Dieu que la guerra est jolie. Per qualcuno almeno che le armi non le prende, ma le vende, per qualcun altro che si appresta a banchettare con le spoglie dello Stato sociale, per chi specula sul clima e per chi ha bisogno dell’odio, ovvero di un nemico per rimanere al potere. Certo l’Europa dei volenterosi non se la passa proprio bene nel gestire la strana guerra contro la Russia, condotta attraverso il sangue e la carne degli ucraini, perché adesso devono pure fare la guerra contro i propri cittadini. Il combinato disposto, tra aumento folle dei prezzi dell’energia, le enormi spese per sostenere il regime ucronazi di Kiev, la perdita di molti mercati, a parte quello russo, e adesso la necessità di sacrificare il vitello grasso a Trump optimo maximo, ha fatto scattare tutti gli allarmi di emergenza.

La Gran Bretagna ha 50 miliardi di sterline di buco nel bilancio e dovrà chiedere aiuto all’Fmi, mentre la popolazione si impoverisce a vista d’occhio, le pensioni sono sempre misere, la sanità pubblica sempre più assediata, i salari falcidiati dall’inflazione. È ciò che il Fondo monetario, internazionale di nome, made in Usa nella realtà, richiede per aprire i cordoni della borsa. In Francia il governo Bayrou è di fatto dimissionario, visto che il prossimo 8 settembre si voterà un provvedimento che toglie la bellezza di 44 miliardi di euro al welfare. E non tutti i partiti e partitini che formano la costellazione politica attorno a quel genio di Macron non ci staranno: i sindacati si stanno già ribellando e sono rispuntati fuori anche i gilet gialli. La Germania è in condizioni analoghe, anzi peggiori, perché non gode nemmeno di quel po’ di energia nucleare che almeno Parigi produce. Con una industria in discesa libera, meno 2,5 per cento solo nella prima metà di quest’anno, si trova a dover abbandonare il proprio modello economico e con esso ciò che comportava: Merz ha già annunciato che la Germania non si può più permettersif lo Stato sociale.

Questo è naturalmente solo l’inizio perché il modello europeo di pace sociale si fondava proprio su una serie di interventi pubblici che ammortizzavano le tensioni. È pur vero che da tempo la Ue aveva cominciato ad aggredire il welfare, servendosi anche dello strumento dell’euro, che trasferiva la flessibilità delle divise nazionali di molti Paesi, tra cui l’Italia, sulle spalle di stipendi, salari e pensioni, lasciandoli al palo. E adesso persino la Germania che aveva beneficiato enormemente della moneta unica, si trova in grave difficoltà. Basterebbe questo sintetico panorama per mostrare quale sia la reale misura della vittoria che la Russia sta conseguendo in Ucraina: i suoi avversari avevano pensato di destabilizzarla politicamente e invece si sono destabilizzati da soli.

È fin troppo chiaro a questo punto che non soltanto la Ue è entrata in una grave crisi esistenziale, ma che l’unica risposta che potrebbe dare, assieme ai vari governi nazionali, è esattamente quella sbagliata. Invece di abbandonare i propositi di guerra di lunga durata e riottenere così energia a basso costo, sta cercando un’uscita autoritaria alla sua crisi. Il tentativo di bloccare le libere opinioni è il primo segnale: era già comparso al tempo del covid, quando esprimere dubbi e riportare fatti scomodi, rischiava di mettere in crisi uno dei più sporchi affari del secolo e di arrestare l’introduzione di controlli asfissianti sulla popolazione. Ma poi si è andati più avanti in questo processo distruttivo: adesso in Gran Bretagna 30 persone al giorno vengono arrestate per aver espresso le loro opinioni, in Germania la minaccia giudiziaria è sempre più stringente verso chi non si arrende alle verità di Stato (la vicenda Fuellmich valga per tutte) dimostrando, come del resto avviene in Francia e in Italia, che la giurisdizione è tutt’altro che un potere separato da quello legislativo ed esecutivo, sancendo di fatto la fuoriuscita dallo Stato di diritto. Ma è solo l’inizio, quando non basterà più, a questo milieu politico di burattini e pagliacci verrà ordinato di ricorrere alla forza contro le proteste che monteranno, nonostante l’ipnosi profonda di cui molti soffrono che consiste nel rifiuto di nuotare politicamente e nel galleggiare facendo il morto. Fino a che le meduse prodotte dall’inquinamento etico e materiale delle oligarchie non li morderanno. Allora la sonora sconfitta subita dalla Russia si trasformerà in una nuova guerra contro i propri stessi cittadini.