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I nuovi tiranni

118236820_oSpesso siamo quasi trascinati dal linguaggio, dalla semantica e dalle attribuzioni automatiche di valore come fossero binari del discorso e viaggiamo veloci senza accorgerci di essere su rami morti che non portano da nessuna parte o dove stazionano i convogli dei pensieri senza riuscire né a tornare indietro né ad andare avanti.  Per esempio sono quaranta anni che sento magnificare la democrazia come uno degli elementi destinati a rendere più difficili la guerra dovendo avere comunque un consenso esplicito al massacro: ora può darsi che in anni lontani, prima che la democrazia stessa divenisse un fatto eminentemente formale, questo fosse almeno in parte vero, ma oggi  somiglia a una barzelletta: basti soltanto pensare che il recente attacco alla Siria, potenzialmente in grado di scatenare un conflitto globale, preso sulla base di pretesti fabbricati ad arte, senza alcun attacco o minaccia diretta, senza alcun mandato dell’Onu è stato atuato senza il voto dei parlamenti, anzi senza nemmeno consultarli. Insomma alla maniera dei regimi autocratici.

Dunque ci si trova non solo ad affrontare una visione della società che rinnega i diritti conquistati, la giustizia sociale  e la solidarietà, ma che in ogni sua azione anche esterna si comporta con lo stesso cinismo delle dittature. Del resto andando a studiare l’era coloniale ci si accorge facilmente che spesso le conquiste o le azioni esterne si sono accompagnate alle repressioni interne e questo è particolarmente evidente in Francia dove la battaglia sociale che a partire dalle ferrovie divampa ormai nelle università, nel settore elettrico e in quello chimico ha avuto come risposta la repressione poliziesca e il lancio di missili sulla Siria come distrazione o compensazione col il soldo della grandeur. Peccato che i missili francesi di ultima generazione o non sono partiti a causa di malfunzionamenti o sono stati abbattuti. Quella che si chiama una vera figura di merda e che rende ancor più necessaria la commedia dei gas nonostante che essa sia stata ormai ufficialmente smentita e decostruita dall’Onu attraverso l’ Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche. Macron è davvero la  linea comica” di questo dramma proprio perché è il più scoperto,il più ignorante e forse anche il più mentalmente disturbato.

Tuttavia questa marea di menzogne percepibili anche da un bambino stanno a indicare una cosa sola: che le elites si sono completamente separate dai popoli a cui offrono, attraverso un informazione divenuta pura propaganda universale, una narrazione che serve a nascondere il furto di democrazia e lo stato di soggezione a cui vogliono portarlo. Anzi serve a far sentire le vittime colpevoli delle loro stesse disgrazie. Questa è gente che vive ormai di scuole e di università private (preferibilmente americane che educano con più efficacia e convinzione  ai piaceri della disuguaglianza sociale, se non all’assenza di società), che scientemente distrugge la scuola pubblica per ricreare l’analfabetismo funzionale che gli serve, che sta distruggendo ogni welfare, che vuole fare della sanità soltanto un affare lucroso, che scippa le pensioni conquistate col lavoro di una vita, che parla inglese perché non sa esprimere nient’altro che il proprio interesse e il proprio spirito di classe raggiungendo abissi di stupidità e di ignoranza. E’ lo stesso ceto che è riuscito a raggirare l’ingenuo internazionalismo socialdemocratico attraverso la pseudo Europa e la sua pseudo costituzione che in realtà è un trattato aziendalista grazie al quale è stata creata la moneta unica e le sue demenziali necessità. Questa specie di patria del denaro sfrutta e corrode i Paesi al loro interno grazie anche al contributo dei tanti che non hanno capito o di chi ha capito benissimo la nuova distinzione tra basso e alto e vuole salire sul tram, magari come bigliettaio.

Questo mondo finirà per implodere dall’interno, roso dalla sua feroce incompetenza e dal suo denaro creato dalla cenere e che ritornerà in cenere, ma soprattutto e in tempi più brevi, dalle spallate che verranno da fuori, abbastanza forti da far cedere il legno marcio che si finge acciaio. Persino la tracotanza delle armi si rivela sempre più spesso debolezza. Del resto i criteri, i vagli messi in piedi in questi decenni favoriscono la deresponsabilità (permettetemi il neologismo)  e il dilettantismo delle nuove generazioni di padroni e padroncini qualunque fantasioso nome si diano, che come accade per i rampolli delle dinastie industriali, non sono all’altezza dei padri e dei nonni, annegano in un vacuo cosmopolitismo del malgusto e dell’inezia. Non hanno radici e dunque nemmeno futuro, né  si potranno nascondere fra la loro servitù acquisita quando arriverà la tempesta che essi stessi stanno scatenando.

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