Lo abbiamo sentito spesso Bossi strapalare di fucili e di eserciti padani, acclamato da elmi cornuti e spade di latta. E abbiamo sentito la piccolezza umana di tanti piccoli e grandi dirigenti pronti a promettere botte agli studenti e disgrazie a Vendola. Ma adesso questi cuor di leone sono lì, tremebondi, per qualche petardo esploso vicino alla casa del pater padanus.

E il leader dice “Per fortuna non c’ero, altrimenti era un casino” E perchè? Davano fuoco alle girandole? Decisamente è una pena vedere invecchiare i Capitan Fracassa, perché è inevitabile il passaggio dal celodurismo al celavevodurismo.

Nonostante Bossi accusi la “palude romana”, attaccandosi al vecchio mantra usurato e bugiardo visto che lui stesso è ormai una pianta radicata in quella palude, ciò che lo spaventa è esattamente il contrario: proprio il fatto che petardi siano localissime espressioni di dissenso, una crepa evidente nel sistema di potere leghista.

Qualcosa  che annuncia un declino nella capacità di persuasione e di credibilità del partito. Ancora lontano, ancora in formazione, ancora sottopelle, ma evidente: non a caso la Lega vorrebbe in fretta elezioni anticipate. E recentemente si è data anch’essa ai sondaggi per scrutare la propria tenuta.

Certo, i segnali di declino a volte si annunciano con le campane o con le trombe nelle metafore letterarie. Con la Lega si annunciano con i petardi: ognuno ha il declino che si merita.