Trump dovrebbe licenziare il suo consigliere per la sicurezza nazionale, Marco Rubio, e il suo segretario alla Difesa, anzi alla Guerra, per avergli dato consigli idioti. Ma dovrebbe pure, se non soprattutto, guardarsi allo specchio perché è evidente che ha perso il senso della realtà. Dopo aver detto agli americani di aver distrutto ogni cosa sull’isola di Kharg, uno dei principali terminal petroliferi iraniani, ora invece rivela, grazie anche al fatto che le immagini satellitari hanno svelato il suo bluff (come testimonia la foto di apertura), che gli impianti non sono stati distrutti, ma sono state colpite e annientate “installazioni militari” non ben precisate. Teheran sapeva che prima o poi l’isola sarebbe stata presa di mira e dunque stava da tempo svuotando i serbatoi, oltre a far sapere che ogni bombardamento su Kharg sarebbe stato seguito da una rappresaglia sulle infrastrutture petrolifere e del gas nei Paesi alleati degli Usa.

Tenendo conto del fatto che l’isola, a rigore, avrebbe dovuto essere uno tra i principali obiettivi fin dai primi attacchi, che senso ha questa commedia? Siamo di fronte a una manifestazione patologica di incoerenza e di perdita di orientamento, come un Peter Pan alla ricerca dell’isola che non c’è, oppure The Donald sta cercando di mettere in piedi una grossolana operazione mediatica per sfilarsi dalla guerra? Alcuni pensano che asserire di aver devastato l’isola sia l’inizio di una manipolazione dell’opinione pubblica e far così credere che l’Iran sia stato sconfitto per ritirarsi da vittorioso. Certo, anche tenendo conto di quanto sia primitiva l’opinione pubblica americana, è un po’ arduo far credere una cosa del genere. Tuttavia questa sembra essere l’illusione che si sta facendo strada anche in Israele, dove ovviamente non si può parlare degli enormi danni subiti, ma si cerca in qualche modo di trovare una via d’uscita. Un ex alto funzionario dell’intelligence di Tel Aviv dice che si dovrebbe porre fine alla guerra perché L’opinione pubblica israeliana e le Forze di Difesa Israeliane sono esauste”. Ma come? Per Netanyahu, ammesso che sia ancora vivo, sarebbe la fine politica e probabilmente anche dell’estremismo sionista che ha governato Israele per trent’anni, ma anche in questo caso la strategia sarebbe la stessa di Trump: “Dovremmo dichiarare vittoria, annunciare che tutti gli obiettivi sono stati raggiunti e cessare il fuoco. Mettere fine alla guerra in questo modo. Nessun negoziato, nessun accordo e nessuna revoca delle sanzioni.

Perfetto, solo che dopo aver fallito, stanno facendo i conti senza l’oste, ovvero l’Iran che non si accontenterà di una tregua, ben sapendo che tutto ricomincerà fra sei mesi. Continuerà a colpire e a chiudere lo stretto di Hormuz fino a che i suoi avversari non si siederanno a un tavolo di trattative vere. Avete voluto la guerra? Adesso godetevela.

Il fatto è che Trump è in trappola, ma nessuno ancora glielo ha detto.