Negli ultimi giorni di Bisanzio i miracoli non mancavano di certo e in ogni caso si immaginava che il mantello della Vergine Maria (Hagia Sophia) avrebbe impedito ai turchi di conquistare la città e quell’ultimo brandello dell’impero romano. Si perché al tempo quello era ancora considerato impero romano e il termine bizantino fu inventato solo un secolo dopo la presa della città. Questo in realtà è stato il cuore del problema, perché un impero romano esistente proiettava un’ombra densa sui tentativi di fare del Sacro romano impero il vero successore di Roma e della Chiesa cattolica quella universale. Così l’Occidente non aiutò mai Bisanzio, ma anzi se possibile contribuì ad affossarlo, depredando la città in varie riprese molto peggio dei turchi.

Basta, rinuncio a farmi prendere la mano dal vizio della storia e torno a tempi assai più recenti, anzi a ieri. L’introduzione mi serviva per dire che, al tempo dell’assedio, sui turchi a Costantinopoli si diceva di tutto su di loro, persino che fossero antropofagi. Il presagio della sconfitta porta anche a questo e infatti pochi giorni fa l’intelligence militare ucraina ha presso a far circolare la voce che i russi sono talmente disperati che nella regione di Zaporizia, si mangerebbero tra di loro. È stata persino citata una presunta e fantasiosa intercettazione nella quale un soldato russo diceva “Ci mangeremo a vicenda, qui è tutto una merda. Cerchiamo qualcuno più giovane, stiamo affilando i coltelli”. Sulla base di questo i servizi ucraini hanno decisamente affermato che “Il cannibalismo sta diventando una pratica comune tra i soldati russi”.

Si tratta ovviamente di una storia così assurda, grossolana e grottesca che costituisce un preciso segnale di disperazione, il momento in cui non si sa più davvero cosa dire e l’unica via d’uscita è di mostrificare al massimo il nemico. Ma forse è proprio il cannibalismo il motivo per cui, in media, i russi restituiscono 1000 corpi ucraini in cambio di 23 corpi dei loro. Infatti la cosa drammatica non sono tanto queste lugubri e ricorrenti invenzioni – i russi erano divenuti antropofagi anche per i tedeschi del tardo 1944 – ma il fatto che esse possano essere credute dai molti imbecilli occidentali ormai  disposti a dar credito a qualsiasi fola, anche la più volgare, pur di superare lo choc della sconfitta. La Sacra romana Nato non può essere battuta e perciò gli avversari devono essere il più possibile ripugnanti. Il che dopo Freud è piuttosto pericoloso perché ai nemici vengono attribuite le proprie inconfessabili pulsioni.

Purtroppo la patetica credulità dell’uomo della strada occidentale è dimostrata non sono soltanto dagli oroscopi che entrano nel servizio pubblico e dagli spot pubblicitari, ma anche dal continuo susseguirsi nel tempo di idiozie tipo che i russi combattono con le pale, hanno finito i missili, Putin ha un cancro terminale, i cespugli troppo alti hanno fermato la controffensiva ucraina, i soldati di Mosca combattono senza scarpe e senza calze, tutte orribili e palesi sciocchezze inventate per convincere l’opinione pubblica europea che basterà una spinta, un altro prestito, un altro pacchetto di armi, una no-fly zone, una forza di spedizione, e la vittoria sarà nostra. I generali e i politici sanno che  questa è una fesseria, ma stanno al gioco, sia perché per loro è inconcepibile essere stati sconfitti, sia perché sono i primi su cui l’onta finisce per ricadere. 

Del resto i cinesi non mangiavano i bambini, come affermava Berlusconi non rendendosi conto di essere un tantino fuori tempo massimo per queste cavolate? Ora manca una sola cosa: una buona ricetta per la carne umana che contenga tradizione e innovazione, da presentare a Masterchef per la gioia dei finti gourmet da piccolo schermo. Filetto di russo flambé… o fa troppo anni ’80? Meglio in brodo di rape con fiori di calendula. Le rape occidentali amano queste preparazioni.

Siamo davvero agli ultimi giorni di Bisanzio, su questo almeno non c’è dubbio.