Non sarò tra quelli che assisteranno al processo farsa a Maduro o che guarderanno le foto e i filmati, perché c’è un limite a tutto e chi è affascinato da questa indecenza vuol dire che è stato contagiato dalla stupidità e dalla volgarità generalizzata. Piuttosto c’è da domandarsi quali siano state le ragioni per questo colpo di mano che non ha precedenti: prima almeno, come nel caso di Allende, si faceva finta che fossero stati i diretti avversari politici, ovviamente armati dalla Cia, a rapire e uccidere. È accaduto innumerevoli volte da Diem in poi. Tuttavia in questo caso il rapimento di un presidente che significato può avere, visto che poi il governo venezuelano socialista è ancora in carica? Certo adesso comincerà la destabilizzazione del Paese, anche ammesso che le cosiddette opposizioni politiche e armate che presentano la lista della spesa a Washington, non abbiano già reso il Paese instabile da 25 anni a questa parte. Tuttavia proprio questo nuoce agli affari e alla gestione del petrolio che gli Usa voglio succhiare.

E allora? Bè possiamo partire dal 2 gennaio, un giorno prima del fattaccio. In quel giorno, secondo un video che circola in rete, un alto dirigente della China National Petroleum Corporation, tale Lee Wei, è stato allontanato con la forza dal suo albergo nel centro di Caracas. Secondo i resoconti di testimoni oculari, gli agenti dell’intelligence venezuelana avrebbero fatto irruzione al Marriott Hotel alle 3:47 del mattino, utilizzando jammer elettronici per interrompere tutte le comunicazioni in un raggio di sei isolati, strumenti che non sono in dotazione alle forze di polizia del Paese. Il suo computer portatile criptato sarebbe stato sequestrato insieme a documenti che, a quanto si dice, contenevano codici finanziari per accedere a 15 miliardi di dollari di linee di credito cinesi di emergenza. Il governo venezuelano ha affermato che Wei era coinvolto in attività finanziarie illegali.

Tutto questo è davvero molto strano perché in quel giorno stesso il presidente Maduro ha incontrato a palazzo Miraflores, Qiu Xiaoqi, un diplomatico cinese che è l’inviato speciale della Cina per gli affari latinoamericani e caraibici. Lo scopo dell’incontro è stato descritto come la riaffermazione dei legami strategici tra Cina e Venezuela, alla presenza di alti funzionari, tra cui l’ambasciatore cinese in Venezuela, Lan Hu. Se ne deve dedurre che il video è un falso, realizzato tuttavia in maniera professionale con il quale qualche ramo dell’intelligence americana ha voluto mandare un messaggio. Quale? Sembra abbastanza semplice decrittarne il significato: Maduro è stato rapito per dare un segnale tipo Gheddafi. Non si può vendere petrolio in una valuta diversa (in questo caso lo yuan) dal dollaro. Chi lo fa, come il governo bolivariano che appunto vendeva oro nero a Pechino in divisa cinese, rischia grosso, perché ciò che tiene in vita l’America è proprio il petrodollaro, ovvero l’utilizzo del dollaro come moneta di scambio universale. Se ciò viene meno, il biglietto verde diventerebbe immediatamente carta straccia, se volessimo riferirci ai fondamentali economici reali degli Usa. Ma se tutti i Paesi sono costretti con le buone o con le cattive a usare dollari e accumularne riserve, allora è chiaro che tutti insieme sono costretti a tenere alto il valore della divisa statunitense.

Quindi impadronirsi delle riserve petrolifere venezuelane che sono ingentissime, è solo una parte della storia che in realtà è una sorta di doppia rapina con sequestro, perché quel petrolio adesso non solo verrà gestito dagli Usa o almeno quella è l’intenzione, ma venduto solo in dollari. Questo non fermerà la dedollarizzazione in corso ormai da alcuni anni, ma mostra a quale livello di disperazione siano ormai gli Usa, costretti a rapire o uccidere presidenti, pur di continuare a detenere il potere monetario, che è anche quello rimasto: un’invasione del Venezuela sarebbe improponibile da un punto di vista militare, così come un’invasione dell’Iran. E allora si minacciano personalmente presidenti e responsabili di governo. Questa non è più politica estera, è mafia.