Giuliano Ferrara dopo aver battezzato e salvato dalla lapidazione interi vagoni di procaci maddalene, ora cerca ristoro dall’atmosfera mefitica che egli stesso contribuisce a creare, rifugiandosi nell’aria pura del ’94, nel mito fondativo del Pdl. Agogna la purezza. Il fatto è che dopo vent’anni di miasmi e di schifezze si è perso il senso dell’olfatto oltre che la bussola e si può prendere per profumo quello che in realtà è sempre stato un insopportabile fetore.
Cos’è questo mito fondativo? Un discorso con la calza, il famoso sondaggio telefonico in diretta di Mentana poi rivelatosi falso, pochi mesi di governo in cui non è stato fatto nulla se non una massiccia propaganda del nulla per mettere a punto l’arma mediatica. E del resto le intenzioni di Berlusconi erano sempre le stesse: la discesa in politica per salvare se stesso facendo finta di salvare il paese da un immaginario comunismo che non esisteva più.
Altro che mito fondativo, quelli erano solo i prodromi di quello che vediamo oggi: l’affarismo corrotto e corruttore che tenta di salvarsi anche a costo di buttare a mare le istituzioni e il Paese, l’assenza di politica che ahimè coinvolge anche l’opposizione, un governo fatto di trucchi, di faccende opache, di scambi tra cricche, di degrado sociale. Tutte cose sulle quali s’innesca la degenerazione di un uomo e di un’intera classe dirigente incapace e ruffiana.
Il berlusconismo in realtà trova il suo mito fondativo proprio in questi ultimi due anni, quelli in cui la sua essenza si è manifestata a pieno. La calza usata per spacciare un miracolo fasullo non era che il debutto di ciò che oggi viviamo, una bugia estetica che peraltro rimanda alle notti di Arcore. Non c’è nessuno spirito originario da recuperare, nessuna speranza logorata, nessun tralignamento, c’è anzi la radicalizzazione del solo progetto in campo: la salvezza di Berlusconi e più in generale della corruttela come strumento di economia e di governo. Il liberismo all’italiana.
Certo gli aruspici e i sacerdoti del berlusconismo con questa balla del mito fondativo si stanno preparando l’alibi nel caso i piani del Cavaliere andassero male, si costruiscono una verginità ideale, parlano dello spirito del ’94 che la malvagia sinistra ha impedito si realizzasse. E con questo, mentre timidamente cominciano a prendere le distanze, partecipano a pieno del reale mito fondativo: la menzogna.


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il mio commento risulta anonimo, ma è il mio.Per una svista ho dimenticato di apporre nome e cognome
Berlusconi non cadrà. La sua testa non verrà giù per un’ opposizione cieca e sorda, che regge il gioco senza metterci la faccia. Gira intorno al dittatorello facendo finta di attaccarlo e si aspetterebbe che masse oceaniche di persone, con problemi grandi quanto una voragine scendesse da sola in piazza.Intanto se l’opposizione fosse tale comincerebbe a parlare di Vilipendio verso le istituzioni e la figura di un presidente che vorrebbero deporre, per dare lo scettro in mano al loro capo e nutrirsi di una cortigianeria che neanche ai tempi del re sole era tale.Nel frattempo come da copione si stanno abolendo i referendum, si promuove la figura di Lassini per fare incetta di voti, in quanto le pubblicità occulte ruotano intorno a una strategia precisa. Si fa finta di litigare con Tremonti dando il senso alla gente che ormai questo partito è logorato al suo interno. Ma loro sono ben coesi quanto una pigna e tranquilli poichè si stanno disgregando gli ultimi cocci di una democrazia caduta sotto la scure di un uomo che ha avuto la capacità di appropriarsi di tutto e di dire con quella bocca tutto ciò che vuole. La gente recepisce il messaggio e si tiene alla larga, pronta ad osannare il Barbaro che con i suoi spudorati metodi ha messo in scacco la Democrazia.