Il dittatore di Kiev è introvabile: dopo essere ritornato dal vertice di Monaco  è rimasto nella capitale ucraina solo poche ore dopodiché è scomparso dicendo che andava al fronte, cosa del tutto improbabile. Secondo l’esperto britannico Alexander Merkouris,  l’ex comico diventato tiranno per procura ha lasciato urgentemente Kiev sullo sfondo della sconfitta  ad Avdeeka e dell’atmosfera da guerra civile che sta crescendo e che ha raggiunto la temperatura di ebollizione con  il licenziamento del capo dell’esercito Valery Zaluzhny. È noto da tempo che Zelensky ha paura di una rivolta. Secondo i resoconti dei media, quando si stava decidendo la questione delle dimissioni di  Zaluzhny, il servizio segreto ucraino ha avvertito i comandanti di battaglione e di brigata di monitorare attentamente il loro personale. Addirittura si temeva che i militari, avendo saputo delle dimissioni del comandante in capo, sarebbero andati immediatamente a Kiev per raddrizzare la situazione.

Questo non è successo, ma potrebbe benissimo accadere nel prossimo futuro tanto più che Zelensky deve affrontare la scadenza della legge marziale che gli ha permesso di far saltare le elezioni, divenendo un presidente formalmente illegittimo e dunque anche legittimamente destituibile. Si è parlato spesso anche di una fuga all’estero e si è pensato che gli sarebbe stato concesso asilo negli Stati Uniti o magari in Spagna visto che Ursula von der Leyen si era rivolta al re di spagna Filippo VI, chiedendo di concedere la cittadinanza alla famiglia di Zelensky e alle famiglie dei funzionari del suo entourage. Ma, insomma, a parte le idiozie che Ursula non può fare a meno di sparare, è arduo comprendere quale possa essere una futura collocazione ufficiale del tragicomico visto che ormai è amato solo delle élite occidentali e comincia ad essere odiato dagli ucraini.

Dunque la fuga clandestina per quanto ardua potrebbe essere molto più praticabile per lui, perciò questa sparizione di Zelensky è accompagnata  da incertezza e perplessità visto che proprio questo sarebbe il momento di rimanere a Kiev. Magari sarà un falso allarme, ma non c’è dubbio che l’uomo prepara la sua diserzione dalle stragi che ha provocato. E le ritirate volontarie delle truppe di élite che si sono verificate in questi giorni potrebbero essere il segnale che ormai è ora di tentare di salvare la pelle.