Debbo fare ammenda su Crosetto, il ministro dei famosi riservisti da richiamare per fare la guerra: almeno ha avuto le palle per dire che Parigi e Varsavia non hanno il diritto di parlare a nome di tutti i membri della Nato quando si tratta di dispiegamento di truppe in Ucraina. Insomma ha cercato di disinnescare la tumultuosa crescita di dichiarazioni belliche che non si sa dove possano portare e ha fatto capire che una cosa è fare la faccia dell’armi per tentare di spaventare la Russia o semplicemente per dare coraggio alla propria follia e un’altra mettersi in una situazione davvero rischiosa. Non mi pare che qualcuno abbia notato che le parole del ministro della difesa sono intrinsecamente in rotta di collisione con l’accordo stretto dalla Meloni con Zelensky anche se da un punto di vista concreto si tratta di una mera pagliacciata.
Ma è vero: anche se nel modo farsesco che le compete la Meloni, ha anticipato Macron e ha voluto conquistarsi una medaglietta ben sapendo che queste cose non si decidono a Parigi e tanto meno a Roma, ma solo a Washington che difficilmente darebbe il via libera a un’operazione di impegno diretto della Nato contro la Russia, visto che il conflitto ucraino sta diventando troppo oneroso geopoliticamente parlando e gli Usa non sono in grado di sostenere contemporaneamente la tensione con la Cina e il conflitto in Palestina. In realtà si tratterebbe di un fatto più che altro formale, di calare la maschera insomma: l’Alleanza atlantica è già presente in forze in Ucraina, ma sotto le false vesti di volontari e mercenari fasulli e sta già subendo una durissima sconfitta. Tuttavia il passaggio a una presenza ufficiale significherebbe cambiare le carte in tavola e costringere la Russia a reagire. Non è un caso che da qualche settimana la distruzione massiccia di ciò che resta degli scarsi sistemi di difesa aerea occidentali sta avvenendo tramite droni: Mosca sta risparmiando le sue scorte di missili ipersonici per affrontare il possibile scenario di dover combattere le forze della Nato e vuole avere un’ampia fornitura di mezzi non intercettabili in grado di sopraffare e sconfiggere le contromisure occidentali.
Ma le imprese parolaie di Macron il samurai de Paris che spera ardentemente di non dover seriamente fare la guerra alla Russia, trascinando la Francia in una tragedia dalla quale non potrebbe mai più risollevarsi, sono state in qualche modo accompagnate da una sorta di pazzesca strategia, completamente al di fuori della realtà, per tentare di conciliare un possibile intervento diretto della Nato con ciò che rimane della legalità internazionale: le truppe dell’alleanza si limiterebbero a surrogare in vari compiti interni le truppe e corpi territoriali, come ad esempio le guardie di confine, “liberando” 700 mila uomini ucraini per destinarli al fronte. Insomma non dovrebbero combattere direttamente contro le truppe russe: si è mai sentita una stronzata più grande di questa? Ma anche ammesso che tutto ciò sia possibile e che ci siano davvero 700 mila uomini impegnati in funzioni marginali all’interno del Paese, cosa della quale si può fortemente dubitare, quanti andrebbero sul serio al fronte, visto che già oggi c’è una fortissima resistenza agli arruolamenti e stanno sorgendo gruppi partigiani ostili al regime di Kiev, alla guerra e alla Nato? Siamo sempre all’interno di una crudele favola nella quale si tenta di non vedere che ormai l’Ucraina è un Paese distrutto, una specie di ologramma occidentale la cui proiezione sullo sfondo dei media diventa di giorno in giorno più difficile.
Queste sparate sono come il gran finale dei fuochi artificiali, pum pum pum, ma tutti sanno che la festa è finita, fa freddo ed è l’ora di tornare a casa, fin che c’è ancora. Macron potrà vestirsi da samurai e agitare la katana o qualunque altra cosa la simuli, per le sue festicciole private, nella speranza che torni presto ad essere un privato cittadino. Così come tutti quelli che hanno favorito l’avventura ucraina, compresi i falsi privati cittadini che sono invece coloro che decidono per tutti nell’ombra.


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👍 Giusi
Le reazioni suicide e stizzite di kiev alla proposta vaticana, non stupiscono piu’ di tanto, anzi eran scontate a dimostrare l dipendenza ed inconsistenza della sovranità ukr, dipendente dalgli usa che ne detengono la proprietà territoriale ed ammministrativa. In cina, nel 2010, dati da aggiornare, esisteva una minoranza di 30milioni di cattolici, in costante incremento. Ormai in ukr son relegati ai numeri di una setta nazistoide.In cina, invece, pochi mesi orsono, si sono aggiunte nuove diocesi e le nomine di vescovi non han creato disagi al governo locale, tanto che…Il Papa dice: «Sono pronto ad andare in Cina», dichiarazione fatta nel volo di andata in mongolia. E Pechino (non era scontato) risponde: la Cina «apprezza la benevolenza e la cordialità di Francesco e continuerà a comunicare col Vaticano», assicurando la «disponibilità a dialogo e cooperazione», la detto la portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning. Notate la legittimazione diplomatica, rimarcata.
Ora, a voi le debite riflessioni di approfondimento.
Una politica così idiota, riuscirà ad allarmare il resto del mondo che eviterà sempre piu’ rapporti, commerciali compresi, con l’europa. Non solo, costringerà questi paesi ad armarsi sempre piu’ aumentando i rischi globali ed isolandoci. L’economia chiusa al vecchio continente non porterà che regresso ed alla fine fame, dovendo sostenere conflitti locali che esploderanno causa malcontento e disaffezione. Da noi, per il momento toccati solo finanziariamente dalla guerra in ukr, si è tradotto nel crollo del voto, appena 2 punti sul quorum minimo. Incrementando le guerre, ora anche in medioriente con le navi, ovvio presagire guai peggiori e defezioni espatri copiosi, chisura aziende, disoccupazione miseria. Sempre che nel frattempo non arrivi qualche bomba, lanciata, sganciata o semplicemente posata. La tensione si sta facendo insostenibile. Ad un passo anche temporale delle sorti ed odissea ucraina. Abbiamo tanti argomenti di destabilizzazione: gruppi neofascisti, mafie, immigrazione, razzismo, costi stellari, decadenza generalizzata, Ci si pone la domanda: vale la pena stare in un posto simile? Per me la risposta è no.
Napoleon-macron… un pippero mignon!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
Sulla scia di meloni che il duce ha fatto cose belle, di trump che hitler ha fatto cose buone, dirà che zelensky ha fatto cose sante.
Gli USA tenteranno di fare diventare l’Ucraina un dito in culo permanente con i vassalli che destabilizzeranno in continuazione mettendo in difficoltà la Russia.
Dico questo perchè la nuland é stata riposta ed ora invece pensano al pacifico.
Hanno gia’ fallito, vedere alla voce numero spropositato di fab 1500 che costruiranno., MArco
Immagina se tutti gli sforzi spesi (male) nel bellico fossero stati i mpiegati in campo medico, scolastico, territoriale, ludico quale qualità del mondo potremmo gustare. Invece, l’egoismo di pochi
incupisce sin il concetto di umanità conquistato in millenni per il folle delirio d’esser padroni del mondo. Siamo alla mercè di individi malati nel cuore e nella mente. Sfilano, legiferano, si abbracciano, ma questo non li eleva dalla memoria storica che narra e ne rammenta nero su bianco le gesta di personaggi figli della bestia. Pleonastico trascrivere o anche solo citarne i nomi, tanto son riconoscibili. Differisce lo spazio temporale, ma ne rimane la contiguità ideologica, l’oscenità del male che traspare , deborda dalla loro supponenza , crudeltà soverchia e perchè no, ignoranza di ciò ch’è buono e bello nell’animo di un passante.
Questo Macrogn e´ l´ evoluzione e l´ erede genetico dei progettisti della famosa e indistruttibile “Linea Maginot”, ve la ricordate dai banchi delle elementari, quando ancora erano Scuole? Costruita per fermare i barbaren. Ho incontrato qualche anno addietro, in tempi non sospetti, quando ancora i guerrafondai EU erano in stand by (per EU intendo HI-HO scusandomi con il simpaticone dalle lunghe orecchie…da asino!!), un tedesco non affetto da Sindrome di Stoccolma che mi ha raccontato come il problema maggiore della gita della Wehrmacht verso la Torre fosse non la invalicabile Linea di difesa Maginot, gioiello del pensiero e della tecnica pre Macrognana, ma la disputa tra il comandante supremo della Wehrmacht e Göbbels e verteva sul fatto che il militare voleva arrivare velocemente a Parigi e chiudere la faccenda e il Politicante invece voleva una avanzata piu´ lenta. Fini´ a meta´ ovvero con una avanzata a velocita´ moderata !!Siamo in pericolo, come ha profetizzato Irlmeier. Ad maiora, se avremo tempo sufficiente.
https://qph.cf2.quoracdn.net/main-qimg-ea1c70aeb6a23046b6849ca3301a9570-lq
Macrogn, acronimo di uomo di cro magnon…
Diciamola tuuta, visto che settimana prossima potrebbe essere troppo tardi e forse lo sarà. Gli Usa non bleffano, possedendo armi nucleari avanzatissime ad implosione, Ovvero, invece di espandersi son concepite per l’effetto opposto. Mantenendo la massa terrestre ne accentuano la densità. Insomma, la Terra, diverrebbe grande come una pallina da tennis, una vera dura Black Rock, della consistenza di un teradiamante, altro che kriptonyte..
Rinnovo l’invito: arrivederci in paradiso, se Dio ci perdona della nostra ignavia.
🤣🤣🤣🤣 poveri coglioni.
Questi erano in fila per le siringhe, garantito!
L’atomica! Bhu!!! 🤣🤣🤣
È tutta colpa di Conte.Tornare al movimento delle origini.
La guerra occidentale alla Russia non ci sarà; e non accadrà perché c’è già stata ed hanno perso!
Resta però un fatto fondamantale: anche se non si fa la guerra, la si può sempre costruire nell’immaginario delle persone, una sorta di covid 2.0 a base di armi invece che di vaccini.
Risultato? Industria bellica che risucchia quel poco ancora destinato al paese reale, welfare e investimenti. Ossia impoverimento ancora aumentato, creazione di una economia di guerra dove tutto ciò che non è funzionale alla difesa va in soffitta ad ammuffire assieme ai vaccini covid.
‘Preferite le pensioni o le armi per la difesa di tutti’? Suona così familiare…
Solo prese per il culo per mostrare agli ucraini che hanno ancora il pieno supporto della NATO e che non sono stati solo carne da cannone usa e getta. Chi muove i principali capitali è evidente che considera l’ucraina un capitolo chiuso. Sulle principali pubblicazioni di gruppi e think tank del blocco occidentale le analisi sull’ucraina e la Russia che prima sbucavano assiduamente nei comunicati stampa ora non vengono più postate e si parla d’altro. Sui media è diventato ormai un argomento di quart’ordine mentre prima avevamo un martellamento continuo stile COVID. Mentre si parlava di nuove sanzioni alla Russia le sanzioni attuali continuano ad essere aggirate con le istituzioni che si girano dall’altro lato rendendo possibile questo, e continuano import ed export dalla Russia. La Russia sul campo di battaglia si vede chiaramente non vuole avanzare la linea del fronte e si muove a passi di formica come se ci fosse un qualche genere di accordo dietro, pur avendo via facile a sfondare adesso che l’esercito ucraino è particolarmente vulnerabile, in particolare in alcune aree chiave. La Nuland si è dimessa con il suo posto preso da uno con focus sulla geopolitica dell’estremo orient. Hanno sguinzagliato perfino il papa a chiedere agli ucraini di arrendersi. La situazione è chiara al netto delle varie dichiarazioni di qualche pagliaccio politico. Gli ucraini finché le ale estremiste dell’esercito (a cui è più difficile far digerire una resa alla Russia) continueranno ad aver peso, continueranno a sparare le ultime cartucce o tentare di organizzare attentati e sabotaggi alla meno peggio finché non si renderanno conto di essere senza speranza o fino a quando partirà un altro colpo di stato per sostituire il governo attuale. In occidente invece si travestirà il fallimento di tutti i decantati (e non necessariamente reali) obbiettivi con un cambio di politiche post presidenziali USA, o magari fingendo che il nuovo governo golpista che verrà instaurato da loro stessi non dà abbastanza fiducia o qualche ridicolo alibi su questa linea.
Robert Kennedy Jr, denuncia la weaponizzazione del congresso. Ovviamente nessuno ne parla, ma esiste anche una terza america, stanca di biden e trump.
Mi raccomando, manganellate pure lui, dopo il Papa.
Frittata di rimbanbiten:Prendere 4 uova di cui 2 andate a male da tempo.Fonzie e il suo gemello calenda. Aggiungere l’uovo di gallina piddina aggiungere l’uovo sciapo e il “frittatone è servito.Gran finale con il dessert di melone stantio e la m…a è servita.Come si può pensare che un ex five star possa votare una roba simile?Che almeno serva da lezione?Dubito…non avete capito ancora un caxxo? È grave.
L’arma nucleare che distrusse Hiroshima aveva una potenza esplosiva di 15 chilotoni ed è quella che oggi sarebbe descritta come un’arma nucleare piccola o “tattica”.
La Bomba Zar è stato il più potente ordigno all’idrogeno mai sperimentato. La bomba, il cui nome in codice era Big Ivan, fu progettata in Unione Sovietica da un gruppo di fisici coordinati da Andrej Sacharov tra luglio e fine ottobre del 1961.
L’esplosione della Big Ivan, poi nota come Bomba Zar, arrivò a generare una potenza di 50 Megatoni, equivalente a 50.000.000 di tonnellate di tritolo. Il fungo atomico arrivò a coprire un’altezza di 64 chilometri. Non inganni il confronto: 15 contro 50, ma megatoni, 1000 volte i kilotoni. Ammesso e non concesso che la Russia possa esser inferiore tecnologicamente, resta comunque letale. O son pazzi o non immaginano gli sviluppi dopo 60 anni, oppure sanno tutto e voglion il botto finale per vedere l’effetto che fa. Si potrebbe andare tutti quanti all’ukr comunale e gridare è scappato il bombone per veder di nascosto…
la bomba Zar in realtà aveva ed avrebbe una potenza di 100 mt, solo che nella sperimentazione, non sapendo esattamente quali sarebbero state le conseguenze, i Russi decisero di ridurne la potenza, qui un’interessante spiegazione:
“… Sacharov e i suoi colleghi progettarono la Zar Bomba come una H a tre stadi, secondo lo schema concatenato fissione-fusione-fissione. La potenza massima di 100 megatoni doveva essere raggiunta quando, dopo le prime due fasi, si fosse innescata la fissione del terzo stadio di uranio 238 che doveva avvolgere come uno scudo il primo stadio al plutonio 239 e il secondo stadio a deuterio e litio, questo destinato a trasmutarsi in trizio per fondersi al deuterio creando elio ed energia.
I sovietici decisero però di moderare di molto la potenza dell’ordigno, per evitare che la fissione del terzo stadio creasse una troppo pericolosa ricaduta radioattiva. Così, all’atto dell’esperimento pratico, l’uranio 238 del terzo stadio venne sostituito con una sorta di “cuscino” di piombo.
Fu per questo motivo che la Zar Bomba, anche se realmente in grado, da progetto, di scatenare 100 megatoni, ovvero 8.300 volte la forza dell’atomica di Hiroshima, sviluppò invece “solo” 57 megatoni quando venne collaudata il 30 ottobre 1961, sganciata sulla Novaja Zemlja da un bombardiere pesante Tupolev Tu-95. Anche se con forza effettiva dimezzata, e anche se deflagrata a quota piuttosto alta, sui 4.000 metri, per di più senza che la palla di fuoco, o “pikadon” come la “sfera” è spesso chiamata rifacendosi ai sopravvissuti giapponesi delle stragi atomiche del 1945, toccasse il terreno, la bomba creò un sisma di magnitudo superiore a 5 gradi Richter, le cui vibrazioni si propagarono per tutto il pianeta, seppure rilevate solo dagli strumenti.
Il pikadon aveva un diametro colossale, superiore ai 7 chilometri e se la RDS-220 fosse stata sganciata su una zona abitata, avrebbe raso al suolo, con l’onda di calore e di pressione, ogni costruzione per un raggio di 35 chilometri.
A piena potenza, sarebbe stata ancora più devastante, ma a Mosca ben sapevano che si trattava di un risultato più propagandistico che militarmente utile, date le enormi difficoltà di trasporto fino a un bersaglio utile in caso di guerra. La Zar Bomba pesava ben 27 tonnellate ed era contenuta in un ingombrante guscio lungo 8 metri e del diametro di oltre 2 metri. Anche se aeroplani strategici come il Tu-95 potevano trasportarla su lunghe distanze, si trattava di vettori troppo vulnerabili alle difese aeree americane e della NATO, e d’altra parte la bomba era troppo corpulenta per essere installata nelle ogive dei missili.
Proprio Andrej Sacharov (nella foto a lato), in un momento imprecisato di poco successivo al test della Zar Bomba, quindi alla fine del 1961 o al più tardi nel corso del 1962, pensò a una valida alternativa e la individuò nel trasporto marittimo, dato che, da sempre, sono le distese d’acqua a facilitare il trasporto dei carichi più pesanti. Riprendendo l’idea di un siluro a testata nucleare, pensò a un siluro enorme, sufficiente a una testata di tipo Zar e che fosse propulso da un reattore nucleare, in modo da avere una grande autonomia e poter colpire molto lontano dal vettore sottomarino che lo avrebbe lanciato.
A complemento, calcolò che l’esplosione da 100 megatoni in mare vicino alla costa nemica avrebbe cagionato un’ondata alta forse 500 metri. Come ricorda egli stesso nelle sue memorie, Sacharov ne parlò con il contrammiraglio Pyotr Fomin, responsabile del programma di armamenti nucleari della Morskovo Flota, la marina sovietica.
“Decisi che un vettore efficace poteva essere un grande siluro lanciato da un sottomarino. Immaginai che si potesse creare per la torpedine un motore nucleare a getto che convertisse l’acqua in vapore. Un porto nemico, lontano centinaia di chilometri, sarebbe stato il bersaglio. Una guerra sul mare è persa, quando i porti sono distrutti, ci dice la Marina. Lo scafo di questo siluro sarebbe stato molto robusto, cosicchè mine e reti protettive non lo minacciassero.
Certamente la distruzione dei porti, persino con un’onda d’urto sopracquea scatenata da un siluro con carica di 100 megatoni o da una bomba simile, inevitabilmente avrebbe causato un gran numero di vittime. Discussi il progetto con il contrammiraglio Fomin. Egli fu scioccato dal carattere atroce del progetto e fece notare, in una conversazione con me, che i marinai militari erano abituati a combattere avversari armati in battaglia ma che l’idea di un simile massacro lo ripugnava. Mi vergognai e non discussi più con nessun altro della mia idea”.
Il Poseidon
Nella mente di Sacharov il mostruoso Poseidon era dunque già delineato, sebbene l’idea fosse destinata a essere ripescata solo mezzo secolo dopo. Certo, l’esistenza stessa della Zar Bomba, compreso il fatto che la sua potenza massima avrebbe toccato davvero 100 megatoni, se i sovietici non avessero deciso di smorzarla del 43% con lo scudo al piombo, dimostra che il Poseidon potrebbe davvero avere una testata di simile entità. Anche gli ingombri fisici dell’ordigno potrebbero essere compatibili. Lo spazio riservato alla carica nucleare sul sottomarino-drone sarebbe di circa 4 metri di lunghezza per 1,5 metri di diametro. etc etc etcì, scusate se è poco, il resto è qui, anzi, lì…
Poseidon, l’ira del dio del mare
https://www.analisidifesa.it/2019/03/poseidon-lira-del-dio-del-mare/
ecco, ci sei arrivato. ma i rimbambiten non lo dicono ai fessi.
Ce ne sono piu’ d’uno in attesa, da tempo. Forse sarebbe stato meglio non accennarlo, mi spiace di averlo fatto.
500 euro al mese, ed i giovani del job act del demiurgo renzi, dovrebbero sposarsi, comprare casa, generare figli, crescerli, dedicarsi al consumismo, stare sereni… Non basta, draghi ha imposto il riarmo occidentale ipotecario su ogni prossimo nascituro ed il provvidenziale covid, ha falcidiato i pensionati alleggerendo il baratro inps. Così, qualcuno ha promesso a meloni di levarle dintorno anche i fannulloni, preparando l’allettante ingaggio nato di 5000 euro al mese in prima linea, certamente un allettamento al sud, privo anche di sussidi come quello dicittadinanza. La và o la spacca.
Tanto, gli sponsor polaris, axon, lockheed martin, rtx corp,etc. al netto delle spese continuano a far profitti e chissà mai che i russi si sentan compressi sul baltico da perdere le staffe e cascare nel nucleare. Allora, sarebbe bingo. Gli usa son lontani e lascerebbero l’europa a sbrigarsela. Già oggi dalle città moribonde, deserte la sera come ci fosse il coprifuoco e la provincia deserta anche di giorno, ormai dormitorio dei condannati a morte in attesa del giorno del giudizio. Per uscirne, non la politica ma la magistratura, ultima spiaggia. Il potere del governo legalistico ma non autenticamente legale, ormai dittatura conclamata, và comunque arginato, prima della catastrofe finale a cui è palesemente votato ed orientato. Giorgia è l’omologo nostrano della disgrazia zelensky. Ci sta incamminando, guidando al suicidio, novella pifferaia di hamelin. Macron, micron , napoleon è un altro caso, patologico oppure un emulo dilettantesco di luis de funes, per cui basterebbe uno bravo, in ambito psicanalitico. ( alcuni direbbero delirio psichiatrico)
Anonimo 1
Dove vivi ?
Se vai a fare il contrattors o il mercenario privato ti pagano 5000 euro al mese e spesso potresti ritrovarti in mezzo ad una guerra senza un stipendio !
Se lavori per una compagnia SERIA di mercenari forse pure ti pagano il viaggio ndi andata e ritorno e forse anche le cure mediche !
Forse ti danno qualcosina se vieni catturato dal nemico .
Ti informo che i mercenari Statali Italiani “democratici” che vanno ad invadere ed occupare altre nazioni in tutto il mondo su ordine degli USA percepiscono 10 mila euro esentasse al mese !
Perché oggi dovrebbero accettare di lavorare come mercenari Statali sottopagati con 5000 mila euro al mese di meno ?
al posto di farci sodomizzare dalla guerra il signor
macaron e ora che ritorni a pigliarlo nel baz in africa !
quello e il suo posto dove puo far brillare tutte le sue immense capacita !
Legatelo ad un kinzal e sparatelo nella stratosfera.