È quasi Natale, ma non in Russia dove la nascita di Gesù viene festeggiata il 7 gennaio, per via di quei tredici giorni cancellati nel 1582 dal calendario gregoriano e non accettati dalla Chiesa ortodossa. Insomma non siamo nell’imminenza dei festeggiamenti e così è cominciata la costruzione in serie dei missili ipersonici Oreshnik, capaci di distruggere un’intera piccola città senza nemmeno l’uso di  armi nucleari, perché il solo impatto cinetico di sei testate che viaggiano quasi 13 mila chilometri l’ora è di per sé devastante. L’arma è già stata usata un anno fa quando cancellò dalla faccia  della terra  il complesso industriale Makarov a Dnipro, uno dei più grandi del mondo, eredità dell’era sovietica, dove venivano prodotte armi di ogni genere e in particolare motori missilistici di cui si mormora abbia usufruito  Elon Musk per  mettere in orbita il suo Starlink. L’annuncio dato da Putin qualche settimana fa mentre in Europa si discuteva di guerra e di rubare i fondi russi congelati nelle banche europee, aveva un il preciso intento di mostrare alle teste di legno di Bruxelles e dei vari Paesi “volenterosi” a cosa andavano incontro.

Ma i burattini non sono rinsaviti e se hanno preferito, per il momento, sospendere il furto dei soldi russi congelati nelle banche europee, non è certo perché si facciano degli scrupoli a rapinare gli altri, ma perché questo avrebbe allontanato gli investitori dal continente e soprattutto creato una profonda spaccatura nell’Ue, o meglio ancora avrebbe allargato a dismisura le già vistose crepe in questo costrutto demenziale e dalle fragili fondamenta. In compenso però si è deciso di “prestare” a Kiev e al suo despota 90 miliardi di euro in due anni per sostenerne l’inutile sforzo bellico e, per mascherare questa dissipazione a danno dei cittadini, sono stati richiamati alle armi della menzogna, le migliori di cui dispongono, tutti i troll possibili, tutti gli ipocriti in cerca di autore e tutti gli imbecilli reperibili sul mercato dell’informazione.  Naturalmente l’Ucraina non potrà restituire nulla, anche ammesso che continui ad esistere nella forma attuale, e dunque si tratta di spese a fondo perduto che per giunta verranno reperite sui mercati finanziari a un notevole interesse. Per l’Italia si tratta di tirar fuori 13, 5 miliardi corrispondenti alla sua quota parte più le aggiunte necessarie a sostituire i Paesi che si sono rifiutati di  aderire a questo finanziamento dei cessi d’oro per gli oligarchi ucraini, ovvero Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca. Ora mi chiedo perché non siamo anche noi dentro la lista degli eretici, visto che la bancarellaia al governo ama mostrarsi come  la migliore amica di Trump in Europa e si sa che il presidente americano non ama certo l’Ue. Al contrario accetta di pagare e per giunta ci viene  a raccontare che questi vaneggiamenti sono una soluzione di buon senso, mentre di fatto è una vera e propria rapina a mano armata dei cittadini italiani.

Ma del resto questa demenza senile europea coinvolge un po’ tutti i Paesi della Ue e del consensus globalista, in primo luogo la Germania: mentre si metteva a punto questa assurda donazione è giunta notizia che uno dei maggiori Land pagatori, quelli che hanno un surplus che poi concedono agli altri Länder come perequazione fra le regioni del Paese, ovvero il Baden-Württemberg (storicamente la Svevia), è andato in passivo. Se si tiene conto che è una delle quattro regioni che sostengono, assieme a Baviera, Assia e Amburgo l’architettura federale composta da 16 Länder, si può comprendere l’entità del disastro. E nonostante questi inquietanti scricchiolii  il cancelliere BlackRock continua nella sua contrapposizione alla Russia che è totalmente priva di senso. Anzi è un non senso proprio dal punto di vista della difesa dell’Ucraina perché la belligeranza europea costringerà la Russia ad avanzare ancora e a prendersi Odessa o forse tutta la Novorussiya che si trova tra Kiev e il Dnepr: Mosca non ha nessuna fretta, la sua macchina bellica ha avuto qualche difficoltà a mettersi in moto, come storicamente è sempre accaduto, ma adesso funziona benissimo e può permettersi di continuare all’infinito, con perdite minime e soldati che vengono usati a rotazione, con ampie licenze.

Tuttavia in Europa il rifiuto della realtà, sostituita da una narrazione insensata e deprimente per i cittadini, è ormai all’ordine del giorno di ogni riunione al vertice. Ho il forte sospetto che l’Ucraina e la Russia c’entrino solo come pretesto per cercare di tenere in vita un costrutto già ampiamente morto e anzi di tirarlo per i capelli nel delirio degli Stati uniti d’Europa in modo da seppellire definitivamente ogni espressione democratica che ha la sua radice nei singoli Stati e non certo nell’Unione che ha un Parlamento barzelletta che nemmeno può legiferare. Non è un caso se due dei Paesi che mettono in primo piano la loro belligeranza, siano Francia e Germania, entrambi governati da dirette espressioni dei poteri finanziari. Basta fare due più due.