribuì in maniera determinante a spostare il Labour su posizioni neoliberiste. E che sempre il MI6 abbia creato la favola di un coinvolgimento dei servizi russi in questa faccenda arrivando addirittura a dire che Epstein fosse un agente russo. Cose per gonzi e che tuttavia i giornaloni continuano ad incartare per i loro lettori nonostante dagli stessi file emerga chiaramente che la Russia e Putin erano nel mirino della governance occidentale. Insomma Netanyahu sarebbe intenzionato a sabotare un accordo tra Stati Uniti e Iran con la tacita minaccia di rivelare parti particolarmente compromettenti del materiale di Epstein in suo possesso. E la stessa cosa avrebbe fatto in passato quando si è trattato di distruggere la Striscia di Gaza. Ben-Menashe ha anche parlato del fatto che Netanyahu pensa che la Casa Binaca voglia liberarsi di lui per il pericolo che usi le armi nucleari contro l’Iran. E che in questo gioco sia entrato in pieno il principe Andrea come utile idiota di Jeffrey Epstein.

Utile o non utile il principe Andrea è senz’altro un idiota. Ma gran parte di questo mondo che costituisce di fatto la governance occidentale, sta mostrando non solo la sua corruzione, il vuoto di concezioni, ma anche la sua inettitudine. Adesso non ci si preoccupa nemmeno più di coprire ogni più scellerata azione, con quella patina di valori con cui nel passato giustificava ogni cosa e a cui erano particolarmente attaccati i milieu politici europei che dovevano far passare la Ue, un costrutto visibilmente oligarchico, come il massimo della democrazia e della pace. Ora sono in lutto per la perdita della vernice che, temono, possa scrostarsi anche dalle magioni del potere di Bruxelles. Ogni più abietta manovra è squadernata davanti a noi: giovedì davanti alla Commissione bancaria del Senato, il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha dichiarato esplicitamente che gli Usa hanno deliberatamente causato una crisi finanziaria in Iran con l’obiettivo di fomentare disordini civili nel Paese. Insomma tutta questa stagione da basso impero appare disegnata chiaramente nei file di Epstein finora pubblicati: i popoli e le loro aspirazioni sono trattati come le loro vittime bambine.