Non so se a Pasqua occorra essere più buoni come a Natale, ma nel dubbio eviterò le polemiche da strapaese sulla Meloni e del suo atto di omaggio a Washington peraltro obbligatorio, eviterò persino di infierire sulla pseudo sinistra massonica per la clamorosa sconfitta che le loro tesi post ideologiche hanno subito a Monfalcone e cercherò invece di mettere il grandangolo temporale, di inquadrare ciò che stiamo vivendo in una visione di lungo, di lunghissimo periodo che ci permette di evitare la focalizzazione su singoli personaggi o eventi per privilegiare un racconto più aderente alla realtà complessiva. Bene, ciò che stiamo vivendo è la fine di una lunga ondata della storia iniziata 500 anni fa con la scoperta dell’America: le risorse disponibili in quel continente praticamente vergine e i cui abitanti furono brutalmente assoggettati se non sterminati hanno dato vita a quattro secoli di dominio e di imperialismo europeo, cambiando radicalmente il terreno di gioco, per così dire.
L’Italia che gestiva il traffico commerciale dall’Asia all’Europa ne fu rovinata, piccole potenze marginali come Spagna e Portogallo vissero invece un “siglo de oro”, ma soprattutto l’Inghilterra riuscì ad emergere dalla logica dello scontro europeo per fondare un impero mondiale che poi pian piano venne assorbito dalla sua ex colonia statunitense. La Francia fu rovinata proprio dal Re Sole che invece di focalizzare le forze del Paese per contendere le ricche colonie americane e quelle asiatiche dove cominciava lo sfruttamento intensivo, si fece invischiare in conflitti europei di scarsa importanza, mentre la Germania non esisteva, era un caos di staterelli e avrebbe dovuto attendere due secoli prima che un certo Fichte scrivesse i Reden an die deutsche Nation. La Russia dal canto suo, ancora in formazione, era sostanzialmente impegnata nella conquista delle terre rimaste in mano ai khanati mongoli e turchi anche se si preparava a sconfiggere gli imperi polacco e svedese e alla fine è stato l’unico Paese dell’Europa che si è sottratto al dominio americano. L’Asia che nel ‘500 aveva il 65% della produzione di beni planetari e grosso modo il 55% della popolazione mondiale, subì un crollo, drammatico scendendo sotto il 20% . Si tratta ovviamente di stime fatte dagli storici, ma che disegnano abbastanza bene la situazione.
Però dopo secoli di sfruttamento intensivo il continente americano ha cominciato a dare segni di stanchezza produttiva e – se proprio vogliamo mettere delle date – possiamo riferirci al 1970 quando gli Stati Uniti, allora il maggior produttore di oro nero al mondo, superarono il picco di produzione di petrolio convenzionale e furono costretti ad importarlo, cosa che portò poi a recidere il legame tra dollaro statunitense e oro. Qualcosa che ebbe effetti epocali perché è proprio in quegli anni, con il petrodollaro, che cominciò ad affacciarsi un tipo di economia basata non sulla produzione, ma sul consumo: sfruttando la posizione dominante del biglietto verde negli scambi internazionali Washington poté stampare quanti dollari voleva, senza conseguenze sui corsi dei cambi, e diventare così una nazione vorace di beni e sempre meno disposta a produrli in proprio. Il terreno di coltura per il neoliberismo globalista era pronto e concimato: come conseguenza diretta e immediata ha dovuto sempre più fare affidamento sul suo apparato militare per mantenere lo status quo ed evitare defezioni. Anche se poi questo gigantesco apparato ha avuto bisogno di guerre continue per essere sfamato.
Tutto questo ha fatto sì che l’Asia recuperasse il suo posto nell’economia globale. Il Giappone ha guidato la crescita con una rapida espansione della propria industria negli anni ’50 e ’60, seguito dalle quattro “tigri asiatiche” (Hong Kong, Singapore, Taiwan e Corea del Sud) a partire dagli anni ’60 e ’70. E infine dalla Cina a partire dal 1980 e dall’India a partire dal 1990. Oggi, l’Asia costituisce circa il 50% dell’economia mondiale, secondo le stime del Fmi, e si tratta di economia reale non finanziaria e non basata sui servizi come accade in Occidente e particolarmente negli Usa. Ciò che sta avvenendo nella sostanza è che il peso economico dell’Asia, dell’America Latina e in parte dell’Africa sta determinando una ristrutturazione del potere planetario che di certo non potrà essere mantenuto dell’Occidente e dagli Usa, come si è sperato dopo il crollo dell’Unione Sovietica e come si è tentato di fare con lo scasso delle democrazie e l’inaugurazione della politica di emergenza sistemica nell’ultimo decennio. Che questo stato di cose non potesse funzionare indefinitamente era chiaro, dopo le numerose crisi che il sistema neoliberista occidentale ha subito negli ultimi decenni e in particolare quella del 2008 che ha mostrato la crisi strutturale della finanziarizzazione economica.
Oggi gli Usa, superato il picco della produzione di petrolio e gas di scisto che ha animato la stagione obamiana e quindi con la prospettiva di dover di nuovo importare oro nero, gravati da un gigantesco debito pubblico e privato, con un ancor più grande deficit del commercio estero, sono sull’orlo del baratro e devono ricorrere da una parte a un drastico taglio delle spese, dall’altro a una continua pantomima come per scuotere e disorientare gli ambienti finanziari in un estremo tentativo di ricatto planetario. Dopo la sconfitta della Nato in Ucraina, gli Stati Uniti stanno cercando di esplorare i propri limiti e le proprie possibilità. E in questo senso la Nato e la Ue, che ne è la garanzia, cominciano a diventare, superflue. E i rapporti in un certo senso privilegiati con la Russia ne sono una testimonianza.
Ma il fatto storico complessivo è che la scoperta dell’America è stata alla fine assorbita e comincia una nuova era. Quindi cosa volete che ne pensi della Meloni, o di qualunque altro dei possibili presidenti del consiglio di questa colonia a forma di stivale, volata a Washington per asseverare il proprio servaggio? Che ha l’orologio indietro di 500 anni, come del resto è quello adottato a Bruxelles.


RSS - Articoli


Ecco perche’ ha ragione Putin . Ma vi pare che il merdstream ce lo dira’ mai ?
https://www.lapresse.it/esteri/2025/04/20/svastiche-a-stoccolma-per-compleanno-hitler/
In verita’ e’ tutto il nord-est europa da denazificare , non solo l’ Ucraina . Questa gente il nazismo ce l’ha nelle vene .
E con l’allargamento ue , stanno contaminando anche noialtri del sud europa . Lo vediamo nei fatti .
Israele poi , e’ meglio che taccia .
Strani questi nazionalsocialisti (il termine nazista deriva dalla propaganda ebraica) ferventi sostenitori dei loro peggiori nemici……..
Il tempo non esiste. Solo DIo , Neppure le inutili figurine che r4ppresent4no i nostri giorni e si credono iport4nti uoini di St4to. Uno str4no l4ger di zing4ri rinchiusi, infelici .Gesù h spezz4to il tempo e gli orologi inutili 4nelli di un4 c4ten4 di schi4vitù Nelle nostre c4se, le m4mme tenev4v4no un v4ngelo nel coodino e le nonne un ros4rio per connetterci col Cielo, entro un perenne Cre4zione. Oggi, noi moderni un i phone e l4 pillol4 nel comodino, green p4ss per l’Inferno. 4 noi servn Bussole, per orient4rci. 4bbi4m perso l4 port4 di c4s4.
No, l’orologio è indietro di 2025 4nni,L’imper4tore nero trump v4der h4 crocefisso i tànti Gesù b4mbino 4 g4z4 e ukr. Il truce V4nce Pil4to, port4 il P4p4 (sull4 sedi4 elettric4) 4ll4 sommità del Monte e ccrocefissolo, gli dice butt4ti, verr4nno gli 4ngeli 4 s4lv4rti visto che non veneri il vitello d4ll4 p4nnocchi4 d’oro.Eppurre lo dicevàno morto l’Imper4tore Bi4nco. Christus Vincit, Christus imper4t.Kristo non si è ferm4to 4dEboli: h4 spezzto l4 Croce (uncin4t4), lont4no d4i monti del cr4nio rom4ni, sepolcri imbi4nc4ti, 4git4ti d4 spettri. Kristo è nelle st4de, str4niero e ti sorride, d4i soi occhi 4 M4ndorl4…
Grazie per aver redatto anche oggi questo bellissimo articolo. Un appuntamento quotidiano da non perdere.
Torneremo a Fiorini?
L4ndo e gli “stornelli”?
Pezzo da incorniciare.
Buona Pasqua a tutti! Auguri in particolare a Gatto 🐈.
BUONA PASQUA.
Grazie Ele’, contraccambio di cuore!
Analisi impeccabile !
Buona Pasqua a tutti, sebbene di questi “mala tempora” la colomba abbia enormi difficoltà ad alzarsi in volo.
Confusi ma no felici… da ripetuto ossessivo cambio ora legale!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/