Fare una diagnosi non è difficile, non richiede consulti. La Russia ha petrolio e gas in enormi quantità e ne avrà sempre di più man mano che si vanno sviluppando i giacimenti dell’ area artica, gli Stati Uniti hanno il petrolio e il gas da fratturazione, costosi e di scarsa qualità, ma comunque più che sufficienti per il consumo interno e per l’esportazione, la Cina estrae dal proprio sottosuolo 500 milioni di barili l’anno e ne importa altrettanti, ma in quantità sempre minori perché l’oro nero costituisce oggi appena il 15 per cento del suo fabbisogno energetico, il resto viene da carbone, nucleare, idroelettrico e solare che sono in pieno sviluppo. Ma l’Europa non ha nulla di tutto questo. Ora si dice che Trump sia pazzo ed è probabilmente vero, forse è anche vero che l’intera America stia impazzendo di fronte al suo declino, ma cosa dire allora della von der Leyen e di tutto il delirante e autoritario complesso della Ue? Per seguire l’imperialismo americano ha rinunciato all’energia a basso costo della Russia, per essere poi taglieggiati da Washington che pratica prezzi cinque volte superiori e quel che è ancora peggio, fa all’Europa tariffe molto superiori rispetto a quelle interne. E ora ci troviamo alle prese con la crisi energetica mediorientale, causata sempre dagli spasmi insensati dell’impero. Per qualche tempo ci hanno venduto le fumisterie del Net Zero, l’ utopia di un mondo senza né petrolio né gas, che è ormai fallimentare da qualunque parte la si guardi perché ha costi stratosferici che si scaricano sui cittadini, è inaffidabile e per giunta costringe all’importazione dalla Cina dei sistemi di generazione.

Non solo: invece di ravvedersi l’Ue, assieme ai manutengoli rothscildiani di Londra, vuole continuare a tutti i costi la guerra contro la Russia, nonostante gli stessi Usa siano disposti alla pace, avendo compreso che il conflitto è perdente. Ci si potrebbe chiedere cosa sia peggio: il petrolio o il gas, oppure tutte le munizioni e il fosforo bianco che affliggono quotidianamente l’Ucraina e il Medio Oriente e uccidono migliaia di civili per mano di Stati Uniti e Israele. Inoltre anche l’Europa stessa è colpevole per aver fornito agli ucraini armi che possono utilizzare uranio impoverito. Altro che clima e “Green New Deal”. Fare tutte queste cose, subendone per giunta un danno epocale, non può che essere considerato come un segno di pazzia e tuttavia dobbiamo persino subire le litania di una cretina svizzero – americana oltretutto di fede sionista, la quale dice che sarebbe una catastrofe comprare gas dalla Russia, mentre l’unica catastrofe è che una tipa del genere sia addirittura segretaria di un partito. La Ue germanocentrica – perché è questa la realtà – si è rivelata autodistruttiva e, grazie ad istituzioni ambigue, popolate di lobbisti e di scarti delle politiche nazionali sempre proni agli ordini della finanza, non riesce più a tenere il passo con i principali attori mondiali. I cittadini se ne stanno accorgendo, forando la pervasiva retorica a reti unificate, ma sono talmente intrappolati nell’ideologia del “divide et impera”, praticata per anni dagli Stati Uniti in Medio Oriente o nei Paesi in cui si sono verificati cambi di regime, da esserne diventati ormai le principali vittime. Ed è inutile, anzi rivoltante, che ora si cerchi di spacciare una presunta volontà di indipendenza dell’Europa dagli Usa: lo si fa solo per salvare la baracca diroccata della Ue e gli interessi privatissimi che la guidano.

Per anni una serie di ideologismi hanno completamente alterato la capacità di giudizio delle opinioni pubbliche, ma alla fine si stanno rivelando per quello che sono: niente altro che un nuovo modello di profitto per oligarchie corrotte fino alla radice dei capelli. In un certo senso la guerra che Usrael ha portato all’Iran, sta finalmente rendendo più chiare le cose: sebbene gli ambasciatori europei nei Paesi del Golfo continuino a parlare di aggressione iraniana, l’acqua in cui questa gentaglia ha sguazzato per troppi anni, sta diventando tossica. La carenza di energia a seguito della follia americana, dell’annaspare di un impero che non riesce più a comandare come vorrebbe, farà saltare tutto questo e la casa comune costruita sulla sabbia che ci hanno venduto come una solida costruzione.