Senza alcuna vergogna l’onorevole camorrista Cosentino si è dimetto da sottosegretario. E naturalmente come quei servi senza stile che non sanno accettare del tutto le necessità del padrone, parla.  Dice che si è dimesso per contrastare le manovre interne ed esterne “poste in essere per fermare il cambiamento”.

Questo pappagallesco uso di parole nobili in bocca a ceffi del genere è una repugnante caratteristica del berlusconismo. Ma nel caso specifico ha una valenza reale: il cambiamento in senso criminale del Paese. Ed è la parabola del premier: dal mi consenta a cosentino.